venerdì, 10 Aprile 2020

Sono ladri, però il termine più appropriato lo prendiamo a prestito da James Kerr, sono teste di cazzo

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Claudio Verretto
Claudio Verretto
Direttore irResponsabile, bastian contrario, sempre dalla parte degli indiani

Grazie alla collaborazione involontaria di una nostra abbonata di Carugate, che ci ha trasmesso un file PDF trafugato, questa mattina abbiamo dato mandato ai legali di perseguire due ladri. Sì ladri. Come definireste voi chi ruba il lavoro altrui? Come definiresti chi utilizza siti “pirata” per rubare il lavoro di decine di persone? Siti che hanno server in stati esteri, che hanno fatto della pirateria il loro credo e che approfittano di questi ladri per infettare attraverso le chat migliaia di dispositivi mobile installando software pronti ad intercettare numeri di carte di credito. Di chi stiamo parlando? Di persone ignobili, di quelli che James Kerr nel suo libro in cui parla dei segreti degli All Blacks, definirebbe “teste di cazzo” (se non lo avete letto ve lo consigliamo vivamente). Utenti che anziché acquistare il nostro giornale attraverso lo store ufficiale si affidano ai questi siti per scaricarne una copia illegalmente. Miserabili, anche se in alcune circostanze arriviamo persino a temere che non si rendano conto dell’illegalità che stanno commettendo, al punto che un allenatore, poco tempo fa, ci mandato addirittura la copia trafugata del giornale per chiederci una correzione. Ecco, a queste persone ignobili vorremmo però sapere cosa insegnano ai loro figli. Quali sono i valori che trasmettono a loro se loro sono dei ladri. Se per leggere la partita del loro figlio, che con il sistema attuale li costringe a fare pure le acrobazie informatiche, siete disposti a scendere così in basso, cosa insegnate ai vostri figli?

Ovviamente stiamo parlando di un fenomeno culturale, e malgrado le campagne di comunicazione oppure le indagini degli organi inquirenti che hanno portato ad arresti e pene pecuniarie importanti, il fenomeno persiste. Lo scorso anno abbiamo dovuto chiedere a un delegato provinciale di non postare più il giornale nel gruppo di WhatsApp ed è rimasto quasi stupito della nostra richiesta. Credeva di farci un favore. Però neanche di questo ci stupiamo più. Il Comitato regionale Lombardia ha messo tra i propri canali di comunicazione Telegram che se uno va a leggere le faq capisce bene di che cosa stiamo parlando. Ma, sempre lo stesso comitato ha fatto di peggio, ha regalato migliaia di suoi utenti ad un’applicazione privata. Dico regalato, spero regalato, venduto no. Un patrimonio che avrebbe dovuto tenere per sé e che avrebbe potuto poi restituire alle società in termini di tanti soldini. Un esempio, anche questo, per far comprendere che la conoscenza della materia è scarsa, la professionalità ancora meno.

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