10 Aprile 2021

Il paradosso Lnd: si paga ma non si gioca! Intanto gli Enti si muovono e le società scrivono: La Lnd pensa alla cassa…

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Conti in tasca: Versato per intero il 2019-2020 anche nel 2020-2021 i club hanno già dato ma gli si chiede di pagare ancora

 

Paradossi del calcio. O meglio paradossi della Lnd, la Lega Nazionale Dilettanti. Dopo aver prelevato i costi di gestione, tesseramenti, assicurazioni e le tasse di iscrizione in toto nella stagione 2019-2020 interrotta a marzo, il film si sta sta ripetendo. Con le società che hanno pagato a settembre tutti i costi di tesseramenti, assicurazione, iscrizioni ai campionati di scuola calcio, giovanili e dilettanti, sia a livello provinciale che regionale, per la stagione 2020-2021, vedendosi ‘omaggiate’ semplicemente di un piccolo contributo a livello nazionale (via Lnd ma proveniente da Sport e Salute, ndr) di qualche centinaio di Euro (fino a 1.500 di massimo di contributo) a cui si sono aggiunte manciate di Euro da parte dei Comitati Regionali.

 

Migliaia di euro usciti dalle casse sanguinanti delle società, dopo i mesi di stop del 2020, che però hanno visto i campionati in campo giusto per qualche settimana (e in qualche caso mai partiti, come ad esempio la scuola calcio in Lombardia) prima del nuovo stop di ottobre 2020. Stop che continua, prosegue e del quale non si intravedono e non si hanno proposte concrete all’orizzonte per ipotizzare un rientro in campo. Non solo dell’Eccellenza ma di tutti gli altri campionati dilettantistici e soprattutto giovanili e dell’attività di base. Cosa curiosa però, è che per tutti quei campionati le società hanno già pagato e versato fior di quattrini nelle casse della Lnd. Che continua a professare l’assenza di fondi per andare in supporto dei club invocando ‘aiuti dall’alto’ (della politica e della politica sportiva), sbandierando però poi un bilancio perfetto…

 

I costi di tesseramento, assicurazione, stampa cartellino e affiliazione Lnd
I costi di tesseramento, assicurazione, stampa cartellino e affiliazione Lnd

 

E a vedere e fare due conti, come potrebbe essere altrimenti? Come detto si sono incassati tutti i contributi per il 2019-2020 interrotto e si sono incamerati i contributi per il 2020-2021 che è a malapena partito. Intanto per due anni niente Torneo delle Regioni (in settimana il comunicato ufficiale che lo ufficializzava insieme all’abolizione delle finali nazionali Under 19 dilettanti, ndr), niente finali nazionali giovanili e sicuramente, qualsiasi cosa accadrà, per le giovanili non si potrà certamente parlare di campionati così come per la scuola calcio. Eppure le società, per il secondo anno, hanno pagato e gli si chiede di pagare ancora. Con la seconda rata solo spostata dal 20 febbraio al 10 marzo e le restanti rate di cui non si sente minimamente la possibilità di storno in caso di mancato ritorno in campo. Con le società sempre più con i bilanci in rosso, le enormi difficoltà di gestione di impianti che, seppur chiusi, dovevano veder rispettate le scadenze di canoni d’affitto, pagamenti delle utenze con le bollette che sono continuate ad arrivare ai club (acqua, riscaldamento, luce…), senza pensare ad eventuali muti accesi per lavori di miglioria di impianti in concessione, le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria ecc… Una marea di problemi a cui le società hanno fatto fronte e stanno affrontando con enormi sacrifici, andando anche incontro alle famiglie con sconti o rimborsi delle quote passate e future.

 

Ed è questo il ‘paradosso della Lnd’, dove si paga e si è pagato per non giocare. E dove non si intravedono margini di supporto vero e reale da parte di chi invece dovrebbe avere come primo obiettivo, proprio la tutela della base. A cui invece non si fa nessuno sconto, anzi, gli si continua a presentare il conto… Fatto di migliaia di euro… Ed è quello che riportiamo in queste pagine e queste tabelle. Un’idea di quanto, ogni anno a settembre e in particolare in questo settembre 2020 in piena pandemia, le società versino e abbiano versato nelle casse della Lnd, prima di vedere in campo campionati e attività. Costi che vanno dai tesseramenti di giocatori, dirigenti e allenatori alle tasse d’iscrizione ai campionati. Da versare in anticipo e per intero. E col contentino della rateizzazione solo delle iscrizioni delle prime squadre e qualche altro campionato. Col rischio che poi però, il ‘vero’ conto arrivi proprio dalle società…

 

Il costo di ogni singola squadra e il totale ipotetico versato da una società con prima squadra e un gruppo per annata
Il costo di ogni singola squadra e il totale ipotetico versato da una società con prima squadra e un gruppo per annata

Pagati, in media, 10.000 Euro a club per tesseramenti e iscrizioni

Dopo i versamenti di settembre, entro il 10 marzo si deve versare la seconda rata. Poi la terza e la quarta, senza giocare…

Tra le deliberazioni del Consiglio di Lega Dilettanti del 5 febbraio, su istanza e richiesta del Comitato Regionale Lombardia, deciso il rinvio dal 20 febbraio al 10 marzo del versamento della seconda rata dei contributi relativi alle iscrizioni a tutti i campionati 2020-2021, con le future terza e quarta rata da ridefinire ma al momento senza nessun accenno di ‘annullamento’. Comunicazione pubblicata in settimana sui vari comunicati ufficiali delle regioni, con l’indicazione del versamento delle iscrizioni di tutti i campionati, regionali e provinciali di ogni ordine e grado. Soldi che le società devono pagare e che in grande parte hanno già versato a settembre, in fase di tesseramento (con assicurazione) e iscrizione ai campionati giovanili e di scuola calcio (quote non rateizzabili e versate per intero a settembre). Il paradosso però, è che da ottobre nessuno ha svolto più una partita e non ci sono all’orizzonte proposte e prospettive concrete dalla Lnd.

 

Che però, dopo aver incassato le iscrizioni e chiesto a dicembre i soldi per le omologazioni di campi quasi inutilizzati per tutto il 2020, non ha nemmeno ancora stabilito come e quando ripartirà il massimo campionato regionale, l’Eccellenza. Nelle tabelle abbiamo voluto evidenziare come una società ‘media’, con una prima squadra e una formazione per annata dalla scuola calcio al settore giovanile, abbia già versato nelle casse della Lnd circa 10.000 Euro e ne dovrà versare ancora qualche migliaio da qui a fine stagione. Ma per cosa? Dopo la beffa del 2019-2020, quando le società si sono visti prelevati i costi per intero come se la stagione si fosse disputata regolarmente, e il fondo-elemosina di qualche centinaio di Euro, il rischio è di rivedere un film già visto…

I costi di iscrizione ai campionati 2020-2021 in Piemonte
I costi di iscrizione ai campionati 2020-2021 in Piemonte

 

I costi di iscrizione ai campionati 2020-2021 in Lombardia
I costi di iscrizione ai campionati 2020-2021 in Lombardia

Gli Enti si muovono, occhio alla fuga di squadre

 

Dopo il Csi Milano anche l’Uisp Piemonte pianifica la ripartenza. L’attendismo Lnd rischia di minare la ripresa

 

Mentre in tema di ripartenza la Lnd ha a malapena deciso che l’Eccellenza potrà e dovrà ripartire – non si sa quando e come ma ognuno come vorrà – l’incertezza e la nullità di prospettive e proposte avvolge la totalità del calcio di base. Dalla Promozione alla Terza categoria ma soprattutto nelle categorie di settore giovanile e di scuola calcio. Siamo quasi a fine febbraio, con la scadenza del DPCM in vigore al 5 marzo ma di ipotesi e possibile programmazione (ovviamente poi tutta da verificare con l’andamento dell’emergenza sanitaria) nemmeno l’ombra e nemmeno una parola. Un attendismo, un silenzio e un’incertezza che invece altre realtà sul territorio, dal Csi Milano all’Uisp Piemonte solo per citarne alcuni, hanno superato con slancio programmatico ed entusiasmo da trasmettere almeno come segnale alle proprie società.

 

Uno slancio che non deve essere confuso e scambiato per ‘incoscienza’ verso una situazione sanitaria e globale che non può dare certezze a nessuno ma che va letto come un segnale da dare alle proprie realtà associate di vicinanza, voglia di ripartire con programmazione e in sicurezza. Fornendo dei riferimenti per chi vorrà e dovrà riorganizzarsi, dandogli l’opportunità di farlo in anticipo, potendo fare le proprie valutazioni. Ovviamente nel rispetto di quelle che saranno poi le situazioni che ci saranno a livello di protocolli, divieti e possibilità. Il silenzio e la totale incertezza in casa Lnd invece, potrebbero portare al rischio che le tante realtà di base, in Piemonte e in Lombardia, si iscrivano altrove per poter dare ai propri bambini e ragazzi semplicemente la prospettiva e la possibilità di ritornare in campo. Rompere il silenzio e dare prospettive deve essere la priorità della Lnd e dei suoi organi territoriali perchè altrimenti, il rischio sarà che nel caso si arriverà a decidere per un ritorno in campo ma tardivo, ci si potrebbe trovare di fronte ad un panorama di squadre e società che hanno, nel dubbio e nel silenzio, iscritto le proprie squadre altrove. Un rischio che la Lnd non può permettersi di correre.

 

Perchè negli anni, proprio in virtù della loro maggiore dinamicità, spirito di iniziativa, flessibilità e costi limitati, gli Enti di Promozione hanno eroso già una parte del calcio dilettantistico di base (nelle categorie di scuola calcio così come nel calcio a 11 per non parlare del calcio a 5 e simili…). Capacità organizzativa e decisionale, vicinanza alle proprie realtà e lungimiranza (con sconti veri su iscrizioni, rimborsi veri se non si è giocato e gratuità di affiliazione, ad esempio), rischiano, soprattutto in questo momento storico, di portare un doppio danno alla Lnd. Vedere diminuire squadre e tesserati ma soprattutto, nei concetti ripresi anche dalla lettera che pubblichiamo a lato, vedere fallita la prima missione di quella che dovrebbe essere la casa delle società di base: supportare i club e vedere i ragazzi in campo a giocare.

 

Altrimenti, l’emorragia di società, non solo a causa della pandemia, rischia di assumere contorni e numeri sempre più allarmanti. Almeno di questo la Lnd dovrebbe preoccuparsi… Nessuno ha e può avere la soluzione in tasca ma è arrivata l’ora di dare segnali, formulare ipotesi, disegnare diversi scenari. Che si tradurranno in realtà a seconda di come la situazione evolverà. Altrimenti i club, per i loro ragazzi, cercheranno alternative…

 

La lettera (con appello e allarme) di una società
La Lnd pensa alla cassa. Perso il ruolo di supporto e tutela delle società in difficoltà

«Tra pochi giorni sarà un anno da quando, causa Covid, i campionati sono stati sospesi. Certo la pandemia ha causato enormi problemi e cambiato le nostre vite per tanti aspetti ben più drammatici della lontananza dai terreni di gioco, ma anche questo impatto sociale non è di poco conto per chi vive il calcio come passione incontrollabile.
In queste ultime settimane però ci sono sorti dubbi proprio sulla passione che dovrebbe sempre muovere le decisioni di noi che, ciascuno con il proprio ruolo, siamo chiamati a rappresentare il calcio dilettantistico.

Eravamo convinti, ma evidentemente ci sbagliavamo, che non appena ci sarebbe stata data la possibilità di riprendere lo avremmo fatto con ancora più entusiasmo e senza esitazione alcuna, guidati dalla voglia di riprenderci con foga quel che la pandemia ci aveva tolto così a lungo. Ed invece quando ci è stato presentato un piano di ripartenza, tante, troppe società si sono dette contrarie, adducendo in prima battuta motivazioni legate al rischio di contagio, ma finendo poi con l’argomentare la propria posizione per meri motivi economici: quasi come se alle società fosse sfuggito che il loro principale compito dovrebbe essere quello di far giocare, divertire e crescere i ragazzi, non gestire le entrate e le uscite di cassa.

 

Eravamo convinti, ma evidentemente ci sbagliavamo, che dalla LND e dei vari Comitati regionali ci fosse piena comprensione delle difficoltà finanziarie delle società, anche alla luce di quanto era emerso in fase di consultazione delle stesse. Ed invece, riceviamo notifica di scadenza del certificato di omologazione del campo in erba sintetica della società che rappresentiamo nonostante il non utilizzo dello stesso per un intero anno: quasi come se alla LND fosse sfuggito che il suo principale compito dovrebbe essere quello di sostenere le società, specie in un momento difficile come questo, e non pensare ad incasso facili.
Ecco quel che a nostro avviso non funziona nel mondo del calcio dilettantistico: troppe persone che ne fanno parte e che dovrebbero gelosamente proteggerlo sembrano aver dimenticato il proprio compito primario, aver accantonato la passione, intenti solo, o quasi, a far quadrare le casse. Ora, nessuno dice che la componente finanziaria non sia importante, personalmente anzi la riteniamo fondamentale, ma questa deve essere il mezzo e non il fine.

 

Una società di calcio che si trovasse a fine stagione ad aver fatto qualche risparmio di gestione ma che non avrà fatto giocare I propri ragazzi, avrà fallito.
Una LND che si trovasse a fine stagione ad aver incassato le iscrizioni ai campionati o le omologhe dei campi ma che non avrà protetto le società, avrà fallito.
Siamo ancora in tempo, società e LND, per correggere il tiro e per tornare a concentrarci, se la curva epidemiologica ce lo consentirà, ciascuno sul proprio compito principale.
Lo dobbiamo ai nostri ragazzi!»

Consiglio ASD Victor Rho

 

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