9 Agosto 2020 - 11:10:11

L’estate calda del calcio italiano, anche per i dilettanti

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Claudio Verretto
Claudio Verretto
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Un parare legale degli Avv. Domenico Filosa e Avv. Niccolò Beccari

Lo scorso 20 maggio, il Consiglio Federale della FIGC si è finalmente riunito per decidere il futuro dei campionati italiani di calcio alla luce della pandemia covid-19 che nei mesi scorsi ha costretto alla sospensione.
In tale occasione, è stata espressa la volontà di terminare la stagione per tutti i campionati professionistici, rispettivamente organizzati da Lega Serie A, B e Lega Pro, fissando come data ultima per la conclusione degli stessi il 20 agosto 2020.

Diversa, invece, è stata la decisione riservata ai campionati dilettanti

Con riferimento alla Serie D ed al calcio femminile fino alla Serie B (ad eccezione della Serie A la cui decisione è stata rimandata ai prossimi giorni), il Consiglio ha deliberato di interrompere definitivamente tutte le competizioni, rinviando ad altra e successiva delibera i provvedimenti sugli esiti delle stesse competizioni.
In ogni caso, resta fissato al 30 giugno, il termine per la conclusione dell’attuale stagione sportiva.
Naturalmente, prima dell’effettiva ripresa della stagione calcistica, occorrerà comunque attendere il via libera da parte del Governo il quale, con il Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020, all’art. 218, comma 1, ha sancito che “le federazioni sportive nazionali, riconosciute dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), possono adottare, anche in deroga alle vigenti disposizioni dell’ordinamento sportivo, provvedimenti relativi all’annullamento, alla prosecuzione e alla conclusione delle competizioni e dei campionati, professionistici e dilettantistici, ivi compresa la definizione delle classifiche finali, per la stagione sportiva 2019/2020, nonché i conseguenti provvedimenti relativi all’organizzazione, alla composizione e alle modalità di svolgimento delle competizioni e dei campionati, professionistici e dilettantistici, per la successiva stagione sportiva 2020/2021”.

niccolò beccari avvocato
Niccolò Beccari
Nei successivi 2 commi, il Governo ha devoluto la competenza, per le controversie che dovessero insorgere a seguito delle decisioni di cui al comma 1, al Collegio di Garanzia che decide in unico grado e con cognizione estesa al merito; prevedendo, inoltre, la possibilità di ricorrere, contro le decisioni di cui al comma 2 ovvero sui provvedimenti di cui al comma 1 se la decisione non è resa nei termini, al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio e, infine, al Consiglio di Stato.
Sulla base di tali disposizioni, il Consiglio Federale si è riservato di determinare, prima della ripresa della stagione, i criteri di definizione delle competizioni, laddove, in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, le stesse dovessero essere nuovamente sospese, secondo i seguenti principi:
individuazione di un nuovo format (brevi fasi di playoff e playout al fine di individuare l’esito delle competizioni ivi incluse promozioni e retrocessioni); in caso di definitiva interruzione, definizione della classifica anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tengano conto della organizzazione in gironi e/o del diverso numero di gare disputate dai Club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni.
Per la cronaca, la decisione del Consiglio appare diametralmente opposta a quella adottata qualche settimana fa dalla Lega Pro, la quale aveva prospettato l’anticipata conclusione della stagione sportiva 2019/2020, con congelamento della classifica, blocco delle retrocessioni e promozione delle prime tre classificate nei rispettivi gironi (ovvero Monza, Vicenza e Reggio).
La Lega Pro aveva, poi, rimesso al Consiglio Federale, seppur con voto non unanime, la decisione sulla 4° squadra da promuovere, seguendo il criterio del merito sportivo.
Ebbene.

Questa decisione del Consiglio Federale sembrerebbe ribaltare la situazione, dipanando lo scenario da alcuni problemi e incertezze.

Tuttavia, data l’attuale situazione, un atteggiamento prudente è più che consigliato.
In primo luogo, perché, come sopra anticipato, la ripartenza della stagione sportiva non è ancora ufficiale; in secondo luogo perché permangono ancora numerosi interrogativi pratici.
In particolare: che soluzione verrà adottata per i contratti in prestito o in scadenza?
Che criteri verranno adottati per definire le classifiche della Serie D e dei campionati regionali dilettanti?
Che criteri verranno adottati per definire le classifiche della Serie A, B e Lega Pro, in caso di nuova sospensione della stagione?
L’attuale incertezza, alimentata anche dal continuo “ping pong” tra Governo e Figc circa la ripresa della stagione, non consente oggi di offrire la risposta chiara, netta ed inequivoca che tutti noi vorremmo.
È opportuno evidenziare come sussista un concreto rischio di contestazioni future, le quali potrebbero anche sfociare, negli scenari peggiori, in potenziali diatribe giudiziali.
Parliamo della Serie D.
Senza dubbio, le società appartenenti alla categoria sono decisamente interessate alle prossime decisioni del Consiglio Federale, che dovrà specificare i criteri concreti da adottare per definire promozioni e retrocessioni.
Del resto con ancora quasi la metà delle gare da disputare, una promozione o una retrocessione decisa “a tavolino” lascerà necessariamente scontento qualcuno, che non è detto accetti così serenamente la decisione presa.
Soprattutto, se si considera che nel caso concreto il criterio da adottare non viene adottato prima dell’inizio della stagione, ma nel corso della stessa, dopo più della metà delle partite disputate ed in assenza di una normativa in materia.
Da un lato, la decisione di non annullare la stagione consente di evitare una serie di criticità, ma dall’altro, la scelta di concludere ora, decidendo a tavolino promozioni e retrocessione, potrebbe aprire a tutta una serie di altre problematiche.

domenico filosa
Domenico Filosa
In particolare, consideriamo che nelle serie minori gli introiti sono piuttosto esigui e gli sponsor sono spesso rappresentati da piccole realtà locali.
Per questo, i contratti di sponsorizzazione hanno ad oggetto compensi fissi decisamente molto più bassi di quanto non accada nelle serie superiori. Per questo, nella prassi vengono spesso previsti tutta una serie di bonus legati ai risultati sportivi ottenuti, come ad esempio: la vittoria di un campionato, la promozione o la salvezza.
Di conseguenza, una promozione o retrocessione potrà influire negativamente e/o positivamente anche sulle casse delle società, alimentando, anche per tale verso, possibili malcontenti.
Ecco perché con riferimento alle Leghe Dilettantistiche potrebbero presentarsi tutta una serie di controversie nelle quali, da un lato, si richiede di ottenere la revoca e/o la riforma la decisione assunta in merito ad una promozione o retrocessione, e dall’altro, il risarcimento dei danni eventualmente subiti, al netto dei mancati introiti e/o delle perdite economiche, che le società potrebbero aver subito a causa di una retrocessione o mancata promozione a tavolino.
In tale contesto, la scelta del Consiglio Federale di terminare la stagione per la Serie A, B e Lega Pro se da un lato consente di evitare numerose possibili controversie, dall’altro porta con sé una serie di incertezze e dubbi che, ad un mese di distanza dalla ripresa della stagione, lasciano comunque non pochi spazi a possibili contestazioni.
Ed infatti, occorrerà ancora necessariamente:
– definire la situazione dei giocatori in prestito o in scadenza;
– adottare dei protocolli nel caso in cui un calciatore dovesse risultare positivo al Covid-19 durante la ripresa della stagione, senza l’obbligo di quarantena agli altri membri della squadra;
– prevedere una soluzione qualora una o più squadre dovessero trovarsi ad avere tutta o quasi tutta la squadra positiva o ad obbligo quarantena;
– prevedere delle soluzioni qualora una società decida di non voler riprendere la stagione per salvaguardare l’incolumità dei propri tesserati;
– oltre a prevedere, come già anticipato dal Consiglio Federale i criteri per la definizione della stagione in caso di nuova sospensione.

Senza dimenticare gli ingenti costi che le società saranno costrette a sostenere per prevenire i contagi durante la ripresa della stagione, che, allo stato attuale, non tutte potrebbero essere in grado di accollarsi.
Pare quindi piuttosto concreto il rischio di ulteriori stop, anche successivamente alla ripresa della stagione.
Ai fini del nostro approfondimento, è opportuno ricordare che non in tutte le Leghe le rispettive squadre hanno disputato lo stesso numero di gare e questo potrebbe lasciare non poco spazio di contestazione qualora venisse adottato il criterio del merito sportivo.
In tale occasione, la scelta del merito sportivo è stata adottata non all’unanimità, poiché avrebbe privilegiato società come il Carpi con 53 punti, ottenuti in 26 gare, il Reggio con 55 punti, ottenuti in 27 gare ed il Bari con 60 punti, ottenuti in 30 gare, a discapito delle altre squadre, pur in lotta per la promozione, ma con meno punti ottenuti. Si pensi alla Carrarese, seconda nel girone A, ma tagliata fuori avendo ottenuto “solo” 45 punti in 27 gare, ma, comunque, in piena lotta playoff.
Da questi esempi, è quindi evidente che alla luce del diverso numero di partite disputate, la corsa alla promozione, alla salvezza o alla qualificazione alle coppe europee, con tutti i risvolti economici, potrà molto probabilmente dar luogo a situazioni poco chiare e oggetto di possibile contestazione.
Purtroppo, ad oggi, alla luce anche di una stagione che dovrebbe chiudersi 2 mesi dopo il previsto, è impossibile immaginare che tutto si svolga nel miglior modo possibile, riuscendo a mettere tutti d’accordo.
Concludendo, quindi, l’estate già calda, per le possibili battaglie legali tra squadre e tesserati, potrebbe farsi rovente, per le eventuali controversie tra le società e le Leghe di appartenenza in caso di promozioni o retrocessioni decise a tavolino.
In attesa del 28 maggio 2020, data in cui si svolgerà l’incontro tra il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte ed i Presidenti della FIGC e delle Leghe di Serie A, B e Lega Pro, in ordine all’effettiva ripresa delle manifestazioni calcistiche, l’unica certezza, in tutta questa caotica situazione, è che tutti i vertici delle varie discipline sportive provvederanno a mutare i loro regolamenti e specificare dettagliatamente le sorti della stagione in caso di nuova pandemia.

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