14 Aprile 2021

Le bandiere: i colossi di Morozzo, 1422 volte Azzurra

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Per loro cinque onorare la maglia dell’Azzurra è una questione di cuore, perché quei colori ormai sono intrecciati con il loro DNA. Davide Dutto, Luca Gazzera, Simone Mana, Davide Rinaudo e Francesco Vallati, infatti, possono contare complessivamente 1422 presenze con la società di Morozzo (località in provincia di Cuneo) e sono stati le colonne portanti di una piccola squadra che nell’ultimo decennio è riuscita a salire dalla Seconda Categoria all’attuale Promozione. La rivoluzione è avvenuta sotto la guida tecnica di Luca Burgato a partire dalla stagione 2014/2015, che ha cambiato la mentalità del gruppo squadra, e con l’innesto di alcuni giocatori importanti in ruoli meno coperti (in particolar modo, il portiere): tutti questi elementi hanno portato alla scalata dell’Azzurra fino all’odierno Girone C di Promozione. E in tutto ciò loro cinque ci sono sempre stati, soprattutto negli anni meno “gloriosi”.
Il primo, Dutto, è l’elemento più anziano (1983) e ha vestito la casacca azzurra per una quindicina di anni: partito dai Pulcini, ha proseguito nelle giovanili del Cuneo e per alcuni anni ha giocato in diverse realtà del territorio, per poi tornare a casa, dalla sua Azzurra: ma se prima il risultato era fine a sé stesso, la svolta è giunta con l’arrivo di Luca Burgato, che credendo nelle capacità di Dutto lo ha messo a posto fisicamente e lo ha fatto diventare la punta titolare, raggiungendo in tal modo i playoff che valsero il passaggio in Prima Categoria. Un percorso particolare, perché, se Dutto a 30 anni era intenzionato a mollare il calcio, grazie a Burgato è diventato una pedina fondamentale e in seguito un eccellente uomo spogliatoio.
Il secondo per anzianità è Luca Gazzera (1983), morozzese doc che ha fatto dell’Azzurra una questione di famiglia, divenendo anche sponsor del club. Difensore centrale che ha sempre giocato all’Azzurra (escludendo due brevi parentesi altrove) e grande capitano durante gli anni in Seconda Categoria, dopo aver esordito in prima squadra nel 2003, ha giocato l’ultima gara cinque anni fa, rimanendo comunque sempre legato allo spogliatoio e alla società.
In mezzo c’è Davide Rinaudo (1984), detto “Spike” – storpiatura di “Speedy” – altro prodotto della Cantera azzurra, anche se originario di Castelletto Stura, ha iniziato a ricoprire la fascia del centrocampo a 5 nel 1999 e da lì non l’ha più mollata, siglando anche una trentina di reti, fondamentali per l’approdo definitivo in Promozione.
Nonostante i 60 gol messi a segno da Dutto, il grande bomber del gruppo è Francesco Vallati (1985), andato a segno cento volte con la maglia della Azzurra a partire dall’esordio nel 2001, con il beneplacito dell’allora tecnico Roberto Ravera. Sebbene sia il quarto per età, è il giocatore con il maggior numero di presenze (398), grazie anche alla sua vocazione al sacrificio e allo spirito di adattamento. Ad aprile compirà 36 anni ma non ha intenzione di smettere, sia perché vuole tagliare il traguardo delle 400 presenze, sia perché l’ambiente squadra lo spinge a impegnarsi ancora oggi.
Il più giovane del quintetto è Simone Mana (1988), figlio di Stefano, patron che fondò la società negli anni Ottanta. Per lui l’approdo in prima squadra è arrivato “solamente” nel 2007, ma effettuando tutta la trafila si è guadagnato la fascia da capitano, ereditandola da Gazzera: ora è fermo ai box per un infortunio al crociato rimediato nel gennaio 2020, la sua intenzione però non prevede il ritiro dal calcio, sia perché vuole aspettare di disputare di nuovo una gara prima di lasciare questo sport, sia perché vuole continuare a fare da esempio ai più giovani.
Anche se Dutto e Gazzera non giocano più e gli altri tre scendano in campo con il contagocce, questi cinque elementi sono divenuti comunque indispensabili all’interno dello spogliatoio, prefiggendosi infatti una nuova missione: insegnare i valori e tutti i passaggi per sentire questa maglia addosso ai nuovi giocatori, in modo da continuare il viaggio intrapreso tanti anni prima.


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