12 Maggio 2021

Bra-Castellanzese Serie D: la lavagna tattica di Diego Melchionda

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Bra-Castellanzese è la classica partita di cartello tra due squadre che si trovano – in questa parte finale della stagione – a giocarsi, insieme ad altre squadre, la vittoria del campionato. Eppure si sa, il calcio è imprevedibile, e anziché presentare una partita che tutti avrebbero pensato sarebbe stata combattuta, restituisce agli spettatori un netto 4-0 a favore della squadra di casa maturato tutto nel primo tempo di gioco.
Le formazioni. La squadra di Daidola si schiera con un solido e aggressivo 3-4-1-2: Guerci tra i pali, terzetto difensivo composto da Rossi difensore centrale, Saltarellli braccetto di sinistra e Tos braccetto di destra; la fascia destra è affidata a Magnaldi mentre quella di sinistra a Reeb; i due centrocampisti centrali sono Daqoune e Capellupo, con Marchisone che agisce da trequarti davanti a loro; le due punte sono Cappelluzzo e Merkai. Achille Mazzoleni risponde con un 4-2-3-1: Indelicato estremo difensore, Gulinelli centrale di destra e Alushai centrale di sinistra, terzino destro Negri e terzino sinistro Ghilardi; in mezzo al campo agiscono Perego e Mecca; i tre trequartisti, da destra a sinistra, sono Fusi, Corti e Chessa; Colombo funge da prima punta. Fin dai primi minuti appare chiaro come il Bra abbia deciso di aggredire alto il suo avversario e di voler imprimere un ritmo forsennato alla partita; Marchisone in fase di non possesso va subito a marcare a uomo Chessa impedendo agli ospiti uno sviluppo di manovra dal basso. Allo stesso tempo è libero invece di prendere ampiezza sulla sinistra quando la squadra è in possesso, trasformando di fatto il modulo in una sorta di 3-4-3. Di contro la Castellanzese si fa trovare a livello di approccio alla gara un po’ impreparata e stenta ad entrare in partita. La pressione ultraoffensiva dei padroni di casa obbliga la squadra di Mazzoleni ad optare per un gioco diretto che però spesso risulta poco efficace. Sono spesso infatti i difensori del Bra ad avere la meglio negli uno contro uno che si vengono a creare, anche perché i palloni che arrivano ai giocatori offensivi ospiti non sono certo puliti. C’è da dire però che le poche volte invece che la Castellanzese trova spazio per liberare l’estro dei suoi giocatori offensivi mostra pericolosità e grande qualità in questi interpreti.
Inizio shock. Come però spesso accade la partita viene indirizzata da un episodio: intorno al 10’ del primo tempo infatti il Bra commette un errore in costruzione e viene graziata dalla Castellanzese che spreca una ghiotta occasione per portarsi in vantaggio. Sul rinvio dal fondo seguente Guerci decide di andar lungo trovando la sponda involontaria di Alushai che innesca Merkai che firma l’uno a zero. Da qui in poi parlar di tattica sarebbe riduttivo, è l’aspetto psicologico a far la differenza. La Castellanzese accusa il colpo e pecca forse di personalità (la giovane età è una forte scusante) affondando sotto i colpi di un Bra che appena ha sentito il sangue della sua preda non ha perso l’opportunità di aggredirla e sconfiggerla. Con il passare dei minuti Mazzoleni modifica il proprio assetto passando ad un 4-1-3-2 che restituisce alla squadra una maggiore solidità. Nel secondo tempo la Castellanzese, nonostante il risultato, si dimostra capace di non mollare e crea qualche opportunità per diminuire il passivo che però resta invariato. Il Bra ha affrontato il secondo tempo meno aggressivo e brillante con il risultato in cassaforte, mostrando però grande maturità nella gestione del risultato.
I migliori. La palma del migliore va a mio avviso a tutto il Bra che, con le dovute proporzioni, mi ha ricordato l’Atalanta di Gasperini. Una squadra aggressiva e coraggiosa, con marcature difensive a uomo nella zona con sempre però una superiorità offerta da uno dei 5 difensori; ricerca del recupero palla immediato e ribaltamenti di fronte continui e transizioni positive dirette ed efficaci.


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