22 Ottobre 2020 - 03:56:21
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Le dure parole di Ninni Corda e le tensioni Como-Gozzano. Una cosa è certa: gli squalificati non possono fare quello che vogliono

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Cresce l’attesa per Como-Gozzano del 15 aprile, la sfida che indirizzerà questa stagione 2017-2018 del girone A di Serie D. E cresce nel segno della polemica, e di fatti su cui sarebbe il caso di tornare per un’analisi il più completa possibile.

Sì, perchè gli accadimenti di Como-Inveruno hanno portato le tensioni a picchi inimmaginabili, con scambi incrociati e parole, in alcuni casi, decisamente fuori luogo.

Il botta e risposta

Andando con ordine, nelle ore del «caso Frattini», il tecnico del Gozzano, Marco Gaburro, cerca di abbassare le pressioni: «Io penso sia solo stato un incidente del portiere dell’Inveruno, non vedo motivi per pensare male». Una porta chiusa sul caso, anche dopo gli interrogativi del club novarese stesso.

Ma non solo. A pochi giorni dalla nuova squalifica che colpisce il “collaboratore tecnico” del Como, Ninni Corda, Marco Gaburro commenta così per il sito wincantu.it: «Le figure squalificate non devono fare calcio. Non lo dico io, ma gli organi competenti. Però siamo distanti dalla realtà di Como, non so quanto effettivamente sia coinvolto e comunque non mi interessa entrare nel merito di una situazione che conosco poco».

Poche parole, nette ma al tempo stesso di circostanza, che scatenano la rabbia di Ninni Corda, con aggressiva risposta allegata, sempre al sito wincantu.it: «E’ un vigliacco ed anche un ignorante, perchè non conosce i regolamenti: non sa che chi è squalificato può fare tutto ciò che fanno gli altri fino alla domenica, quando non può andare in panchina nè rilasciare interviste. Gaburro non ha fatto niente e ha sempre fatto danni (…)».

La squalifica di Ninni Corda

Bene, dopo tutto questo, forse è il caso di fare chiarezza. Il 21 marzo 2018, il settore tecnico condanna Ninni Corda ad una squalifica di 18 mesi e 15.000 euro di ammenda (qui la sentenza completa al numero 256). Questo perchè: «essendo lo stesso già squalificato per complessivi tre anni e tre mesi (…) si tesserava per la società Asd Como 1907 Srl, quale tecnico con fittizie mansioni di “collaboratore prima squadra” svolgendo, di fatto, attività dirigenziali con ampi poteri di gestione sportiva ed amministrativa, aggirando in questo modo la normativa».

Ninni Corda, il giorno prima dell’udienza, inviava alle ore 18.46 richiesta di rinvio per “sindrome parainfluenzale”, nonostante fosse assistito da «ben quattro difensori di fiducia». I fatti, ovvero lo svolgersi di attività per il Como, «risultavano comprovati sulla base di numerose, univoche e concordanti dichiarazioni rese alla Procura Federale dai signori Bellotti Ardito, Del Caro, Gilardoni, Guazzo, avv. Diana (Procuratore Speciale del presidente Nicastro) e Bressani (segretario generale della società)».

Norme regolamentari e di comportamento

Comprovata la colpa, dunque, torniamo sul fatto in sé. Gaburro sostiene solo che: «Le figure squalificate non debbano fare calcio». La sentenza del settore tecnico sottolinea come le norme: «impediscono ai dirigenti ed ai tesserati colpiti da provvedimenti disciplinari a termine di svolgere ALCUNA attività nell’ambito federale fin quando non sia interamente scontata la sanzione».

Eppure Gaburro si prende dell’«ignorante», e da Ninni Corda apprendiamo come: «lo squalificato può fare tutto ciò che fanno gli altri fino alla domenica».

Dunque, chi è squalificato può fare tutto ciò che fanno gli altri? Anche, secondo sentenza: «effettuare pagamenti, disporre di un proprio ufficio in sede»? Perchè, sempre da sentenza, Ninni Corda svolge «attività assimilabili a quelle di un direttore generale» e secondo il comma 8 dell’articolo 22 del Codice di Giustizia Sportiva: «i dirigenti colpiti da provvedimenti disciplinari a termine (…) non possono svolgere alcuna attività sportiva nell’ambito della Figc».

Pura dialettica? Forse, anche perché alla fine, più che il rispetto delle norme, restano i comportamenti. E allora, tornando al Regolamento del Settore Tecnico, ci affidiamo al comma 2 dell’articolo 38. Ninni Corda ha rispettato ogni principio della deontologia professionale nei confronti del collega Marco Gaburro?

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