14 Aprile 2021

Musica maestro, Dino Tarabella torna in panchina e prende l’Under 17 della Tritium: «Ci sono tutti i presupposti per lavorare bene»

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Qual è il denominatore comune di questa stagione fra la Serie A e i Regionali della Lombardia? Semplice. Il ritorno in pista dei maestri. Dopo aver fatto le fortune di Milan e Juventus da calciatore, Andrea Pirlo, il maestro per antonomasia, è infatti tornato alla ribalta nel massimo campionato nostrano. Non più da calciatore, ma da allenatore della Vecchia Signora. Allo stesso modo, a due anni di distanza dall’ultima esperienza al Basiano Masate Sporting, ha fatto il suo rientro in panchina uno dei volti più noti del calcio dilettantistico. Il suo nome è Dino Tarabella. L’ex tecnico della società di via Roma è infatti il nuovo allenatore della Tritium Under 17 Élite, dopo che Alberto Mornata ha dovuto lasciare l’incarico per esigenze lavorative. Un matrimonio che s’aveva da fare, presto o tardi. Le due parti sono state infatti vicine al connubio in più di un’occasione, senza che però se ne facesse mai niente. Fino ad arrivare all’annata in corso. L’occasione era troppo ghiotta per non essere sfruttata e l’accordo è stato trovato. «Ho parlato con il Direttore sportivo Nicola Bassani e ho capito che c’erano i presupposti per lavorare bene. La Tritium è una realtà molto importante. Chiunque, se venisse chiamato, ci andrebbe di corsa. Ha un progetto allettante, per questo ho accettato l’incarico. Se non avessi avuto la certezza di poter lavorare in una certa maniera, difficilmente avrei acconsentito» ha detto Tarabella. Che, nella sua trentennale carriera, ha allenato in quasi tutte le categorie. Dagli Esordienti all’Eccellenza, passando per i Giovanissimi e la Promozione. Pur identificandosi più come un allenatore da Prima Squadra, il nuovo condottiero dei biancocelesti è affascinato da questa nuova ed entusiasmante avventura. Il perché è da ricercare nel soprannome che gli hanno dato alcuni suoi ex calciatori. Maestro, appunto. «Alcuni di loro sostengono che io sia perfetto per il Settore giovanile. In effetti, mi piace tanto insegnare e stare a stretto contatto con i giocatori. Per questo motivo mi hanno chiamato così», ha proseguito. Un uomo di campo, quindi. In allenamento, Tarabella cerca di trasmettere e far apprendere ai suoi ragazzi i principi fondamentali del calcio, per poi vederli impiegati in partita. La tecnica di base, la tecnica applicata individuale, la tecnica applicata di reparto e la tecnica di squadra. Per farlo, è solito cambiare continuamente gli esercizi da svolgere durante le sedute, così da non renderli noiosi e da stimolare i suoi ragazzi a dare sempre il massimo. E alla Tritium non sta procedendo diversamente. Soprattutto in un periodo dove incitare e incoraggiare i giovani è fondamentale. Dopo un mese di pratica, il nuovo allenatore della società di via Rocca sta scoprendo sempre di più il potenziale della rosa a disposizione. «C’è del materiale interessante su cui lavorare. Sto ancora studiando dettagliatamente il gruppo, ma posso già dire che alcuni dei componenti potrebbero fare parte di una squadra professionistica. Sono già ben strutturati a livello fisico. Sta a me invogliarli a migliorare sempre di più e a perfezionare il loro percorso di crescita, proseguendo sulla strada già tracciata in precedenza», ha continuato. Uno sviluppo non solo dal punto di vista calcistico, ma anche da quello umano e comportamentale. Per Tarabella, è importante che la condotta dei suoi giocatori sia adeguata e rispettosa. Anche perché chi non lo fa, si siede di fianco a lui in panchina. Ha già agito così in passato. Lo rifarà, se necessario, in futuro. Sfortunatamente, bisognerà attendere un altro po’ prima di ricominciare a giocare e vedere chi righerà dritto e chi no. Come tutti, anche l’allenatore della Tritium freme dalla voglia di tornare in campo per divertirsi, far crescere i suoi ragazzi e valorizzarli al meglio. E, perché no, dare loro una bella spinta verso traguardi ancora più ambiziosi. Insomma, non vede l’ora di fare ciò che gli riesce bene. Così tanto che si è guadagnato una nomea speciale, consentita a pochi. Ma se a darla sono stati i suoi calciatori, è difficile pensare che non sia meritata e che non corrisponda alla realtà.


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