7 Marzo 2021

Stefano Lo Bartolo, Il tecnico della Folgore Pavia «Il progetto femminile è la scommessa che vogliamo vincere»

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Stefano Lo Bartolo all’età di diciotto anni si trasferisce dalla Sicilia a Pavia per poter studiare scienze motorie all’Università. Una vita quella del tecnico dedicata al calcio infatti oltre che alla teoria, a Lo Bartolo è sempre piaciuta anche la pratica. A Pavia oltre che a intraprendere il percorso come studente, la guida della promozione femminile continua a giocare come centrocampista proprio alla Folgore Pavia, società in cui rimarrà per 4 anni, dividendosi così tra studio, calcio e lavoro, già, perché Lo Stefano nel frattempo allena i pulcini e fa da supporto agli altri allenatori della società. Successivamente il tecnico cambia club sportivo, ma il tempo e il destino lo riporteranno al suo primo amore, ovvero la Folgore Pavia, società con la quale la guida ha tessuto in dieci anni un rapporto di stima e affetto. Una vita dedita allo sport e alla passione per il calcio, infatti Lo Bartolo è in possesso del patentino Uefa B oltre che alle due lauree e con coraggio ha accettato la richiesta da parte della società di seguire il nuovo progetto femminile.

Lo Bartolo mi racconta del suo sincero rapporto professionale con la società: «Appena arrivato dal mio paese di origine sono stato accolto dalla Folgore Pavia in modo molto positivo. Oltre che a militare nella loro terza categoria, aiutavo i miei colleghi allenatori con il settore giovanile, fino a quando in un secondo momento della mia vita, dopo un’esperienza trascorsa in un’altra società sempre in veste di giocatore, sono tornato alla Folgore per partire con questa nuova iniziativa. Ho sempre seguito il settore maschile e per me è stata una nuova sfida, sfida che sono stato felice di accettare. Il progetto femminile è stato fatto con criterio e con la voglia di diffondere un messaggio sano e potente. Inizialmente il riscontro non era dei migliori, le iscritte erano solamente sedici; nel nostro club sportivo non ci è mai stato un settore femminile e quindi dovevamo ancora farci conoscere sotto quel punto di vista. Ma nel giro di qualche mese si è potuto constatare un incremento positivo delle iscrizioni e questo ci fa credere sempre di più in ciò che stiamo costruendo. La squadra è leggermente disomogenea poiché alcune delle ragazze hanno già avuto esperienza in campo, per altre invece questi sono i primi approcci con il pallone. Sono convinto che ci siano le potenzialità e le basi per fare un buon lavoro, sono sportive volenterose e si impegnano con molta costanza. Le ragazze diversamente dai maschi sono più difficili da convincere e se decidono di praticare questa disciplina è perché sono realmente motivate da una grande passione. Questa è una scommessa che vogliamo vincere, la società ha investito molto in questo progetto perché il fine è quello di far crescere questo settore e aiutarle in un percorso che le stimoli a migliorarsi sempre di più. Le calciatrici hanno a loro disposizione persone competenti e capaci, oltre che ad avere un secondo allenatore, hanno anche un tecnico per le portiere. Quando mi è stata data questa possibilità, ho compreso che sarebbe stato un impegno nuovo e a lungo termine, ciò che vogliamo fare è dare continuità e solidità a questo bellissimo percorso. Oggi a causa dell’emergenza sanitaria in atto è dura pensare al futuro, oltre gli esercizi a casa non possiamo fare altro, ma appena sarà possibile ritornare alla normalità faremo di tutto per aprire nuove strade alle nostre ragazze».


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