12 Agosto 2020 - 15:32:58

Breno Serie D, la voce di Alessandro Triglia, goleador dei granata: «La rovesciata contro il Franciacorta il mio gol più bello»

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Nonostante tutte le difficoltà che può incontrare una squadra neopromossa nel passaggio alla categoria superiore, il Breno ha avuto un impatto positivo con il nuovo campionato, dimostrando spesso carattere e solidità, e posizionandosi a metà classifica al momento dell’interruzione. La stagione sarebbe ancora lunga e le squadre in un fazzoletto di 3 punti sono addirittura 6, inoltre è solo uno il punto che separa la squadra di Mario Tacchinardi dalla zona playout. È vero anche che ci sono alcune squadre con una partita in più, ma sicuramente questo non è un motivo sufficiente per rilassarsi. Tutto è ancora molto incerto. Ciò che invece non è in discussione è il talento di Alessandro Triglia e la sua confidenza con la porta. L’attaccante classe 1988, alla sua prima stagione con il Breno, ha segnato 8 gol, di cui due dal dischetto, in 19 presenze. È il migliore marcatore della squadra. Niente male considerando che il calciatore originario di Pietrasanta, in provincia di Lucca, è entrato ben cinque volte a partita in corso. La sua media viaggia al ritmo di un gol ogni 146 minuti, considerando i 1170 minuti complessivi giocati. Tra queste reti spicca in particolare la meravigliosa rovesciata contro il Franciacorta. Cristiano Ronaldo, il 3 aprile 2018, durante l’andata dei quarti di finale di Champions League contro la Juventus, è stato applaudito dai tifosi bianconeri dopo il suo gol in rovesciata; probabilmente, se lo stesso Ronaldo avesse visto il gesto tecnico di Triglia, si sarebbe alzato in piedi anche lui e, battendo le mani come i tifosi della Juventus, avrebbe detto: «Quasi come il mio». Triglia in ogni caso non è nuovo a questa categoria, avendo diviso la sua carriera principalmente tra Eccellenza e Serie D, con anche una stagione nella Seconda Divisione di Lega Pro con lo Spezia, società in cui è cresciuto e per cui ha realizzato le sue prime reti. Il suo percorso è proseguito con il Casale e il Voghera in Serie D e poi in Eccellenza con i colori di Forte dei Marmi, Monselice, Castelsangiorgio e Castagneto, fino ad arrivare agli anni della promozione in Serie D con la Calvina e della gioia della salvezza ottenuta in rimonta all’ultima giornata, dopo una prestazione da protagonista indossando la fascia da capitano: in quella partita Triglia si è procurato e ha trasformato il rigore del pareggio, lasciando il Lentigione in inferiorità numerica e, un minuto dopo, ha servito a Miglio il pallone che è valso il definitivo 2-1 e la vittoria, necessaria per ottenere la salvezza diretta e rimanere in Serie D.

Come stava andando la tua prima stagione con il Breno prima dello stop?

«È una realtà completamente diversa rispetto a quella in cui ero stato prima, anche perché venivo da due anni in cui a Calvisano ero stato capitano e quindi ero sicuramente in un ambiente un po’ più familiare, però mi sono trovato sicuramente bene. Diciamo che ci sono state delle difficoltà che avevo messo in conto, però tutto sommato è stata una stagione positiva, fino a quando è stata sospesa. Venivo da un gruppo consolidato, mi sono trovato in un gruppo che si era appena guadagnato la categoria, quindi è normale che all’inizio c’è bisogno di un periodo di adattamento, che comunque è stato abbastanza veloce».

Qual è stata la tua esperienza più recente prima di questa stagione?

«Venivo da due anni alla Calvina, in cui abbiamo vinto i playoff di Eccellenza e poi abbiamo ottenuto la salvezza in Serie D. Con la Calvina ho fatto 22 gol in Eccellenza e 15 l’anno scorso. La Calvina, al di là dei risultati, penso che rimarrà la più bella esperienza della mia carriera per il gruppo che ho trovato. Il mister Beccalossi, il direttore sportivo Zucchi, nonché il capitano Mauro Moretti sono state le tre persone che ci hanno permesso di realizzare l’impresa della promozione. Ero vice capitano e l’anno successivo in serie D sono diventato capitano dopo che Mauro Moretti ha smesso di giocare all’età di 41 anni, in seguito al trionfo in Eccellenza. Durante quelle stagioni ho realizzato due gol molto significativi: il primo è stato quello decisivo su calcio di rigore nella finale di ritorno dei playoff di Eccellenza contro il Lumignacco. Il secondo all’ultima giornata della stagione successiva, nella vittoria per 2-1 contro il Lentigione, che ha permesso di salvarci».

Qual è stato invece il gol più bello di quest’anno?

«Quest’anno sicuramente la rovesciata contro il Franciacorta. Lo reputo il gol più bello della mia carriera. È un ricordo che sicuramente mi rimarrà per sempre».

Pensi che la stagione possa riprendere?

«Secondo me è difficile, perché non penso che in Serie D ci siano le possibilità di rispettare tutte le direttive sanitarie. Secondo me alcune società faranno fatica anche nelle categorie superiori».

Ripercorrendo il tuo passato c’è stata qualche esperienza particolarmente importante per te?

«Sono stato aggregato più volte alla Prima Squadra dello Spezia l’anno in cui in Serie B c’erano Juventus, Napoli e Genoa e ho avuto la fortuna di vedere giocare da vicino grandissimi campioni, anche se purtroppo non ho avuto la possibilità di esordire. In più siamo stati l’unica squadra che, tra andata e ritorno, non ha mai perso con la Juve, pareggiando in casa e vincendo a Torino all’ultima giornata. Poi, dopo essermi fatto male e dopo il fallimento della società ho fatto la scalata con loro, abbiamo vinto la D e la C2. Ho fatto 20 presenze da professionista, partendo spesso da titolare con il mister Attilio Lombardo, ex Juventus, poi lui si è dimesso per andare al Manchester City e con il nuovo mister e il cambio di modulo non sono più riuscito a trovare spazio e sono andato in prestito al Casale. Mi porto ancora dentro quell’esperienza e il calore della piazza. Quando siamo ripartiti dalla D dopo il fallimento ho avuto la possibilità di andare in altre squadre, ma poi quando mi hanno chiesto di rimanere e giocare davanti a 8 mila spettatori non c’è stato dubbio».

Ti viene in mente un altro gol significativo che hai segnato?

«Al Casale nella finale playoff ho segnato al 118’ un gol che ci ha permesso poi di accedere alle Final Eight. Grazie a quel gol siamo stati ripescati in Lega Pro Seconda Divisione, perché avendo vinto il nostro girone ci siamo messi davanti all’Entella in graduatoria».

Qual è il tuo calciatore preferito?

«Messi per me è il calcio assoluto. Però un attaccante a cui cerco di ispirarmi e che mi piace tantissimo è Higuain, anche se sono interista».

In futuro?

«Innanzitutto bisognerà capire quando e come ripartiremo. Ci saranno parecchie squadre in difficoltà. Spero di avere la possibilità di rimanere ancora in D, mi farebbe piacere».

C’è qualche altra esperienza del tuo passato che ricordi con piacere?

«Le due esperienze più belle sono state con Spezia e Casale, ma ricordo con piacere anche i sei mesi in Serie D fatti a Voghera, una grande piazza. Abbiamo passato il girone d’andata a giocarcela con il Mantova, che poi ha vinto il campionato. Era la stagione 2010-2011 e purtroppo mi sono infortunato, rompendomi i legamenti, però finchè sono stato a disposizione è stato bello giocare a Voghera, è un ricordo che mi porto ancora dentro».

Mantova che hai rincontrato quest’anno nel tuo girone…

«Purtroppo in quella giornata ero infortunato e non ho potuto giocare, però ho visto la partita. Sono di un’altra categoria, ma se devo dire la verità Modena e Pergolettese contro cui ho giocato l’anno scorso erano molto più forti».


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