26 Novembre 2020 - 21:28:21

Cavallermaggiore-Romagnano, le parole dopo la finale di Coppa

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Il primo titolo del Cavallermaggiore, il primo trofeo della società è targato Coppa Piemonte, da quest’anno Coppa Italia. Nella finale giocata sul campo del Carrara, il Cavallermaggiore supera il Romagnano per 2-1 e iscrive il proprio nome nella storia del calcio femminile regionale piemontese. Il presidente Marco Machis è raggiante, felice di aver fatto centro, ma non si vede dall’esterno, forse perché è solo da due anni alla guida della società e pertanto non riesce a realizzare la portata della vittoria. Forse. Di certo ci riesce meglio il suo allenatore, Luciano Borra, che da quattro anni guida le neo campionesse regionali piemontesi. «Finalmente il successo pieno, meritato, lo inseguivamo con tanta determinazione e alla fine è arrivato – commenta a caldo il tecnico giallo nero – la partita è stata equilibrata, soprattutto nel primo tempo; poi, nella ripresa le cose hanno preso la piega giusta per noi e tutto è andato liscio». E finalmente è vittoria per Borra che alza la coppa regionale dopo due finali perse con Sanmartinese Carrara ’90. «Sì, finalmente la vittoria che premia il lungo lavoro svolto – commenta Borra – al mio arrivo a Cavallermaggiore è stato dato l’avvio alla ricostruzione del gruppo. Anno dopo anno, abbiamo portato i giusti correttivi e alla fine i risultati sono arrivati: si vedono domenica dopo domenica». Luciano Borra è un tecnico che nel lavoro ci mette anima e corpo, non a caso “costruì”, insieme a Franco Borgiattino, il Piossaco (adesso scomparso) che passò dalla C alla A2 in un battibaleno. Di quel Piossasco l’anima era il talento Bincoletto, centrocampista della nazionale Under 21, in questo Cavallermaggiore il perno è Sara Murialdo, una centrocampista esperta :«Contro il Romagnano è stata monumentale – dice di lei Borra – puntuale e precisa in ogni momento. Decisiva nel mettere lo zampino nelle azioni salienti. Noi abbiamo vinto, ma il Romagnano resta la formazione più forte, più attrezzata. Noi siamo stati più determinati, più lucidi». Il Romagnano esce sconfitto ma non con le ossa rotte. E’ una società quadrata sotto i punti di vista, protagonista sempre e comunque del calcio femminile piemontese, abituata alle vittorie e alle sconfitte. La prima edizione della Coppa Italia è sfumata, ma nessuno ne fa un dramma in casa granata.. Conscio della propria forza societaria, il Romagnano medita già la rivincita: nell’attesa cerca di stringere per conquistare lo “scudetto” regionale. Il presidente sesiano Simone Cattaneo è in carica dal 2008, e agli alti e ai bassi è più abituato; perciò il kappaò col Cavallermaggiore scivola giù senza lasciare tracce, almeno apparentemente. Non si tratta di snobbismo, perché due chiacchiere col presidente Cattaneo fanno capire che in casa granata si è abituati a dare il giusto peso ad eventi che restano fatti sportivi. «Noi siamo contenti delle ragazze – dice il presidente Cattaneo – ci tengo a dirlo perché tante società non le considerano; se lo fanno, lo fanno sufficienza. Spesso e volentieri le ragazze giocano in campi disastrati, con spogliatoi fatiscenti eccetera eccetera». Le ragazze del Romagnano hanno il massimo appoggio della società perché esse rappresentano la società, sono il Romagnano e meritano lo stesso rispetto di tutte le altre nostre categorie. «I maschietti – prosegue il numero uno sesiano – sono spesso schizzinosi: pretendono le migliori scarpe da gioco, se le tute non sono nuove storcono il naso: le ragazze chiedono solo di giocare senza tante richieste particolari. Per capire la politica del Romagnano basta ricordare che i due settori, maschile e femminile, sono un’unica matricola … I nostri tesserati – spiega sempre Cattaneo – sono 160, 50 sono ragazze e contiamo di aumentarle presto; poi abbiamo la prima squadra in Seconda categoria, una juniores, 2 formazioni Allievi, 1 di Giovanissimi, Pulcini ed Esordienti». Anche l’allenatore del Romagnano non fa drammi per il ko contro il Cavallermaggiore. Davide Decaroli siede sulla panca granata da quattro anni, questo in corso d’opera è il quinto. E anche in questo caso si può dire che gli alti e i bassi non fanno effetto. Il Romagnano, infatti, in questi ultimi anni ha disputato sei finali di Coppa Piemonte (compresa quella col Cavallermaggiorer): ne ha vinte due di serie C contro Juventus e Givolettese,ed una in serie D; e ha perso quelle con Juventus e Settimo (adesso sparito), e appunto, quella col Cavallermaggiore. «Purtroppo per noi –spiega Decaroli – abbiamo commesso tanti errori. Bene e positivo il primo tempo, anche se è stato avaro di occasioni e in quelle poche siamo stati imprecisi. Nella ripresa non siamo stati lucidi come dovevamo. Ho cercato di ridare vitalità alla squadra quando ho visto che si era ‘seduta, ma è servito a poco: Sì un po’ di entusiasmo l’hanno portato, ma mi aspettavo ben altro … ».

Giso Orengo

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