1 Ottobre 2020 - 22:04:14
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La parabola del super Sassuolo

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Tiziano Crudeli
Tiziano Crudeli
Direttore Editoriale, opinionista, tifoso appassionato del Milan, esperto di calcio a tutto tondo, dalle giovanili alla massima serie

Un utile insegnamento per il calcio italiano viene dal Sassuolo, che in sole tre stagioni è passato dalla Serie B ai preliminari di Europa League. Un percorso iniziato classificandosi diciassettesimo nel primo anno di Serie A, poi dodicesimo e quest’anno sesto con quattro punti di vantaggio sul Milan. Per raggiungere questi traguardi, società, allenatore e giocatori hanno lavorato in perfetta simbiosi e dato il massimo. Il Sassuolo sembra essere la bestia nera del Milan. Era il 12 gennaio 2014, 19ª giornata: i rossoneri di Allegri in vantaggio per 2-0 con i gol di Robinho e Balotelli si fecero raggiungere e superare da 4 reti di Berardi chiudendo l’incontro con una segnatura di Montolivo. Superflue le recriminazioni per il palo colpito da Honda e la traversa di Pazzini. Il 4-3 degli emiliani, quintultimi in classifica, ha sancito l’atto finale di Allegri che dopo la batosta contro la sua ex squadra, che nel 2008 da allenatore aveva portato per la prima volta nella loro storia in Serie B vincendo anche la Supercoppa di Serie C1, fu destituito. Nella giornata conclusiva di quel campionato Milan-Sassuolo finì 2-1, ciononostante, dopo sedici anni i rossoneri non entrarono nelle competizioni continentali mentre gli emiliani riuscirono a evitare la retrocessione grazie a due punti di vantaggio sul Catania terzultimo. Determinante per la loro salvezza l’incredibile vittoria contro i rossoneri nel match del girone di andata. Il campionato 2015-16 del Sassuolo è da incorniciare: ha infatti sconfitto il Napoli 2-1, il Milan 2-0, la Juventus 1-0, l’Inter 1-0 e due volte la Lazio (0-2 e 2-0). Ha pareggiato con Roma (2-2) e Fiorentina (1-1). Ha concluso il campionato con 12 punti in più rispetto all’anno scorso (61 contro 49), la difesa è la terza della Serie A e ha subito 17 gol in meno della stagione precedente (40 contro 57) e addirittura 32 gol in meno rispetto alla prima stagione in Serie A (72 reti al passivo). Il miglioramento del reparto arretrato ha permesso di salire ai vertici della Serie A. L’attacco, nonostante le cessioni di Zaza (11 reti), Pavoletti (7 gol), Kurtic, e la flessione di Berardi (l’anno scorso 15 reti, quest’anno 7), ha realizzato un discreto bottino: 49 gol. I 61 punti sono stati ottenuti con 16 vittorie, 13 pareggi e 9 sconfitte. La rosa degli emiliani era composta da 20 italiani e 3 stranieri che comunque sono stati acquistati nel nostro Paese, quindi è l’unica società tra Italia, Spagna, Germania, Inghilterra, Francia a non avere un calciatore proveniente dall’estero. Gli stranieri del team di Di Francesco sono il croato Vrsaljko, prelevato dal Genoa e soffiato al Milan che era fortemente interessato, Duncan dalla Sampdoria (ex Inter) e oggi uno dei migliori giovani centrocampisti del campionato, Defrel, 7 reti in campionato, ex Cesena. Bene Sansone, Magnanelli, Cannavaro, Pellegrini, Missiroli e Politano. Il club emiliano ha chiuso le operazioni di mercato con un attivo di 900 mila euro e tra uscite ed entrate ha registrato plusvalenze per 5 milioni. Il fatturato è aumentato del 76% assestandosi a 55,7 milioni (un quarto di quello del Milan: 219 milioni di euro). L’anno scorso i ricavi erano 31,6 milioni. Il club è proprietario dell’impianto sportivo Mapei Stadium di Reggio Emilia dove gioca le partite casalinghe. La Mapei del presidente Squinzi ha un fatturato di 943 milioni, quindi il Sassuolo che è diventato la sua emanazione calcistica può quindi dormire sonni tranquilli. Il sesto posto in campionato non è casuale ma è stato conquistato con grandi meriti da un collettivo cresciuto alla distanza che ha evidenziato un eccellente livello tecnico e ottima organizzazione, in grado di rivaleggiare alla pari e a viso aperto con tutte le big senza adottare tattiche ostruzionistiche o barricate di antica memoria. I giocatori, dopo un duro lavoro preparatorio, sono stati abili nel tradurre in pratica con continuità di rendimento le idee di gioco di Di Francesco. Lo schieramento: un 4-3-3, con un possesso palla medio del 51,19% e con 77,67 passaggi a partita. Vrsaljko è stato il giocatore con più cross su azione: 219. Dati che testimoniano una manovra brillante che ha raccolto risultati e consensi.

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