Diritto alla cancellazione, consapevolezza e trasparenza

Gdpr
Garante della Privacy

La figura del Garante della Privacy. Una figura di cui si è molto parlato per via dell’applicazione in Italia del regolamento dell’Unione europea (2016) in data 25 maggio 2018. Cambia, quindi, l’approccio ai dati e alla protezione degli stessi, cambiano diritti e doveri, la responsabilità e la responsabilizzazione di enti e imprese, con l’introduzione di una maggiore trasparenza e controlli più efficaci.

25 maggio 2018 Come si evince dal sito del Garante «la nuova disciplina uniforma le regole in tutti i Paesi dell’Unione Europea e rappresenta la più grande riforma in questo settore da un quarto di secolo a questa parte. Il Regolamento adegua il quadro normativo al nuovo contesto sociale ed economico – caratterizzato da un incessante sviluppo tecnologico e da forme sempre più massicce e pervasive di scambio e  sfruttamento di dati – rafforzando le tutele poste a salvaguardia dei dati personali e i diritti degli individui». In questo senso, la svolta è che la protezione dei dati non sarà più considerata come un mero esercizio di stile o un «obbligo formale, ma come una parte integrante e permanente delle loro attività (delle aziende, ndr) e promuovere consapevolezza negli utenti sui loro diritti e le loro libertà».

Diritto all’oblio Volendo però restare sull’argomento che abbiamo iniziato a esplorare da quando siamo partiti con questo progetto relativo a bullismo e cyberbullismo, il punto chiave del nuovo regolamento – in questo senso – è quello che riguarda i social network e un rafforzato «diritto di far cancellare, anche on line, le informazioni  non più necessarie rispetto alle finalità per le quali sono state raccolte (“diritto all’oblio”)».

Un passo indietro Ora però facciamo un passo indietro per chi fosse digiuno di alcune nozioni di base. Il Garante della Privacy è un’autorità amministrativa indipendente il cui presidente, dal 2012, è Antonello Soro. L’autorità ha sede a Roma e si «occupa di tutti gli ambiti, pubblici e privati, nei quali occorre assicurare il corretto trattamento dei dati e il rispetto dei diritti delle persone connessi all’utilizzo delle informazioni personali». Il Garante è stato istituito nel 1996 dal Governo Prodi. Sul sito ufficiale sono presenti due sezioni che andrebbero conosciute, soprattutto per un miglior approccio alla rete e al suo utilizzo: «diritti e prevenzione» e «doveri e responsabilità».

Il codice etico Oltre a vari regolamenti interni è previsto anche un codice etico: «Il Garante per la protezione dei dati personali persegue un modello di organizzazione e comportamento improntato al rispetto dei principi di lealtà, imparzialità, integrità, riservatezza e corretto adempimento dei doveri, nonché di prevenzione contro ogni forma di corruzione».

Più nel dettaglio Nella prima sezione il sito del Garante risponde ad alcune importanti Faq come: «Cosa intendiamo per dati personali?, Chi tutela i nostri dati?, Come agire per tutelare i nostri dati?». Nella seconda sezione invece sono specificate l’informativa e il consenso, oltre alle misure di sicurezza e alla cessazione del trattamento. Vi è inoltre una sezione specifica dedicata proprio al cyberbullismo, con un’informativa della legge e delle sue possibilità per un’azione di richiesta di cancellazione di contenuti.