21 Aprile 2021

Desenzano Calvina Serie D, la giovane promessa Bolzoni: «Imprendibile è una parola che per il portiere non deve esistere»

Le più lette

Inter-Juventus Primavera Femminile: pari show tra De La Fuente e Piccini. Ippolito trascina le bianconere dopo l’uno due terribile di Pavan-Ronchetti

Un pareggio bellissimo, intenso ed emozionante per una gara formidabile da entrambe le parti. Prima comanda la Juve, poi...

Lombardia Uno, ufficiale: Massimiliano Gagliardi allenerà l’Under 17 Élite

Arriva la tanto attesa ufficialità: Massimiliano Gagliardi, volto storico del Lombardia Uno, nonché direttore sportivo, il prossimo anno allenerà...

Casale-PDHAE Serie D: la fotogallery della partita

Casale e PDHAE condividono il punto racimolato nel turno infrasettimanale (1-1 il risultato finale) e insieme ad esso la...

Saper reagire nei momenti di difficoltà per continuare ad inseguire il proprio sogno, denota una forza di carattere essenziale per chiunque voglia diventare un atleta di alto livello. Questo è precisamente quello che ha fatto Matteo Bolzoni, portiere diciassettenne del Desenzano Calvina, che lo scorso 31 gennaio ha esordito da titolare in Serie D riuscendo a mantenere la porta inviolata. Pur non confermato dal Chievo Verona nel 2016 e non avendo convinto il Brescia Primavera due anni fa, l’estremo difensore ha continuato a lavorare arrivando a debuttare in prima squadra non ancora maggiorenne. «Finalmente sono riuscito a scendere in campo!». Spiega Bolzoni: «Quest’anno avrei dovuto far parte del gruppo della Serie D come terzo portiere e nei weekend andare a giocare con l’Under 19. Purtroppo un infortunio al dito mi ha costretto a saltare le prime partite, poi il campionato giovanile è stato sospeso per la pandemia. Come per i giocatori di movimento, anche per noi portieri è importante giocare perché altrimenti si perde l’abitudine a stare costantemente sotto pressione, e quando abbiamo l’opportunità di tornare tra i pali dopo tanto tempo c’è sempre un po’ d’ansia che impedisce di esprimersi al meglio». Ripensando al debutto nel pareggio a reti bianche contro la Real Calepina, racconta: «Ho saputo soltanto il sabato che sarei stato titolare, anche se dopo l’infortunio di Sellitto ho subito immaginato che la domenica successiva avrei dovuto difendere la porta del Desenzano Calvina. È stata un’esperienza fantastica, anche se inizialmente ho sentito l’emozione credo che sia andata bene. Devo ammettere che alla vigilia ero un po’ preoccupato, avevo l’ansia di poter commettere degli errori che avrebbero penalizzato la squadra. Il tecnico Florindo mi ha tranquillizzando dicendomi che si trattava solo di una partita di calcio, che non dovevo avere paura ma pensare a mostrare le mie qualità. Sono molto contento per non aver subito gol ma devo ammettere che sono stato poco sollecitato dagli attaccanti avversari, e il merito va alla squadra che ha fatto un grandissimo lavoro in fase difensiva. Tra l’altro non è mai facile restare inoperoso per diversi minuti senza abbassare mai la guardia, seppur inconsciamente, per farsi trovare pronto in qualsiasi momento. Anche per questo può sembrare assurdo ma ho preferito la seconda partita, vinta 3-2 sul Villa Valle, perché sono stato più coinvolto. E poi abbiamo vinto, che è il dato più importante». A chi sostiene che la rete subita su punizione da Cavagna fosse imprendibile, Bolzoni risponde: «Non sono d’accordo. Sicuramente ha calciato molto bene, ma credo che lavorandoci su in futuro potrei riuscire ad arrivarci. Per un portiere non deve esistere il concetto di imparabile, bisogna sempre provarci e allenarsi per migliorare. Già tra Under 19 e Serie D il salto di livello è sensibile: il gioco è più veloce, i tiri arrivano molto più forti e hai un minor tempo di reazione. Inoltre ci sono giocatori che hanno militato per diverse stagioni tra i professionisti e sono in grado di piazzare la palla dove vogliono. In allenamento, anche quegli esercizi che facevo già negli anni passati ora vengono svolti ad un’intensità maggiore». Oggi ai portieri viene chiesto di partecipare alla manovra della squadra, aiutando i difensori nella costruzione dal basso: «Cerco di allenarmi molto a giocare coi piedi perché voglio essere utile alla squadra e trasmettere ai miei compagni la certezza di potersi fidare di me. Un altro aspetto in cui cerco di aiutare il reparto arretrato sono le uscite alte, avvantaggiato anche dalla mia altezza. È superfluo spiegare che non sempre si può uscire, perché bisogna essere sicuri di arrivare a prendere la palla altrimenti si fa una frittata. L’efficacia della fase difensiva si basa soprattutto sulla fiducia reciproca: se non si gioca con serenità, temendo costantemente che il compagno possa trovarsi in difficoltà e che ci sia bisogno di aiutarlo, si rischia di commettere noi stessi degli errori perché siamo concentrati più su quello che fanno i nostri compagni che su quello che compete a noi stessi». Parlando dei portieri a cui s’ispira, Bolzoni lascia tutti di sasso: «Da bambino sognavo di diventare come Buffon, invece adesso m’ispiro ai talenti italiani più giovani. Mi rendo conto che da bresciano forse non dovrei dirlo, ma il mio punto di riferimento oggi è Pierluigi Gollini dell’Atalanta e, in misura leggermente inferiore, Alessio Cragno del Cagliari. Quando non sono impegnato sul campo da calcio però cerco di non pensare al pallone, preferisco uscire coi miei amici».


Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli

nativery.com, 601bdb002ee3c4075ca20115, DIRECT appnexus.com, 11707, RESELLER, f5ab79cb980f11d1 google.com, pub-4529259506427490, DIRECT, f08c47fec0942fa0