18 Giugno 2021

50 anni fa, il doppio spareggio in Serie D Pro Vercelli-Biellese deciso alla monetina

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Un primo spareggio con doppia rimonta in 9 contro 11 dal 2-0 al 2-2 e dal 4-2 al 4-4. Un secondo spareggio finito ancora in parità. E il brivido di vedersi assegnata la vittoria e la Serie C con il classico «testa o croce» della monetina. Sono emozioni incredibili quelle che raffiorano di questi tempi, a 50 anni esatti di distanza, tra i protagonisti dei drammatici (sportivamente parlando) derby tra Pro Vercelli e Biellese. Le due squadre (all’epoca appartenenti alla stessa provincia) arrivarono appaiate dopo 34 turni di campionato con 50 punti e fu necesaria un’appendice per decidere chi dovesse essere promossa. Anzi, due, visto che il primo spareggio dell’«Alcarotti» di Novara il 30 maggio finì clamorosamente in parità. L’atto conclusivo (e risolutivo) di quell’epopea che decise il Girone A dell’allora Serie D è datato 6 giugno 1971 al Comunale di Torino ed è marchiato nella storia da una splendida foto che vede il capitano della Pro Vercelli Bruno Rossi saltare di gioia sotto gli occhi dei 40mila spettatori dello stadio torinese avendo appena ottenuto la promozione tra i professionisti con il sorteggio. Di umore opposto invece Giorgio Milanesi, capitano della Biellese, amareggiato per l’epilogo. Immagine epiche. Immagini di un altro calcio. «Mi vengono i brividi a pensare che sono passati già 50 anni, sembra proprio ieri che abbiamo giocato quelle due partite – dice con il sorriso Rossi, classe 1947, che per 8 stagioni è stato protagonista con la maglia della Pro – sono state il coronamento di un grande campionato, vinto contro una squadra forte come la Biellese, che era fortissima e più dotata tecnicamente di noi. La nostra età media infatti era di circa 25 anni, mentre la loro era più alta. Non so quante volte nella vita capitino emozioni di questo tipo, ma di sicuro è stata la vicenda più coinvolgente della mia carriera. Con l’Arona sono poi passato dalla Promozione alla C2 qualche anno dopo giocando per la squadra della mia città, ma a Vercelli è davvero stata una grande avventura». E allora via con i ricordi. «Nel primo spareggio di Novara ci siamo trovati sotto 2-0 a pochi minuti dalla fine e in 9 uomini per un espulsione e con un giocatore infortunato rimasto in campo a cambi finiti – racconta Rossi con dovizia di particolari – molti tifosi della Pro Vercelli erano già andati via delusi perchè non ci credevano più, ma riuscimmo incredibilmente ad andare sul 2-2 al 90’. Qualcuno che si era attardato e aveva sentito le urla di esultanza fece in tempo a rientrare allo stadio e vedere poi la partita finire sul 4-4 dopo i tempi supplementari con un’altra nostra doppia rimonta, chi invece era già tornato a Vercelli cascò dalle nuvole quando arrivarono in città i tifosi che avevano assistito alla partita fino alla fine e dissero che si doveva giocare un altro spareggio». Allora tutti di nuovo in campo dopo 7 giorni, questa volta al Comunale di Torino davanti a circa 40mila spettatori per l’atto questa volta definitivo. La partita finisce di nuovo in parità, questa volta 2-2 sempre ai tempi supplementari. Non sono previsti i rigori per decretare la squadra promossa e allora si procede per sorteggio. «C’è un aneddoto da ricordare – chiarisce l’ex capitano della Pro Vercelli – all’epoca a seguire come tifoso la nostra squadra c’era don Giuseppe Maffè, un parroco vercellese. Prima di partire per il ritiro pre partita di Saint Vincent ci venne a trovare e ci disse che con i suoi ragazzi dell’oratorio aveva provato il lancio di una monetina da 100 lire per 100 volte e per circa 70 volte era uscito “testa” mentre nelle restanti 30 “croce”, per cui mi invitò a scegliere “testa” nel caso di un sorteggio finale, questa volta previsto dal regolamento per decretare la squadra promossa. Io dissi che invece non ce ne sarebbe stato bisogno perchè avremmo vinto sul campo. Ebbene questo dialogo mi tornò in mente mentre stavo vagando con i compagni di squadra sul campo di Torino dopo il 2-2 in attesa che gli arbitri chiamassero i capitani delle due squadre per il sorteggio». Il resto fa parte dell’epica costruita attorno al doppio incontro tra Pro Vercelli e Biellese, definito dagli organi di stampa dell’epoca quasi più avvincente che non una finale di Coppa dei Campioni. «L’arbitro chiese a me e al capitano della Biellese Milanesi (purtroppo scomparso nel 2019 a 76 anni ndr) cosa volessimo tra “testa” o “croce” e io dissi subito “testa”, ma un guardalinee lo fermò perchè riteneva ci fosse bisogno di un pre-sorteggio per decidere chi dei due avesse il diritto di scegliere per primo – racconta Rossi – ma entrambi eravamo stati compagni al Novara qualche anno prima e ci mettemmo d’accordo tra di noi, con Milanesi che mi disse di scegliere pure ciò che volevo tanto si trattava di fortuna e non più di capacità del campo. Ma mentre mi accingevo a scegliere di nuovo “testa” l’arbitro tirò fuori una moneta da 50 franchi francesi e ogni ragionamento andò a farsi benedire. Ma guardando bene c’era comunque una testa su un lato della moneta, mentre sull’altro c’era un gallo. Allora riscelsi “testa”, il lancio andò bene e fu un vero tripudio. Nel ritorno da Torino a Vercelli le strade erano tutte bianche, con macchine di tifosi che ci seguivano ovunque e gente che sventolava lenzuola dai balconi per festeggiarci. Furono festeggiamenti infiniti, d’altronde minimo ci seguivano 5mila spettatori per poi arrivare a 10-12mila nelle gare più importanti». Calcio seguitissimo dunque, mentre ora un po’ a sorpresa Bruno Rossi di pallone non è che ne voglia granchè più sapere: «Guardo solo la Juventus ogni tanto, su input di mia moglie. Per il resto preferisco andare a passeggio o dare due calci al pallone con i nipotini in giardino. I nipoti maschi che ho sono ancora piccoli ed è ancora presto per raccontare loro l’avventura che sta dietro la foto di 50 anni fa, aspettiamo che crescano e poi lo farò con molto piacere».

I TABELLINI

1° spareggio di Novara all’Alcarotti

BIELLESE-PRO VERCELLI 4-4 d.t.s.
BIELLESE: Martignoni, Mattarucchi II, Cestari, Mattarucchi I, Magnaghi, Mosca, Cugnolio, Milanesi, Bramati, Granai (115’ Brando), Ninni. All. Giraudo. Dir. tecn. Molina.
PRO VERCELLI: Lamberti (91’ Branduardi), Picardi, Poletti, Bullano, Jussich, Stara (56’ Benassi), B. Rossi, Vannicola, Tonelli, R. Rossi, Bissacco. All. Cuscela.
ARBITRO: Menicucci di Firenze.
RETI: 38’ Granai (B), 67’ Bramati (B), 88’ Poletti (P), 90’ Tonelli (P), 92′ Cugnolio (B), 95′ Bramati (B), 110′ Tonelli (P), 117′ Tonelli (P).
ESPULSO: 83’ Benassi (P).

2° spareggio al Comunale di Torino

BIELLESE-PRO VERCELLI 2-2 d.t.s.
BIELLESE: Martignoni, Mattarucchi II, Cestari, Mattarucchi I, Magnaghi, Mosca, Cugnolio (104’ Pedrizzetti), Milanesi, Bramati, Granai, Ninni. All. Giraudo. Dir. tecn. Molina.
PRO VERCELLI: Branduardi, Picardi, Poletti, Bullano, Jussich, Stara (64’ Zarino), B. Rossi, Stara, Tonelli, R. Rossi, Bissacco. All. Cuscela.
ARBITRO: Lanzetti di Viterbo.
RETI: 18’ Ninni (B), 64’ Tonelli (P), 101’ Tonelli (P), 111’ Granai (B)

La Pro Vercelli vince alla monetina e viene promossa in Serie C.

 


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