21 Aprile 2021

Storie di Stadi: il Fratelli Paschiero di Cuneo, caposaldo della Provincia Granda

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Cuneo conobbe il gioco del foot-ball nel lontano 1898: la locale sezione ginnica del C.E.F. (Comitato Educazione Fisica) provvide all’impianto del primo campo da calcio – in piazza d’Armi – e invitò un insegnante torinese per l’istruzione di due squadre di giovani degli istituti scolastici, ai quali si aggregarono alcuni membri del C.E.F. e molti operai. Dopo ore di lezione, nel pomeriggio di domenica 24 aprile 1898 si giocò la prima partita regolare, dando così inizio alla stagione calcistica nel capoluogo piemontese.
Al tramonto del 1904 nacque l’Unione Sportiva Alta Italia, come società ciclistica, che dopo due anni estese l’attività ai settori più svariati, calcio compreso. Per diverse stagioni l’attività calcistica dell’Alta Italia si limitò ad allenamenti e amichevoli, ma il desiderio di confrontarsi in un campionato portò la dirigenza dell’Alta Italia a costruire un impianto per svolgere l’attività calcistica: la Giunta comunale concesse 8.000 mq di piazza della Cavalleria (attuale piazza Martiri della Libertà) alla società sportiva, che inaugurò la propria struttura il 21 settembre 1913 con l’incontro fra due compagini della medesima categoria.

Storie di stadi: veduta del Fratelli Paschiero di Cuneo
Lo stadio Fratelli Paschiero di Cuneo.

Il 1° novembre 1925 l’Alta Italia si iscrisse alla Federazione Italiana Giuoco Calcio e l’agosto successivo inaugurò la tribuna in legno del campo “Regina Elena” dinanzi al presidente della F.I.G.C.
Le gerarchie sportive cittadine promosse la formazione di una società volta a inglobare tutte le forze sportive del capoluogo, collocandole in rispettive sezioni: fu così che il 17 maggio 1930 venne costituita la Cuneo Sportiva (che vestirà i colori della città, ossia il bianco e il rosso, eliminando l’accoppiata bianco-nera usata sino a quel momento).
Nonostante avesse ottenuto il diritto a partecipare al campionato di grado più elevato, la squadra venne iscritta al torneo di Seconda Divisione, a causa della mancanza di un campo regolamentare per la nuova categoria, e continuò perciò a giocare le partite casalinghe sul tradizionale terreno “Regina Elena”.
Per l’inaugurazione dello stadio comunale bisogna attendere il 1935, più precisamente lunedì 28 ottobre, la cui struttura sorgeva in piena campagna (località Torre Bonada). Sebbene non avesse ricevuto denominazione alcuna, la popolazione lo ribattezzò “Monviso”, dal nome dell’omonimo monte che si scorgeva ad ovest del terreno di gioco (sotto il fascismo, invece, venne rinominato “stadio del Littorio”). Di conseguenza, la Federazione potette ammettere la squadra in Prima Divisione per il campionato 1935-36.

Nel 1938 la città di Cuneo si rivelò propizia per la Nazionale Italiana di calcio: gli Azzurri effettuarono la preparazione nel capoluogo piemontese in vista della partecipazione ai Campionati del Mondo, che vinceranno per la seconda volta consecutiva. Nel secondo dopoguerra, la Nazionale è tornata più volte ad allenarsi nello stadio cuneese.
Nell’estate del ’38 la F.I.G.C. decise di introdurre la squadra della Cuneo Sportiva alla Serie C: per l’occasione, la dirigenza ingaggiò per la prima volta nella propria storia un allenatore professionista, il quale introdusse diverse novità nella conduzione della rosa (una su tutte prevedeva che i giocatori dovessero presentarsi tre ore e mezza prima dell’inizio degli incontri).

Storie di stadi: la tribuna Monviso del Fratelli Paschiero
La Tribuna Monviso è il settore più importante delle gradinate e rappresenta l’ingresso principale dell’impianto. Ospita le postazioni per gli operatori della stampa, la tribuna d’onore e (al suo interno) i principali locali tecnici dello stadio. Il nome deriva dalla via su cui si affaccia.

Storie di stadi: la tribuna Matteotti del Fratelli Paschiero.
La Tribuna Matteotti è collocata sul lato orientale e trae il proprio nome dalla via su cui si affaccia.

Nei primi anni Quaranta l’A.C. Cuneo ha ottenuto un proprio stemma raffigurante uno scudetto di foggia triangolare diviso da una linea verticale, nella cui parte destra appare l’insegna della città; il distintivo apparirà sulle casacche solo a partire dalla fine di tale decennio.
Durante il secondo conflitto mondiale, nel campionato di Divisione Nazionale 1943-1944 (che vedeva affrontarsi formazioni di Serie A, B e C) il Cuneo incrociò Torino, Genova, Alessandria, Juventus, Novara e Liguria, classificandosi all’ultimo posto.

Le prime grandi ristrutturazioni dello stadio avvennero solo nel 1954, quando terminarono i lavori di copertura delle tribune laterali, a spese dei dirigenti biancorossi.
Dopo la caduta del regime fascista, lo stadio comunale rimase senza nome, fino al 2 ottobre 1966, quando, in occasione della partita inaugurale della stagione, esso venne intitolato a livello ufficiale ai fratelli Riccardo e Aldo Paschiero, due ex-calciatori biancorossi scomparsi durante la campagna bellica in Unione Sovietica. Nel frattempo, venne scoperta la lapide che rimembra l’avvenimento, murata nell’atrio d’ingresso all’impianto sportivo.
La struttura verrà dotata di impianto di illuminazione per la disputa dei match notturni solo nell’estate del 1983 (inaugurazione il 18 agosto con un’amichevole fra Cuneo e Asti; prima gara ufficiale giocata il 3 settembre in Coppa Italia).

Storie di stadi: la curva Nord Vasco del Fratelli Paschiero.
La Curva Nord Vasco ospita i gruppi della tifoseria organizzata locale; è intitolata a Francesco “Vasco” Di Stasi, tifoso venuto a mancare nel 2005.

Oggigiorno lo stadio “Fratelli Paschiero”, nonostante la crescente obsolescenza infrastrutturale e le diverse proposte della costruzione di un nuovo terreno di gioco, ospita gli incontri del Cuneo; la società attuale è costituita da Mario Castellino e Aldo Mazzia (ex-ad della Juventus) dall’agosto 2019 e a luglio 2020 si è aggiudicata il marchio e la storia dell’AC Cuneo 1905.

Storie di stadi: portone angolare Fratelli Paschiero.
Uno dei portoni angolari all’esterno dello stadio.

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