Varese, ecco il nuovo presidente Baraldi: “Vogliamo arrivare in B”

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Fabio Baraldi, presidente del Varese

Giornata di presentazioni a Induno Olona per il Varese Calcio: dopo settimane turbolente ecco svelato il nuovo organigramma e nuovo presidente Fabio Baraldi. «Vogliamo stabilizzarci in Serie B in pochi anni, se c’è riuscito il Carpi, squadra della mia città deve farlo anche il Varese. – l’auspicio di Baraldi – L’obiettivo è vincere il campionato, se non dovessimo farlo ci riproveremo l’anno prossimo. Domenica sarò a Sesto accanto a tutta Basile, Taddeo e mio fratello». Sguardo anche al settore giovanile: «Che potenzieremo perché ci crediamo fortemente. È il nostro bacino». Aldo Taddeo, vicepresidente, annuncia: «Da ieri iniziato a sanare le pendenze con la squadra, poi incontreremo i fornitori e li incontreremo uno alla  volta. Ci siamo affidati allo studio Di Cintio per la parte legale e allo studio Cornacchiola per la parte contabile. Nelle prossime tre settimane credo che pareggeremo i conti». CdA composto da Baraldi, Taddeo, Basile, Armocida, Colombo e rappresentanti dei tifosi Enea Melchiorri e Veruska Guerra. Suddivisione quote: pacchetto di maggioranza della ForVa che deterrà l’ottanta per cento delle quote sociali. Di queste il sessanta per cento a Baraldi, quaranta in parti uguali tra Basile e Taddeo. E il dg Paolo Basile, regista di tutta l’operazione, ha affermato: «Da varesino sono contento di aver incontrato sul mio cammino una persona come Baraldi, sono certo che con il suo entusiasmo, passione e competenza possa essere la persona giusta per la nostra città. Di quello che è successo nel passato non ne vorrei più parlare». Chiusura per Stefano Bettinelli, tornato in sella dieci giorni fa dopo l’esonero di Francesco Baiano: «Non sono qui per parlare ma per lavorare. È il dodicesimo campionato che mi vede al Varese. Non è stato facile per me accettare, all’inizio avevo rifiutato per via delle ultime esperienze. Parlando però con Baraldi mi ha convinto dicendo “sarà la società a trascinare la squadra”. È la prima volta che lo sento. Vincere deve essere un piacere e non un obbligo. Il progetto è quello giusto, le persone sono quelle giuste. Dietro c’è progetto e non si morirà ogni volta che si perderà una partita».

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