25 Giugno 2021

Independiente-Real Meda Serie C Femminile: Marelli illude, Mussano e Grassino la ribaltano in un secondo tempo da urlo

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Una caduta nel baratro dopo convincenti prove di volo. Questo l’amaro bilancio della trasferta in terra piemontese della Real Meda, che torna a casa a mani vuote dopo aver gettato alle ortiche una gara che sembrava incanalata sul binario giusto. Il 2-1 finale in favore dell’Independiente premia la caparbietà della compagine eporediese, abile a rialzare la china dopo essere andata sotto a 42 secondi dal via e a serrare le fila in una prima frazione di sofferenza nel reparto arretrato e di difficoltà nelle ripartenze. Nella ripresa, la squadra guidata in questa occasione da Alessandro Di Bartolo trova nuova linfa con le sostituzioni e con un differente assetto tattico, che danno i loro frutti dopo pochi secondi, per il gol del pari, e alla mezzora, con il sigillo decisivo per tre punti fondamentali. La formazione di casa si presenta in campo con un 4-2-3-1, con Mognol in porta, Giulia Dreon e Tosetto a fianco delle due centrali Trabucco e Monica Dreon, Bionaz e Ambrosi in mediana e il terzetto Pinet-Lavarone-Mussano a supportare l’unica punta Grassino. La Real Meda risponde con un 4-3-3 super offensivo, con Beretta, Rovelli, Arosio e Podda davanti a Ripamonti, Badiali vertice basso tra le due mezzali, Molteni e Ragone, e il tridente formato da Marelli e Ferrario sugli esterni e Vai al centro dell’attacco.

Blitz delle ospiti, Independiente non pervenuta. Per la prima “sliding door” del match bisogna attendere non più di una manciata di secondi. Pronti, via e subito si segnala una ghiotta occasione in area mancata da Grassino, che non trova l’impatto ideale con la sfera sull’interessante suggerimento di Tosetto. La conseguente transizione offensiva delle ospiti vede come protagonista Ferrario, brava a sfruttare il capovolgimento di fronte e a involarsi sulla fascia sinistra, per poi servire un assist sul lato opposto a Marelli, lasciata colpevolmente sola a seguito di una mancata diagonale difensiva, per il più facile degli 0-1. Il duro colpo incassato dalle ragazze in maglia bianca lascia strascichi importanti, che si protraggono lungo tutta la prima frazione. Le ospiti spadroneggiano, andando più volte vicine al raddoppio. Tra il 9′ e il 13′ Vai si fa vedere dalle parti di Mognol, attenta a dire no in entrambe le circostanze. Il primo squillo eporediese arriva al 14′, su calcio piazzato pennellato da Ambrosi, ma il colpo di testa di Lavarone non è abbastanza preciso per inquadrare lo specchio. La grinta non fa difetto alle padroni di casa, la manovra tuttavia latita e i molti palloni recuperati vengono rigiocati con scarsa precisione. Un’ulteriore insidia è quella costituita da Marelli e Ferrario, mine vaganti rapide e imprevedibili nei loro frequenti cambi di fascia. Ed è proprio l’intensità dell’undici guidato da Reggiani a creare nuovi presupposti per lo 0-2, al 35′, quando una riconquista al limite dell’area avversaria porta Ferrario a tu per tu con Mognol, ancora una volta lesta a non farsi superare e a mettere in corner. Sul successivo calcio d’angolo è ancora l’attaccante in maglia 19 ad andare vicina alla gioia personale, ma il suo stacco aereo non centra la porta. A completare il tris di occasioni targate Ferrario, arriva l’ennesima chance ravvicinata, appena un minuto dopo, ma il tiro-cross danza poco più avanti della linea di porta e non trova l’angolazione giusta. Per un’Independiente a dir poco appannata, l’unico sussulto arriva al 40′, quando le giocatrici e la panchina reclamano un calcio di rigore per un sospetto tocco di braccio in area di Ragone, giudicato non punibile dal direttore di gara.

Il passaggio al 4-3-1-2 e il doppio jolly dalla panchina. Considerato uno spartito proposto poco convincente, nell’intervallo Di Bartolo mette mano alla sua orchestra, schierando un 4-3-1-2 con due nuove interpreti, Sterrantino e Di Bitonto. Che la musica sia cambiata, si capisce dopo appena 38 secondi. Tutto nasce da un pallone sanguinoso perso nella propria area dalla Real Meda, che regala a Mussano un penalty in movimento tradotto rapidamente nel gol dell’1-1. Ad accusare il colpo, questa volta, sono le ospiti, messe sotto assedio da un reparto offensivo eporediese risvegliatosi dal torpore, dalla corsa sulla destra della brillantissima Sterrantino e da una ispirata Di Bitonto, la quale riesce facilmente a trovare corridoi in verticale per le compagne. Al 10′, si segnalano ulteriori proteste da parte dell’Independiente, questa volta per un contatto in area su Grassino. Per Tassano di Chiavari, però, è tutto regolare. Al 19′ ci prova Di Bitonto, ma la sua stoccata è deviata in corner. Due minuti più tardi è ancora Grassino a mettersi in evidenza. Sfruttando una disattenzione di Arosio, l’attaccante si infila tra le linee e arriva all’uno contro uno con Ripamonti, ma il suo pallonetto termina fuori di un soffio. Ben presto, però, la delusione si trasforma in gioia. Al 28′, infatti, Di Bitonto illumina girandosi e calciando da pochi metri e, sulla respinta corta di Ripamonti, Grassino insacca il facile tap-in del 2-1. Per un’Independiente che vola sulle ali di un ritrovato entusiasmo, c’è una Real Meda ora più che mai appannata. I segni di nervosismo sono diretta conseguenza di un secondo tempo giocato sottotono, costellato da tante disattenzioni e da una smarrita identità di gioco. Neanche il passaggio al 3-4-3, adottato negli ultimi dieci minuti di partita, scalfisce la solida corazza delle padrone di casa, sicure nel condurre in porto una vittoria desiderata ardentemente.

IL TABELLINO

INDEPENDIENTE-REAL MEDA 2-1
RETI (0-1, 2-1): 1′ Marelli (R), 1′ st Mussano (I), 28′ st Grassino (I).
INDEPENDIENTE (4-2-3-1): Mognol 6, Dreon Giulia 6.5, Tosetto 6 (37′ st Angela sv, 49′ st Ottolenghi sv), Trabucco 6, Ambrosi 7, Dreon Monica 6, Pinet 5.5 (1′ st Sterrantino 7), Bionaz 5.5 (1′ st Di Bitonto 7.5), Mussano 6.5, Grassino 7, Lavarone 6.5. A disp. Salvati, Gulino, Spinelli, Papagna, Corzetto. Dir. Andorno.
REAL MEDA (4-3-3): Ripamonti 6, Badiali 6 (21′ st Mariani 6), Beretta 6 (41′ st Mariani sv), Arosio 5.5, Ferrario 7, Molteni 6, Vai 6, Rovelli Chiara 5.5, Podda 5, Marelli 6.5 (15′ st Zorzetto 5.5), Ragone 6.5. A disp. Pizzi, Turati, Gastaldo, Porro, Venturi, Alluvi. All. Reggiani 5.5.
ARBITRO: Tassano di Chiavari 6.5.
AMMONITE: 18′ Grassino (I), 26′ Ferrario (R).

LE PAGELLE

INDEPENDIENTE

Mognol 6 Risponde all’immediato vantaggio ospite con interventi sicuri che mantengono la sfida in equilibrio nel primo tempo. Ripresa di ordinaria amministrazione o quasi.

Dreon G. 6.5 Inizio complicato dalla spinta forsennata delle ali avversarie. Nel secondo tempo guadagna il centro della difesa, arginando ogni tentativo di sfondamento. Fondamentale al 16’st, quando spizza in corner un cross velenosissimo.

Tosetto 6 Manifesta una certa vocazione offensiva, pagata cara nei primi minuti. Come molte delle sue compagne, cresce di attenzione con il passare dei minuti, senza mai calare di corsa e di intensità (37’st Angela sv) (45’+4’st Ottolenghi sv).

Trabucco 6 Ci mette un po’ a prendere le misure e fatica inizialmente a tenere compatto il reparto arretrato, concedendo qualche spazio di troppo. Venuta meno la vivacità ospite, si assesta e non sbaglia più.

Ambrosi 7 Un vero punto di riferimento in mezzo al campo, sia in fase di sviluppo del gioco che di non possesso. Al 39’st ha ancora la forza di spingersi in avanti a cercare il gol della tranquillità, che non trova per poco.

Dreon M. 6 Il corretto di posizionamento si rivela il vero tallone d’Achille delle difendenti eporediesi, che nei primi minuti sbandano disorientate di fronte al tridente avversario. Con la serrata delle linee, anche la sua prestazione aumenta in precisione.

Pinet 5.5 Paga un primo tempo con pochi palloni giocabili, in cui le fasce rimangono sostanzialmente inutilizzate. Le sue chances consistono in una manciata di ripartenze, gestite con un buon piglio ma scarsa precisione e lucidità.

1’st Sterrantino 7 Il suo ingresso conferisce vivacità e intensità al pressing e alla manovra offensiva. Svolge alla perfezione le due fasi, senza mai badare al risparmio energetico.

Bionaz 5.5 La gestione del possesso palla non è ottimale, fatica ad alleggerire il carico del reparto arretrato in fase di non possesso.

1’st Di Bitonto 7.5 Verticalità, imprevedibilità, efficacia in zona gol. Manca solo la gioia personale a coronare una prestazione da ricordare. Si muove con naturalezza nello spazio tra le linee.

Mussano 6.5 Ci prova anche nel primo tempo, ma la mira imprecisa è viziata dalla poca convinzione. Sa aspettare pazientemente il momento giusto, oltre che guidare i contropiedi che nel secondo tempo danno ossigeno alle compagne difendenti.

Grassino 7 Le prova tutte, ma la palla sembra proprio non voler entrare, dall’occasione in apertura fino al pallonetto out di una virgola. Quando la maledizione si rompe, però, il suo colpo vale i tre punti.

Lavarone 6.5 Svolge egregiamente il proprio ruolo sottopunta e, con il cambio di modulo, va a conquistarsi ulteriori spazi che le permettono di svariare su tutto il fronte offensivo.

All. Di Bartolo 7.5 Dopo un avvio shock, le forze fresche richiamate dalla panchina capovolgono l’esito finale, per tre punti che fanno morale.

REAL MEDA

Ripamonti 6 Primi 45′ da spettatrice. Costretta a restare a guardare sul primo gol, brava a respingere il tentativo di Di Bitonto sull’azione del 2-1, ma nulla può su Grassino.

Beretta 6 (41’st Mariani E. sv). Dopo lo spavento iniziale sulla percussione di Tosetto, blinda la fascia sinistra per tutta la prima frazione. Nella ripresa tiene botta, ma non riesce a proporsi in avanti.

Rovelli 5.5 Accusa il cambio di modulo eporediese, faticando a coordinarsi con la compagna di reparto e concedendo troppi spazi in area.

Molteni 6 Evidenzia molta versatilità nel passaggio da mezzala destra a vertice basso. Prestazione di quantità, nel primo tempo guadagna molti calci di punizione. Nel finale manifesta alcuni segni di nervosismo.

Ragone 6.5 Suggerisce, ruba palla nelle zone cruciali e cerca sempre una rapida transizione offensiva. Crea interessanti presupposti per il raddoppio.

Arosio 5.5 Gara in chiaroscuro, dopo un buon avvio. Il calo in attenzione e lucidità costa caro nell’economia della gara.

Podda 5 L’errore in avvio di ripresa crea un vortice di frustrazione dal quale non riesce a uscire. Da un’iniziale prestazione incoraggiante a un secondo tempo assolutamente da dimenticare, giornata no.

Ferrario 7 Un vero e proprio tormento per la difesa avversaria. Si sposta indifferentemente sulle due fasce e sforna assist a ripetizione. Persino nel finale, con le compagne in evidente affanno, riesce ancora a regalare alcuni strappi rilevanti.

Vai 6 Molto abile a creare gli spazi per gli inserimenti nel suo iniziale ruolo al centro dell’attacco. Quando si sposta sulla fascia, complice anche il mutato contesto generale, tende a eclissarsi.

Badiali 6 Il filtro a centrocampo smette di funzionare dopo l’1-1. Prima di allora, è efficace nel lavoro di copertura della zona tra le linee.

21’st Mariani C. 6 Dà nuova verve a un gruppo scoraggiato. Non crea veri e propri pericoli, ma ha quantomeno il merito di provarci.

Marelli 6.5 Neanche il tempo di ambientarsi ed è già ora di esultare. Sembra il preludio a una giornata di gloria, rivelatasi in realtà un fugace momento di illusione.

15’st Zorzetto 5.5 Le tocca l’arduo compito di trovare lo spunto giusto in una difesa eporediese ormai impenetrabile.

All. Reggiani 5.5 Dal sogno all’incubo. Una squadra a due facce per un crollo difficile da spiegare.

ARBITRO

Tassano di Chiavari 6.5 Autorevole nel farsi sentire non appena i toni della partita accennano a salire. Due episodi dubbi e controversi nell’area ospite valutati in maniera corretta.

LE INTERVISTE

Gongola Alessandro Di Bartolo, oggi sulla panchina dell’Independiente, per una vittoria che dopo un minuto di gioco sembrava un miraggio: «Primo tempo sicuramente sofferto, complice un gol subito a freddo. Nella ripresa i cambi sono stati determinanti per ribaltare il punteggio. Siamo una squadra giovane, che ha dovuto fare fronte a numerosi infortuni».

Sconcertato, invece, Mario Reggiani, che fatica a spiegare il doppio volto mostrato dalla sua squadra: «Sono molto arrabbiato per il secondo tempo, dopo un primo nel quale ci è mancato solo il gol del raddoppio. La differenza l’hanno fatta il cinismo e la voglia di portare a casa la vittoria. Con il passaggio delle avversarie al 4-3-1-2, poi, abbiamo faticato a trovare profondità».


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