«Per lui non esiste un’altra strada, nella vita vuole fare il calciatore». Ad introdurre la storia di Jacopo Ferrara, classe 2001 attualmente tesserato per l’Under 19 del Caselle, è la mamma Raffaella. Jacopo ha un sogno che coltiva fin da piccolo ma, come abbiamo più volte raccontato sul giornale (giusto due settimane fa uno speciale di due pagine per spiegare i regolamenti sui vincoli) il suo futuro potrebbe essere legato a decisioni che non dipendono solo da lui. Ecco perché vi raccontiamo la sua storia, per cercare di far comprendere al meglio le dinamiche di un “gioco” diverso da quello che siamo soliti vedere sul rettangolo verde, quello che comprende ventidue giocatori divisi in due squadre che corrono dietro ad un pallone; parliamo di un’altra faccia di questo sport che molto spesso può celare dei retroscena tutt’altro che semplici.

Ferrara, Under 19

Questa è, appunto, la storia di Jacopo, ultimo di tre fratelli a soli 4 anni viene subito notato da Gianni Ercolin Direttore sportivo del River Mosso, già squadra dei due fratelli maggiori, che lo fa accedere alla Scuola calcio. Dopo due anni approda al Borgaro come prima punta facendo una stagione da bomber arrivando a siglare ben 56 reti. A 10 anni arriva all’Accademia Inter di Alberto Piazza dove da attaccante passa al ruolo di difensore centrale e grazie a questa esperienza gli vengono aperte le porte del settore giovanile dell’Inter che lo nota proprio in questo ruolo. Purtroppo il legame con i nerazzuri è destinato a svanire a causa dello scioglimento della squadra.

DOPO L’ACCADEMIA JACOPO FERRARA SI TRASFERISCE ALL’ATLETICO TORINO

I due ex tecnici della società, Bottallo e Ciringione, che lo hanno avuto come calciatore, lo chiamano per un nuovo progetto all’Atletico Torino giocando nella squadra che partecipa al campionato regionale che in quella stagione si classifica terza. Nel 2016, Jacopo entra a far parte degli Allievi del Pianezza di Christian Zullo. Nel gennaio del 2018, per il giovane talento si apre una nuova possibilità: dopo uno stage a Milano viene selezionato per un provino alla Triestina che supera brillantemente, ma i problemi per Jacopo iniziano ora come racconta la mamma Raffaella: «Eravamo contentissimi per il traguardo raggiunto, finalmente sembrava che il sogno stesse per concretizzarsi. Al momento però di perfezionare l’iscrizione la Triestina ci disse che il ragazzo non poteva essere tesserato a causa dei vincoli che lo legavano al Pianezza e all’Atletico Torino e che per concedere il via libera le società chiedevano l’intero premio pari a 12.000 Euro».


E il sogno ha una battuta d’arresto. Grazie al contributo dell’ex tecnico del Pianezza, Christian Zullo, entra però in ballo il Caselle nella persona di Raffaele Balluardo. «Per noi è stato terribile – prosegue mamma Raffaella – non sapevamo cosa fare ed è in quel momento che la società rossonera ci ha spiegato che potevamo per intanto firmare con loro, sistemare la questione dei premi di praparazione con Atletico Torino e Pianezza e che in seguito avremmo poi potuto avere la possibilità di avere lo svincolo». E con il Caselle le cose sembrano essersi normalizzate. «Sì, Jacopo si sta trovando bene, e noi siamo contenti di aver contribuito a pagare il premio di preparazione all’Atletco Torino (300,00 Euro) per le liberatorie perché questo ci fa sentire padroni del nostro futuro». Per la cronaca al Pianezza non è stato versato nulla, dice la mamma, perché è intervenuto Roberto Carbone Vice Presidente del Caselle. Tuttavia, sul futuro di Jacopo, qualche nuvoletta si addensa perché sentito il Ds Raffaele Balluardo ecco cosa ci ha detto: «La situazione è delicata, per il momento il ragazzo è tesserato col Caselle, in futuro si deciderà il da farsi». Da parte nostra non possiamo che augurarci che il sogno di Jacopo continui e che quest’estate le parole promesse a suo tempo alla famiglia possano trasformarsi in materia. Se così non fosse vi aggiorneremo.