10 Aprile 2021

Highlander Stefano Straforini e i Miraflowers, i talenti cresciuti nella cantera del Mirafiori

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Quando si parla di bandiere il pensiero corre a quei giocatori che hanno fatto la storia di una società, legando indissolubilmente il proprio destino a quello dei colori che indossano; tuttavia la storia, a volte, non si scrive dal campo, bensì dalla panchina. Un esempio? Stefano Straforini, attuale tecnico del Mirafiori Under 17, un allenatore che ha giurato eterno amore per Mirafiori, dal quartiere alla società: «Penso di potermi tranquillamente considerare una delle ultime bandiere esistenti nella nostra realtà dilettantistica. Alleno al Mirafiori da 26 anni, ovvero dal 1995, la mia prima annata sono stati i Giovanissimi fascia b classe ’81, che ora hanno 40 anni! Sono rimasto in via Geymonat anche in virtù del bel rapporto instaurato con tante persone in società, in primis con la famiglia Corbo: conosco fin da ragazzino Giovanna (presidente, n.d.r.) e avevo anche un forte legame di amicizia con suo padre Giuseppe, che è stato segretario del Mirafiori. Inoltre sono nato e cresciuto nel quartiere, è parte di me; fu l’allora Direttore sportivo Livio Camassa a portarmi a Mirafiori in un duplice ruolo: giocavo in Prima squadra, che era in Prima categoria, e insieme ai compagni ci guadagnammo a fine stagione il primo anno di Promozione; intanto iniziai anche i miei primi passi da allenatore. In panchina mi sono tolto molte soddisfazioni e ho vissuto emozioni forti: ho allenato la Prima squadra in Promozione e sfiorato l’Eccellenza, poi ho vinto due campionati provinciali con i 1992, uno di Juniores con i 1984 e un girone regionale con gli Allievi fascia b classe ’96, stagione in cui poi siamo stati eliminati in semifinale regionale dal Lucento. In generale ho vissuto in prima persona tanti momenti di cambiamento del Mirafiori, ricordo ad esempio il passaggio dal campo in terra al sintetico; negli anni qui ho fatto anche il Direttore sportivo, ruolo che mi piace ma il campo avrà sempre il primo posto nel mio cuore, adoro preparare le partite e allenare i ragazzi. So che ultimamente non capita spesso che un allenatore si leghi in questo modo ad una società, ma io sono praticamente nato qui e mi ci trovo bene, non ho mai avuto la tentazione di andarmene. Perché dovrei?».
Dalla panchina al campo: sono tanti infatti i giocatori che hanno promesso fedeltà al Mirafiori, passando in gialloblù tutta la trafila da Scuola calcio a Prima squadra. Cominciamo dal più grande, ovvero da Bleon Plaku, difensore classe 2000 e perno della Prima squadra; ci sono poi i classe 2001 Mirko Bresolin (centrocampista) e Mauro Giangregorio (difensore). Il 2002 è l’anno con più bandiere: c’è il difensore Giulio Musizza, il centrocampista Stefano Grillo e i bomber Riccardo Bombardieri e Giovanni Scibetta, che ha come unica eccezione due anni al Cagliari agli ordini di David Suazo. Questi ultimi due, per il momento, hanno deciso di lasciare il calcio a causa dell’attuale situazione, ma non è detto che prima o poi non decidano di tornare a vestire la loro maglia del cuore. Chiudiamo con il difensore rigorista classe 2003 Giacomo Bettonte, gialloblù da sempre e affezionato a quella che considera una seconda famiglia: «Mirafiori per me è ormai una seconda casa, ho iniziato a giocarci quando ero bambino e ho notato subito una grande organizzazione. Al Mirafiori, oltre ad imparare a giocare a calcio, ho imparato anche la disciplina, il rispetto delle regole sul campo e fuori e il rispetto per la maglia. Ora sono in Juniores e spero di arrivare a giocare in Prima squadra. Della mia esperienza in società sicuramente non scorderò mai i molti tornei vinti in giro per l’Italia con tutta la squadra e le amicizie strette con i tanti compagni di avventura».


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