21 Aprile 2021

Calcio estero, in Repubblica Ceca nuove regole e aiuti in arrivo per ogni club

Le risposte di Dynamo České Budějovice, Český Lev - Union Beroun e SK Třeboradice

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La Cechia o Repubblica Ceca, era stata uno dei paesi più colpiti dall’emergenza sanitaria, ma ora la situazione è in netto miglioramento grazie anche alle norme imposte dal governo. Per quanto riguarda il calcio, anche lì come da noi i campionati dilettantistici sono fermi e saranno fermi fino a gennaio almeno mentre le professioniste continuano a giocare. 

Ma come se la passano i club? Alle nostre orecchie sono arrivate ben tre risposte, tutte dalla Boemia, da tre società appartenenti a tre divisioni diverse. Partendo dall’alto, dalla prima divisione ceca, la Fortuna Liga, ci ha risposto Aleš Strouha, Responsabile dell’Ufficio Stampa della Dynamo České Budějovice, ad oggi al 12° posto in classifica. «All’inizio della seconda ondata il Governo ha bandito gli eventi sportivi. Per circa un mese non abbiamo giocato, ma ora le partite sono riprese. È inusuale per noi giocare fino al 23 dicembre e riprendere il 23 gennaio, qui in Repubblica Ceca non è comune viste anche le condizioni metereologiche, ma speriamo che tutti i club possano ripartire. Il Governo ceco ha preparato un sistema di supporto per i club professionistici che ha chiamato ‘Covid Sport 2’, ovviamente lo Sparta e lo Slavia ricevono un aiuto finanziario minore rispetto agli altri». Poi, sulla situazione dei loro giovani, commenta «Penso che i giovani la stiano vivendo bene, solo quelli appartenenti all’accademia del club dagli Under 6 agli Under 18 stanno avendo problemi perché lo sport amatoriale è stato sospeso per molto tempo e tutte le competizioni amatoriali sono state interrotte fino alla fine del 2020, a loro è solo permesso di allenarsi» cosa che per altro gli era vietato fino a poche settimane fa, infatti «da poco a loro è stato permesso di allenarsi in gruppi da sei. La situazione dei pro invece è migliore. Per un paio di settimane ad inizio ottobre non hanno potuto esercitarsi, ma ora si allenano e giocano normalmente». Infine Aleš ci spende due parole sull’argomento contagi della sua area «La situazione è calma qui a České Budějovice. In fin dei conti, la vita in Repubblica Ceca sta andando avanti normalmente. Anche se i negozi erano chiusi ora sono aperti e le persone non sembrano troppo segnate. In più la seconda ondata in Cechia sembrerebbe in declino».

Lo Střelecký ostrov, casa della Dynamo České Budějovice (foto dal sito del club)

Scendendo tre gradini della piramide calcistica ceca, ci ritroviamo nel girone A della quarta divisione, la Česká divize. Da qui ci è arrivata la voce di Martin Pech, presidente del Český Lev – Union Beroun. «La Federazione ha mandato assistenza finanziaria ai club e alle giovanili e il Governo ha preparato qualche programma finanziario per aiutare sia i dilettanti che i professionisti. Noi del ČLU Beroun abbiamo ricevuto assistenza finanziaria per la manutenzione e l’operatività dei campi che occupa». In un accenno alle iscrizioni alle giovanili dice «La seconda ondata non ha colpito l’iscrizione di nuovi giocatori perché di solito arrivano durante l’inizio del nuovo anno scolastico a inizio settembre. L’interruzione delle attività è arrivata il 13 ottobre, quindi tutti i nostri nuovi erano già stati registrati ma è possibile che questa interruzione avrà come conseguenza la perdita di nuovi iscritti». Poi anche Martin fa chiarezza sulle decisioni della Federazione «In Repubblica Ceca le competizioni professionistiche, la prima e la seconda divisione, sono organizzate dalla LFA. Queste due leghe, a meno di passi indietro da parte del governo, hanno ripreso le competizioni dal 6 novembre scorso dopo che si erano interrotte il 13 ottobre. Le squadre occupate in Europa League sono state delle eccezioni straordinarie. Anche competizioni amatoriali invece sono state sospese il 13 ottobre e la loro ripresa è stata stabilita per il 30 gennaio. Dal 3 dicembre poi è possibile allenarsi, ma allo stesso tempo in questi giorni in Repubblica ceca ha nevicato e il clima è freddissimo». Anche a lui abbiamo chiesto di raccontarci la situazione della sua area in tema contagi «Ad oggi nel distretto di Beroun contiamo circa 500 infetti, di cui 16 sono finiti in ospedale. Dal punto di vista nazionale il livello di rischio del nostro distretto è 3» per intenderci, il livello peggiore è 5.

Una panoramica del Hřiště Na Máchovně di Beroun (foto dal sito del ČLU Beroun)

L’ultima risposta, ma non per questo meno importante, ci è arrivata dal distretto di Praga, da Třeboradice per l’esattezza, dove la squadra locale gioca in quinta divisione nel campionato provinciale della capitale. Dal SK Třeboradice ci ha parlato Jakub Čáp, che per i rossoneri cura le relazioni pubbliche «Il nostro club ad oggi non ha ancora ricevuto aiuti finanziari, ma stiamo negoziando in questi giorni con il Comitato Provinciale di Praga e con la Federazione. Per quanto riguarda il reclutamento dei giovani non è calato settembre scorso, abbiamo avuto un numero simile di bambini nuovi rispetto all’annata precedente ma non sappiamo che effetto potrebbe avere questa seconda ondata (ottobre-dicembre) sugli inizi dei campionati primaverili. In ottobre, agli albori della seconda ondata, la Federazione ha immediatamente diramato i dettagli delle regolazioni e le possibili opzioni. A tal proposito, come club, abbiamo ricevuto le informazioni quasi immediatamente e formulate in modo chiaro. Gli allenamenti sono stati proibiti da metà ottobre fino a poco fa, ora abbiamo ricominciato ad allenarci lentamente ma solo all’aria aperta, negli interni i giocatori devono indossare le mascherine il che è impossibile».

Una foto dall’archivio storico del SK Třeboradice (foto dal sito del club)

Grazie a Eliška per le traduzioni


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