10 Agosto 2020 - 21:26:40

Juventus – Torino, il derby della Mole più anomalo della storia

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Giancarlo Padovan
Giancarlo Padovan
Editorialista e allenatore di Base

Stiamo andando verso un derby, Juventus Torino, svuotato dei suoi valori tecnici e agonistici supremi?
Lo scrivo pensando al momento di Juventus e Torino, due squadre agli antipodi per qualità e posizione di classifica, ma accomunate da un momento non brillantissimo nel gioco.
La Juve vince quasi sempre (ha pareggiato solo a Firenze e clamorosamente a Lecce), è in testa alla classifica, ma fatica a tradurre quelle che sono le idee di Sarri.
Il Torino perde spesso e perde male, cioé senza nemmeno quel vigore tipico della sua storia. Non so come finirà, ma il Toro è così poco Toro che, di fronte alla Juve, potrebbe avere la disperata forza di risorgere.
Certo, se siamo a questo, siamo messi male e per due ragioni evidenti. La prima è che la Juve ha cambiato allenatore per continuare a vincere, ma cercando di giocare meglio che con Allegri. La seconda è che il Torino avrebbe voluto issarsi stabilmente sulle posizioni dell’Europa League, con un pensierino neanche tanto sommesso alla Champions, obiettivo che oggi sembra quasi irrimediabilmente lontano.
Una partita è una partita e quindi non è opportuno agghindarla con troppi significati, ma questo derby è più anomalo che mai. Da una parte c’è una squadra, quella granata, in una fase di involuzione e abbattimento, dall’altra c’è quella juventina che ha perso quasi del tutto la sua ferocia, a meno che non si voglia passare per ferocia lo sforzo estremo di provare a vincere fino al 90’ e anche oltre, come accaduto con il Genoa.
Qualche giorno fa, intervistando Arrigo Sacchi, mi ha parlato delle difficoltà che sta incontrando Sarri. «Rispetto a me quando arrivai al Milan – mi ha detto l’ex c.t. – lui si ritrova con giocatori che hanno vinto tanto, persino troppo. Esiste, infatti, anche la precarietà nella vittoria. Al Milan, invece, lo scudetto mancava da dieci anni e la Coppa dei Campioni da più di venti. Le motivazioni fanno molto e se diminuiscono, la qualità da sola non basta».
E’ vero, contro il Lecce, la Juve avrebbe potuto segnare quattro gol. Invece ne ha fatto uno solo e per di più su rigore. Succederà la stessa cosa con il Toro?
I tifosi granata, magari se lo augurano pure. Sia perchè un gol la Juve lo subisce quasi sempre, sia perchè vorrebbe dire affrontare una squadra meno distante e più alla portata. Il problema è sapere come stanno Mazzarri e i suoi uomini.
La squalifica di Nkoulou, per esempio, peserà più di quella di Rabiot, mentre non so quanto possa servire il ritiro predisposto dal presidente Urbano Cairo e avallato, credo, da Mazzarri, dopo la sconfitta di Roma, fronte Lazio.
Quando le cose non funzionano e le partite si perdono in modo drastico il primo impulso è cambiare molto. Ma è un errore. Soprattutto se si pensa al valore terapeutico del ritiro, va dato più spazio al recupero del morale e delle consapevolezze. In due giorni una squadra non può cambiare troppi elementi e, meno che mai, sperimentare un sistema di gioco diverso rispetto a quello consueto.
Può, però, rigenerarsi nella testa. Un derby, soprattutto giocato in casa come per il Torino, regala stimoli diversi e offre l’occasione per un immediato e purificatorio riscatto. Con una Juve oggi al minimo (dovrebbe mancare ancora Pjanic), tutto è possibile. Anche che il Toro faccia l’impresa che nessuno si aspetta. Nemmeno gli stessi giocatori. Altrimenti il calcio non sarebbe – come scriveva Brera – un mistero senza fine bello.


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