21 Aprile 2021

Alba e dintorni: Tutti fermi in zona arancio, Lombardi: «Società d’accordo», allenamenti solo in zona gialla

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Da una parte la anche comprensibile voglia di riprendere le attività, dall’altra la volontà di mettere effettivamente, e non solo in maniera astratta, in primo piano la salute, anche attraverso prese di posizione “impopolari”. Il 29 gennaio ad Alba, dopo un incontro tra il Consigliere comunale allo Sport e i presidenti di Accademia Alba, Area Calcio, Albese, San Cassiano, Santa Margherita, Stella Maris e Corneliano Roero, le stesse società avevano annunciato che, fino a quando il Piemonte sarebbe rimasto in zona arancione, non ci sarebbe stata la ripresa delle attività seppur in maniera individuale, e i centri sportivi sarebbero dunque rimasti chiusi; di ripresa si sarebbe potuto parlare solo dopo il passaggio in zona gialla, cosa che è avvenuta come spiega il Responsabile e tecnico del Settore giovanile dell’Area Calcio Enrico Lombardi: «Come da programma, eravamo ripartiti durante la zona gialla, poi però ci siamo nuovamente fermati. Sappiamo che i ragazzi hanno bisogno di sport e socialità, ma quando questa stessa socialità porta così tanti rischi allora diventa un paradosso: siamo fermamente convinti che portare i ragazzi al campo, anche nel rispetto dei protocolli, sia veramente assurdo, considerando l’aumento dei casi. Avevamo sentito dell’iniziativa della Sca Asti, ovvero di sottoporre i ragazzi ad un test sierologico rapido prima di accedere alle strutture, però abbiamo preferito non rischiare, perché riteniamo che il gioco non valga la candela. Inizialmente tutte le società dell’albese erano di comune accordo con questo principio, ora invece c’è qualche frizione perché qualcuno sta cambiando idea, probabilmente a causa delle forti pressioni per la ripartenza; noi rimaniamo fedeli alla nostra idea e fino a quando la situazione non tornerà su determinati livelli non apriremo. La nostra speranza per uno spiraglio di normalità è posticipata a settembre, anche se è difficile sbilanciarsi. L’ideale a mio avviso sarebbe bloccare le categorie del Settore giovanile e ripeterle nella prossima stagione, per evitare che i ragazzi debbano compiere un salto per il quale non sono pronti».


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