12 Agosto 2020 - 14:46:20

Calvina Serie D: la parola a Giorgio Recino, il Re dei bomber

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Giorgio Recino, detto il Re, è stato il primo colpo di mercato della nuova dirigenza della Calvina targata OlliMarai. L’attaccante milanese classe 1986 è stato scelto in estate per essere uno dei pilastri del nuovo progetto societario. Dopo la falsa partenza di inizio stagione e il cambio di panchina, la squadra è riuscita a invertire la rotta portandosi virtualmente all’interno della zona playoff sull’onda di una serie di cinque vittorie di fila e di dieci risultati utili consecutivi. Recino, insieme ai suoi compagni e al nuovo tecnico Florindo, ha avuto senza dubbio un ruolo di primaria importanza nella cavalcata biancoazzurra, firmando 11 reti, di cui due dal dischetto, in ventitré presenze, con una media di un gol ogni 169 minuti. Oltre a ciò, che gli vale il titolo di capocannoniere della squadra, si aggiunge il gol in Coppa Italia, nella sconfitta contro il Breno che è costata l’eliminazione, prima ancora della difficoltà delle prime sei giornate di campionato a secco di punti. Recino comincia la sua carriera nelle giovanili del Brescia, poi, dopo i suoi primi passi nella Prima Squadra del San Donato in Eccellenza, passa in Prima Categoria al Cologno, vicino a casa, dove può gestire nel migliore dei modi il bar che ha aperto all’età di vent’anni. Il suo percorso prosegue in Promozione con Carugate e Brembatese fino ad arrivare alla Giana Erminio allenata da Cesare Albè. Dal 2011 la squadra incomincia un’epica scalata, vincendo consecutivamente il campionato di Promozione, quello di Eccellenza e quello di Serie D e approdando, per la prima volta nella storia del club, nel calcio professionistico in Lega Pro, dove milita anche attualmente. Il Re si rivela uno dei grandi protagonisti di questa ascensione, mettendo a segno valanghe di gol. La passione per il calcio assume un ruolo sempre più centrale nella vita del centravanti, che incomincia a maturare sempre maggiore esperienza in Serie D vestendo le maglie di Mapello, Olginatese e Pontisola (l’attuale Ponte San Pietro), dove ha giocato due stagioni, fino ad arrivare quest’estate alla Calvina. Durante tutte queste peregrinazioni è stato sempre accompagnato dal suo fedele compagno di viaggio: il gol, che lo segue come un’ombra ovunque vada. La conferma viene dalla 25° giornata di campionato, l’ultima prima dello stop forzato, quando Recino ha segnato il gol-partita nella vittoria di misura per 1-0 sul campo della Correggese. Questo gol, infatti, arrivato dopo una lunga cavalcata, oltre all’intrinseca bellezza che ha esaltato alcune delle sue qualità tecniche, come la velocità, la forza e la precisione di tiro, ha un sapore tutto particolare: infatti si tratta della rete numero 200 della sua carriera da calciatore.

Come stava andando la tua prima stagione con la Calvina prima dell’interruzione?

«Ho trovato sin da subito una società sana e seria, stavamo facendo un bellissimo percorso. Siamo partiti davvero male, ma nonostante questo abbiamo trovato una società che ci ha messo nelle condizioni di poter lavorare bene e con serenità. Questo secondo me ha fatto tanto, perché dopo le sconfitte nelle prime sei giornate di campionato non è da tutte le società permettere ai propri ragazzi di lavorare tranquilli. Questo ha fatto la differenza. Poi da lì c’è stato il cambio del mister, che ci ha dato tanto e abbiamo iniziato il nostro bellissimo percorso. A dicembre con i nuovi acquisti abbiamo iniziato a fare cose veramente importanti. Ci dispiace di aver interrotto per il momento il nostro percorso».

Pensi che ci sarà la possibilità di riprendere il campionato?

«Io personalmente spero di poter finire questo percorso, altrimenti sarebbe un peccato per tutti, per la società e per ognuno di noi. Da quello che mi pare di capire tra messaggi e videochiamate tra noi giocatori, presidente, direttori e mister, sono tutti volenterosi di poter ripartire perché altrimenti ci resterebbe un po’ l’amaro in bocca. Però ovviamente devono esserci le condizioni di sicurezza perché la prima cosa è la salute di tutti».

Sei ancora proprietario di un bar?

«Ho avuto quest’attività per undici anni e ormai sono già tre anni che non ce l’ho più. Mi dedico completamente al calcio, e da nove mesi mi dedico anche a Riccardo, il mio primo figlio. Se c’è qualcosa di positivo in tutta questa situazione è proprio quello di poter dedicare più tempo a lui e a mia moglie Valeria, anche se non vediamo l’ora di poter riprendere le nostre vite normali».

Com’è stato raggiungere quota 200 gol in carriera?

«È stata veramente una bellissima emozione, è servito anche a far ottenere un’altra vittoria alla squadra, battendo la terza in classifica e arrivando a pari punti con loro. Tutto il cammino è stato veramente perfetto ed è arrivato proprio in una domenica top. Avere un bagaglio di 200 gol è una bellissima soddisfazione, perché sicuramente sono tanti. Spero di farne ancora, perché vorrei rimanere sul campo di calcio ancora per qualche annetto. Sicuramente è una bella sensazione, sono tutte cose che mi rimarranno un domani quando smetterò».

Ricordi qualche altra rete pesante che ha permesso alla tua squadra di fare punti in questo campionato?

«La doppietta nel derby fuori casa contro una squadra importante come il Franciacorta, che ci ha permesso di ribaltare il risultato da 2-1 a 2-3. Poi siamo riusciti a fare anche il gol per il 2-4 finale».

C’è qualche gol a cui sei particolarmente legato?

«Se vado indietro con le stagioni ce n’è più di uno: per esempio quello in rovesciata l’anno in cui abbiamo vinto il campionato in Serie D con la Giana arrivando per la prima volta nei professionisti. Sicuramente è uno dei gol più belli e importanti della mia carriera. Al mio primo anno con il Pontisola, quando abbiamo battuto 1-0 la Pro Patria, futura vincitrice del campionato, ho fatto un gol più o meno simile a quello contro la Correggese partendo da centrocampo. Anche quella è stata una domenica bellissima, perché abbiamo vinto contro la prima in classifica ottenendo tre punti importanti e alla fine siamo arrivati terzi, coronando uno degli anni più belli della storia della società. Ricordo anche il primo gol che ho dedicato a mio figlio Riccardo quando era ancora in pancia, esultando con il pallone sotto la maglietta; ero al Pontisola e poi abbiamo vinto quella partita in casa contro la Caronnese. È un gol bello e importante soprattutto perché l’ho dedicato per la prima volta a mio figlio».

Com’è stato salire dalla Promozione alla Lega Pro in quattro anni?

«Gli anni con la Giana Erminio sono stati quelli della mia rinascita calcistica. Sono stati quattro anni veramente importanti in cui ho fatto tantissimi gol e dalla Promozione abbiamo vinto tre campionati di fila arrivando in Lega Pro, avendo la possibilità di giocare nei professionisti, che è stata la realizzazione di un sogno. Sono stati anni bellissimi e indimenticabili».

Cosa riserverà il futuro?

«Stavamo facendo delle cose veramente importanti, avevamo creato un bellissimo gruppo, quindi non mi dispiacerebbe continuare a fare parte di questo progetto. Però iniziamo a cercare di finire il percorso di quest’anno; se ce ne fosse la possibilità dobbiamo chiudere la stagione nel miglior modo possibile, poi per l’anno prossimo vediamo cosa penserà la società. La mia volontà ad oggi è quella di proseguire in questo progetto».

Chi è il tuo giocatore preferito?

«Il mio idolo è Ibrahimovic, l’ho sempre ammirato. Fa sempre piacere veder giocare un campione del genere, a maggior ragione adesso che è tornato nella mia squadra del cuore: il Milan».


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