Bullismo, si deve educare facendo rete

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Combattere e prevenire il cyberbullismo
Legge 71/2017, disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo

Il 18 giugno 2017 è entrata ufficialmente in vigore la legge 71/2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. Una legge a tutela del diritto dei minori. Quasi un anno è passato da una legge raggiunta per gradi. Dal 2014, anno in cui fu depositato il disegno di legge in Senato, tanto è stato fatto, ma ancora tanto è il lavoro da fare. Per questa ragione abbiamo deciso di dedicare spazio sul giornale a queste tematiche, con la speranza che a partire da una corretta informazione si possano fare ulteriori passi in direzione di un progetto a più ampio raggio, che desideriamo mettere in piedi con gli attori principali della formazione sul territorio.

Sprint e Sport, da sempre, si dedica all’informazione per i giovani ed è letto da educatori, genitori, adulti e ragazzi dagli 8 ai 18 anni circa, per questo crediamo sia doveroso un confronto rispetto a queste tematiche, avendo il giusto uditorio di riferimento e la volontà di trasmettere – quanto più possibile – sensibilità verso l’argomento e attenzione a quella che a partire da questa legge si può definire una vera e propria svolta culturale. Nell’emergenza sociale relativa a bullismo e cyberbullismo ha fondamentale importanza l’aspetto educativo, attraverso la trasmissione di concetti quali la responsabilità e coinvolgimento della collettività.

Scuola, famiglia e società. Questa è la rete necessaria da costruire, necessaria a combattere e prevenire i fenomeni di bullismo e cyberbullismo. A tutto ciò vanno aggiunti i mezzi “ufficiali”. Uno è Conacy, centro di coordinamento nazionale per il supporto e la prevenzione del cyberbullismo del Miur. Risultato di una realtà in cui se ciascuno fa sistema secondo le proprie competenze, le cose migliorano e si può provare a contrastare un fenomeno purtroppo radicato, poco conosciuto e in generale affrontato senza le dovute competenze, discutendo spesso a posteriori, piuttosto che provando ad anticipare il dramma con le dovute attività di sensibilizzazione.

La legge 71/2017 affronta il fenomeno sotto il profilo della prevenzione e sostiene sia le vittime, sia chi esercita bullismo e cyberbullismo. Non sono previste sanzioni, per non vanificare le responsabilità degli educatori a fornire strumenti adeguati per esercitare il cambiamento. Il centro di coordinamento, il cui responsabile operativo è Ivano Zoppi di Pepita Onlus e della Fondazione Carolina Onlus, insiste su aspetti quali l’educazione e la prevenzione, offrendo ai ragazzi la possibilità di essere ascoltati costantemente: «Il prossimo step – spiega Zoppi – sarà quello di stilare un decalogo per gli educatori da appendere sotto forma di poster negli oratori e nelle associazioni sportive. E successivamente prevedere un percorso di formazione con un esame che identifichi gli educatori anche come sentinelle, con competenze e capacità in grado di cogliere le situazioni di allerta relative a bullismo e cyberbullismo».

Il Centro – nato nel 2015 e inaugurato ufficialmente qualche mese fa – sarà di supporto alle vittime e avrà il compito di valorizzare e coinvolgere varie specificità. A questo si aggiunge l’impegno a collaborare con gli Uffici scolastici e la realizzazione di attività di ricerca e formazione. E’ previsto anche il coinvolgimento capillare di diversi Poli sul territorio. C’è un proverbio che dice: “per educare un bambino ci vuole un villaggio”. Una comunità è composta da tanti agenti, tra cui genitori, scuola ed educatori, istruttori, dirigenti e volontari delle associazioni sportive, impegnati in un costante rapporto pedagogico con i ragazzi. Questo è il sogno, ed è solo l’inizio.