12 Agosto 2020 - 12:39:11

La Toscana parla chiaro, il conto è salato. Le altre regioni nascondono i conti ai club

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Claudio Verretto
Claudio Verretto
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«Con tutti i soldi che avete ricevuto ci venite a chiedere un contributo spese per la prossima stagione?» Questa la domanda che ha lasciato a bocca aperta il presidente di una società di Torino che stava spiegando ad una sua squadra le modalità e i costi per la prossima stagione. La propaganda paga, è indubbio, ma ha il fiato corto. In realtà si sta sprecando l’occasione per riformare il calcio, in particolare quello dilettantistico che, così com’è stato pensato, prevede una capacità di gestione da parte delle istituzioni che in questo momento non ha le competenze. L’attuale Lega Nazionale Dilettanti ha una struttura costosa che è necessaria per perseguire un determinato modo di fare calcio ma che deve essere supportata con una adeguata operazione di marketing. Cosa che in questo momento non viene fatto. Da una parte perché stiamo uscendo dall’emergenza, dall’altra perché le teste pensanti forse pensanti non sono e se lo sono non hanno la capacità di perseguire lo scopo. Abbiamo sentito per anni questi dirigenti scagliarsi contro il “palazzo” accusando la vecchia dirigenza di scarsa capacità, soprattutto mediatica. E forse in alcuni casi era anche vero, ce le ricordiamo tutti alcune battute infelici, ma contemporaneamente la Lega Nazionale Dilettanti cresceva. Sia dal punto di vista patrimoniale che come organizzazione capillare sul territorio capace di abbinare volontariato e posti di lavoro. E questa è la storia alla quale bisogna rendere merito. Da questa pandemia si può uscire con onore mettendo in campo delle riforme che non possono essere figlie delle bugie. Men che meno della propaganda. Far scrivere da giornali amici che le società avranno uno sconto del sessanta per cento sulla nuova stagione, omettendo volutamente di dire che sarà coinvolta solo la tassa di iscrizione e poi fare i prelievi dai conti delle società quale saldo spese per le gare del girone di ritorno, perché questo è successo, è semplicemente meschino e lascia tanta amarezza.

Le società sono allo stremo, non hanno visto un euro, in compenso stanno arrivando le bollette delle utenze che non tengono conto del fatto che gli impianti sono stati chiusi bensì parametrate sui periodi precedenti. Per molti vi è il problema delle omologhe dei campi in erba artificiale che si andranno ad aggiungere ai problemi ereditati dall’emergenza sanitaria. E gli aiuti? Modesti. Per le società non è stato fatto nulla. Nulla. Solo parole. Il contributo della Lnd modesto, non c’è stata la capacità di incidere a livello nazionale, non c’è stata chiarezza sui rimborsi. Inutile continuare a dire che state riempiendo le società di soldi o che lo farete, servivano passi concreti. Dalla Lega Dilettanti non è arrivato nulla, ditelo alle società, spiegatelo che il contributo è arrivato dalle istituzioni non calcistiche e andava integrato con i risparmi sulla mancata attività.

Nella tabella che pubblichiamo (sul giornale) emerge poi una realtà variegata. In alcune regioni si arriva a dare un contributo di 2500 euro in altre 2000, perché queste differenze? Non siamo tutti affiliati alla Lega Nazionale Dilettanti? E non ci risulta che il Piemonte, ad esempio, sia male amministrato. Per la prossima stagione sportiva si è già deciso che verranno cancellate le rappresentative ma non abbiamo ancora sentito una sola parola su come i dirigenti federali intendono tagliare le loro diarie. Zero. In compenso in Piemonte è già partito il tour elettorale. «Il presidente Mossino ha sciolto le riserve e si ricandida per un secondo mandato» ci fanno sapere dal suo entourage, e a noi non può che far piacere. Sapere che il nostro presidente è pronto per altri quattro anni significa che ha superato i suoi problemi di salute. Dal punto di vista della politica sportiva però siamo in completo disaccordo. Com’è possibile che le società siano state lasciate sole a scendere in piazza per sollecitare la regione Piemonte ad aprire agli sport di squadra? Dov’era il comitato regionale? Dove sono i consiglieri regionali? I Delegati provinciali? Quelli che vi verranno a chiedere la delega perché tra un paio di mesi si va al voto? Delegati assembleari? Quelli che dovrebbero rappresentare le società in assemblea? Se ci siete battete un colpo perché un contributo di 2.500,00 Euro dopo una simile emergenza è un insulto.


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