24 Novembre 2020 - 16:58:41

Meno libri più birre, la politica sconnessa

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di Raffaele Schettino (direttore di Metropolis, quotidiano di informazione indipendente edito in Campania)
Scuole chiuse e locali aperti. Facciamocene una ragione, la cultura non è più una priorità nell’agenda politica di questo Paese. Anzi, visto il cervellotico valzer di decreti e ordinanze sembra che il futuro dei ragazzi, che poi è il nostro, non interessi più di tanto. Da un lato gli vietiamo di entrare in classe per paura che si contagino e che infettino a loro volta, dall’altro gli consentiamo però di continuare ad animare la movida. Per estremizzare, anche a rischio di apparire fratacchioni, gli togliamo i libri e gli diamo le birre. E qui in Campania rispediamo migliaia di cervelli in quarantena, perché alzi la mano chi crede davvero nell’efficacia delle lezioni e delle interrogazioni via skype. Vincenzo De Luca è crollato davanti all’ennesimo stressante bollettino dei contagi, terrorizzato non tanto per i mille e passa positivi registrati ieri, dal momento che la stragrande maggioranza è asintomatica, quanto per il rumore sinistro che proviene dalle fondamenta della sanità campana e che spazza via in un istante tutti i suoi fortunati slogan elettorali. A proposito, adesso il viso da fratacchione è il suo.

Bianco e cereo. Gli ospedali barcollano già alla prima settimana della nuova ondata della pandemia, restano aggrappati a medici e infermieri eroi ma sono destabilizzati dalla disorganizzazione più totale. Ma invece di imbracciare il lanciafiamme e rispedire a casa l’esercito di asintomatici che ingolfa corsie e reparti, attivare le terapie intensive che aveva promesso, collaudare le strutture allestite prima dell’estate e potenziare l’organico sanitario, ha preferito chiudere le scuole spostando l’attenzione dal problema vero, cavalcando l’onda di una parte del popolo social che agitando i forconi le considera sorgenti di nuovi cluster. La solita decisione populista per salvare la faccia, chi se ne frega se aumenteranno le lacune nel processo di formazione dei ragazzi. Se vorrà dire togliergli punti di riferimento per la crescita, se produrremo contraccolpi psicologici forse più devastanti del Covid stesso.

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