TORINO- JUVENTUS, UNDER 16

Diciotto punti di distacco tra la Juventus di Paolo Beruatto e i granata di Andrea Menghini. I bianconeri proiettati verso il raggiungimento delle fasi finali del campionato nazionale, i granata volenterosi di rendere cara la pelle nonostante i problemi che hanno accompagnato una stagione, fino ad ora, travagliata perché, si sa, nel “derby della Mole”, in campo, tutto si azzera. Il tecnico granata ridisegna i suoi ragazzi e schiera un 4-5-1 che, all’occorrenza, si trasforma in 4-1-4-1 con l’arretramento di Maugeri e l’avanzamento di La Marca e Savini a supporto di Barbieri. Beruatto sceglie lo schieramento delle ultime partite proponendo un 4-3-3 che lascia Chibozo e Bonetti liberi di scambiarsi nel tridente d’attacco. Dopo vari tentativi, al 15′ i bianconeri bussano alla porta di Edo Gerald che accompagna con lo sguardo una conclusione insidiosa di Chibozo. Al 25′, l’episodio più dubbio del match: Pisapia, posizionato sul versante sinistro al limite dell’area, carica un missile che colpisce la traversa; il pallone cade all’altezza della linea di porta (forse superandola) ma per l’arbitro non è gol. I granata non riescono a costruire un’azione pericolosa e continuano a soffrire tantissimo le folate di Turicchia sulla fascia sinistra. Al 32′, Andreano conquista un calcio di punizione; Chibozo, incaricatosi della battuta, pennella un destro perfetto che si schianta sul palo lasciando tutti con il fiato sospeso. La sfortuna dei bianconeri, però, non finisce qui perché, proprio a un minuto dalla fine del primo parziale, Andreano perde d’occhio La Marca il quale si accentra e fa partire un destro insidiosissimo che si infila all’angolino alla destra di Oliveto decretando l’1 a 0 a favore dei granata. L’intervallo porta consiglio al Torino che, al rientro, parte con maggiore sicurezza e consapevolezza dei propri mezzi. La Juventus parte ugualmente forte e cerca di mettere sotto i torelli. La partita, però, è cambiata e il Toro cerca di affacciarsi maggiormente in area bianconera. Al 12′, un pasticcio difensivo juventino mette in condizione Savini di colpire a rete dai 20 metri ma il suo lob a scavalcare Oliveto si infrange sulla traversa. Intorno alla metà del 2° tempo, i bianconeri ricominciano a macinare gioco impensierendo il Toro. Al 20′, un episodio decisivo: Bonetti, in area, scodella di mancino nel mezzo ma un giocatore granata tocca di mano e l’arbitro concede il rigore. Miretti, incaricatosi della battuta, calcia un ottimo rigore ma Edo Gerald si distende con grande tempismo e respinge il pallone. Gli ultimi lampi bianconeri sono targati Chibozo che prima insidia Edo con un sinistro rasoterra e poi spara alto di destro su suggerimento di Bevilacqua. Il risultato non cambia e i granata conquistano tre punti d’oro dopo una dimostrazione di grande cuore e generosità.

Torino-Juventus 1-0
RETI: 39′ La Marca (T).
TORINO (4-5-1): Edo Gerald 7, Calò 6.5 (34′ st Mele sv), Juricic 6.5, Maugeri 7, Marafioti 7.5, Giordano 7.5, Ordisci 6 (1′ st Imperato 6), Radaelli 6.5, Barbieri 6 (20′ st Licciardino sv), Savini 7, La Marca 7.5. A disp. Virano, Pace, Gallazzi, Emmanuello, Capistrano, Mazzotta. All. Menghini 7.
JUVENTUS (4-3-3): Oliveto 6.5, Mulazzi 6, Turicchia 7, Pisapia 7, Fiumanò 7.5, Saio 7, Chibozo 6.5, Andreano 6.5 (22′ st Ferraris sv), Bonetti 6 (30′ st Petronelli sv), Miretti 6.5, Giorgi 6 (1′ st Bevilacqua 6.5). A disp. Basso Palmiero, Giorcelli, Savona, Mele, Mauro, Lofrano. All. Beruatto 6.5.
ARBITRO: Senthuran di Genova  6.5.
AMMONITI: 32′ Radaelli (T), 13′ st Savini (T), 14′ st Chibozo (J), 22′ st Calò (T), 24′ st Maugeri (T), 29′ st Bonetti (J).

Torino (4-5-1)
Edo Gerald 7 Semplicemente sensazionale sul rigore di Miretti. Sempre attento sui tentativi bianconeri.
Calò 6.5 Limita quanto possibile Chibozo e, appena può, partecipa agli attacchi.
34′ st Mele sv
Juricic 6.5 Ottimo in fase di copertura. Dal lato sinistro il Toro corre pochi pericoli.
Maugeri 7 Leader indiscusso a metà campo. Non tira mai indietro il piede e dà equilibrio.
Marafioti 7.5 Muraglia difensiva dei granata.
Giordano 7.5 Fisico e dirompente, Bonetti va in difficoltà.
Ordisci 6 Bloccato sul versante destro. Costretto a indietreggiare per seguire Turicchia.
1′ st Imperato 6 Si sacrifica e segue le indicazioni di Menghini.
Radaelli 6.5 Bene in fase di interdizione. Recupera palloni sanguinosi.
Barbieri 6 Prestazione di sostanza, ha poche occasioni per mettersi in luce ma si rende utile per i compagni.
20′ st Licciardino sv
Savini 7 Fondamentale nello scacchiere granata. Fa rabbrividire Oliveto con quel tiro stampato sulla traversa.
La Marca 7.5 Il man of the match. Segna un gol stupendo e dà spettacolo per 90 minuti.

Andrea Menghini 7
Una partita preparata nei minimi dettagli. Consapevole del fatto che la sua squadra avrebbe sofferto, impone un gioco maschio e il 4-5-1 permette ai difensori una buona copertura. Il lavoro paga e la vittoria è meritata.

Juventus (4-3-3)
Oliveto 6.5 Non può nulla sul gol di La Marca. Non fa sbavature.
Mulazzi 6 Meno efficace del solito in attacco. Tuttavia, utile in difesa.
Turicchia 7 Un tornante vecchio stile. Non si ferma mai e, quando si sovrappone, è davvero pericoloso.
Pisapia 7 Mastino del centrocampo bianconero. Il migliore quando si tratta di aggredire il portatore di palla.
Fiumanò 7.5 Un difensore con gli attributi. Gioca sempre d’anticipo e rende difficile la vita a Barbieri.
Saio 7 Cerca spesso i compagni con lanci lunghi trovandoli con grande precisione.
Chibozo 6.5 Dopo un quarto d’ora scalda i motori e comincia a insidiare i granata. La sua pecca? L’egoismo.
Andreano 6.5 Ha delle responsabilità in occasione del gol subito. Resta, tuttavia, uno dei giocatori più brillanti.
22′ st Ferraris sv
Bonetti 6 Doveva essere la sua giornata ma non riesce a incidere.
30′ st Petronelli sv
Miretti 6.5 Effettua giocate d’alta scuola per tutto il match. Sfortunato dagli 11 metri.
Giorgi 6 In ombra, non riesce a esprimersi. Ci mette l’impegno.
1′ st Bevilacqua 6.5 Dà vita a buone manovre offensive.

Paolo Beruatto 6.5
I bianconeri si rivelano più sfortunati del solito pur giocando molto bene. Paolo striglia Chibozo quando fa l’egoista e, con l’inserimento di Bevilacqua, dimostra di non volersi arrendere. La sua Juve esce a testa altissima.

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