22 Giugno 2021

Acc. Calcio Bergamo: dal calcio a 11 al mondo del futsal, la grande cavalcata dell’under 19 di Agostino Zagaria

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Agostino Zagaria è l’allenatore della neonata squadra di calcio a 5 dell’Accademia Bergamo, club guidato dal Presidente Luca Gatti che grazie a questa iniziativa ha riportato le proprie ragazze sui campi da gioco. Dopo essersi classificata seconda alla Coppa Italia under 19 a Rimini, la giovane squadra si è fatta fin da subito notare per la propria bravura e qualità.

Il gruppo capitanato da Alena Gatti è davvero carico di energie e di obbiettivi, e questo grazie al formidabile lavoro della società lombarda, che da tempo ormai ha dimostrato di avere grande passione e competenza cercando e trovando le migliori soluzioni possibili per le proprie sportive.

Agostino Zagaria, come è nata questa bellissima avventura?

«A settembre siamo partiti con in mente un obbiettivo, ovvero il campionato di Juniores a 11, ma a causa dell’emergenza sanitaria abbiamo dovuto fermarci. Fortunatamente con l’aiuto del responsabile del calcio a 5 Marco Calegari e il sostegno anche economico del Presidente Luca Gatti, il quale si è preoccupato di far ricadere i costi delle trasferte alla società, siamo riusciti a far tornare le nostre atlete a giocare. Questa avventura è davvero un’opportunità significativa e incredibile». Le nostre sportive hanno reagito con grande entusiasmo e felicità a questa proposta e sono state curiose di cimentarsi in questa avventura. Questo nuovo inizio rappresenta sicuramente un momento di crescita per loro poiché hanno la possibilità di imparare nuove situazioni e questo le farà sicuramente crescere anche tecnicamente. Abbiamo suddiviso il gruppo in due squadre per poter permettere ad ognuna di loro di partecipare. Con le ragazze ho un ottimo rapporto, sono grintose e appassionate, e spero con il mio lavoro di contribuire alla crescita del calcio femminile, che merita tantissimo».

Com’è stato per le calciatrici cimentarsi nel calcio a 5?

«Alle ragazze dico sempre che il calcio a 5 è propedeutico a quello a 11. Il gruppo si è adeguato molto bene alle regole, la voglia di tornare a giocare era tanta, di conseguenza tutto è avvenuto in modo naturale. Attualmente siamo a metà del campionato e i risultati non hanno tardato a vedersi. Siamo molto felici dei risultati ottenuti fino ad oggi, infatti, la squadra A si trova prima in classifica per il momento, mentre la squadra B è posizionata al secondo posto. Le 4 qualificate del girone A si scontreranno con le 4 squadre del girone B del centro sud. Le ragazze hanno una sana e forte voglia di partecipazione, c’è tanta interazione, sono loro stesse a pormi molte domande e questo dimostra la loro immensa passione».

Quali sono gli obbiettivi per questo campionato?

«Senza ansie vogliamo dare il massimo e fare del nostro meglio per vincere questo campionato. Siamo a 3 punti per la qualifica alla finale, non nascondo che il desiderio di vincere i Final Eight naturalmente c’è, inoltre le ragazze ci stanno regalando tante emozioni e soddisfazioni, quindi pensare alla vittoria non è utopia. Grazie a questo percorso le ragazze possono confrontarsi e attingere da squadre molto preparate e sono certo che ne usciranno tecnicamente e tatticamente rafforzate. Dopo quasi due anni ferme, giocare e divertirsi è fondamentale, se poi si vince ancora meglio».

L’Accademia Calcio Bergamo ha dimostrato di credere molto nel calcio femminile, quanto è importante dare alle sportive il giusto spazio?

«Le calciatrici a differenza dei maschi scelgono questo sport perché alla radice c’è un profondo amore per questo sport. Spesso devono lottare contro pregiudizi, sia dai famigliari che da perosne del settore e questo è ingiusto. Le ragazze possiedono grande forza di volontà ed è giusto che a loro venga riconosciuto il valore e l’importanza che meritano. Ho una figlia che gioca calcio e alleno squadre femminili da 12 anni e questa passione mi spinge e mi sprona ad aggiornarmi e a frequentare corsi sempre di più. Vedo le difficoltà che questo calcio deve affrontare e progetti come questi sono davvero importanti. Il presidente Luca Gatti per incentivare le atlete a praticare lo sport e limitare il più possibile l’abbandono, oltre a dare un segnale alle famiglie, ha dichiarato che per l’anno calcistico 2021/2022 le iscrizioni all’Accademia Calcio saranno gratuite».

Alena Gatti, sei il capitano e il portiere della tua squadra: hai avuto paura di questa nuova esperienza del calcio a 5?

«Inizialmente per me è stato difficoltoso poiché era la prima volta anche come portiere e non sapevo come la squadra mi avrebbe accolto e come avrebbe reagito ai miei errori. Ho acquisto maggior sicurezza giorno dopo giorno grazie alle mie compagne che mi hanno sostenuta e mi hanno aiutata a prendere fiducia in me stessa. Essendo il capitano devo essere in grado di saper gestire tutto il gruppo, i ruoli nel calcio a 5 non sono definiti come in quello a 11, si gira tutte e quindi tutto è più immediato, io l’ho soprannominato il “calcio veloce”. Bisogna stare attente e prendere confidenza con le nuove proporzioni, la porta ad esempio è più piccola, i lanci vanno valutati meglio perché se troppo lunghi finiscono fuori dal campo. La velocità è l’elemento però fondamentale perché se perdi il passaggio devi tornare subito. Le mie compagne però mi hanno resa sicura e ora c’è solo tanta voglia di giocare e perché no di vincere».

Quali sono state le maggiori difficoltà che hai riscontrato in questa avventura?

«Dopo quasi due anni ferma riuscivo a malapena a fare uno stop, e anche il contatto con le altre ragazze all’inizio è stato strano. Non ci conoscevamo e non sapevamo cosa aspettarci, ma ero davvero felice e incredula rispetto all’idea di ricominciare che la paura ha subito lasciato spazio alla gioia infinita».

Da capitano della tua squadra, quali sono le tue prospettive per questo campionato?

«Vogliamo portare a casa il premio perché credo che ce lo meritiamo, siamo un gruppo coeso e tecnicamente preparato, con tanta voglia di impegnarsi e di esprimersi. Penso che le basi per la vittoria ci siano ed è un obbiettivo a cui possiamo aspirare. Inoltre, questo premio vorremo vincerlo per il nostro Presidente che con tanta dedizione fa crescere giorno dopo giorno questa bellissima realtà che ha reso tutte noi entusiaste. Ci tengo anche a ringraziare sinceramente il mio miglior amico che è anche il mio dirigente e accompagnatore, che da sempre mi sostiene e mi dà la carica per lanciarmi. La forza e il coraggio che mi infondono Terence è molto importante per me».

 Come sei diventata un portiere?

«Nella squadra non c’erano portieri e allora mi sono proposta io, anche perché avevo giocato in tutti i ruoli e questo mi mancava. Anche mio papà giocava in porta e diciamo che avevo solamente paura di buttarmi in questa nuova sfida, ma la predisposizione era già presente dentro di me. La porta mi piace molto, anche se di grandezza diversa da quella del calcio a 11, mi trovo a mio agio e sono felice di questo nuovo ruolo».

 

 

 


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