lunedì 1 Giugno 2020 - 07:30:41

Luca Scapuzzi, da Ronaldinho a Dzeko sognando la C con la Pro Sesto

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Hart, Zabaleta, Dzeko e Rosina. Sono solo 4 dei calciatori scelti da Luca Scapuzzi, capitano della capolista Pro Sesto, per la sua top 11 (pubblicata su Sprint e Sport lunedì 6 aprile) selezionata fra i calciatori con cui ha diviso il terreno di gioco almeno una volta in carriera. La vita calcistica di Scapu, così lo chiamano i compagni e i tifosi biancazzurri, parte dalla giovanili del Milan. Tutta la trafila, dai Pulcini alla Primavera. «L’esperienza in rossonero – racconta l’esterno d’attacco classe 1991 – mi ha portato anche a disputare qualche allenamento con la prima squadra, anche se ero ancora molto giovane. Vedere gente come Ronaldinho allenarsi a pochi metri da te ti faceva capire di essere su un altro pianeta rispetto alla Primavera». Il primo contratto da calciatore professionista arriva al Portogruaro in Serie C. Al primo anno ecco subito la vittoria in campionato. In B, però, arrivano le brutte notizie. La rottura del crociato costringe Scapuzzi a un lungo stop, che termina a ridosso della fine del campionato permettendogli di collezionare qualche minuto. Ma subito dopo il momento più buio della sua giovane carriera arriva la chiamata del Manchester City. Tutto grazie a una conoscenza molto speciale: «Quell’estate la passo in Sardegna e parlando sulla spiaggia con i figli di Roberto Mancini, che conoscevo già da diverso tempo, questi mi propongono di fare un provino per il City, allenato da loro padre. Diciamo che grazie alla loro conoscenza, e dopo il consenso del mister ovviamente, mi sono potuto presentare al provino, che per fortuna è andato bene». Tre anni di contratto, allenamenti con la prima squadra e qualche partita con l’Under 23, poi i prestiti, prima all’Oldham, in League One, nostra Serie C, e in seguito al Portsmouth, in Championship. Con i primi arrivano anche 4 presenze in FA Cup, la coppa nazionale più importante in Gran Bretagna, esperienza che termina contro il Liverpool, dove segna anche un certo Steven Gerrard. Il ritorno alla base è da incorniciare: «Mancini mi ha dato la possibilità anche di disputare due gare in Coppa di Lega, la seconda da titolare, dove sono riuscito a fornire tre assist decisivi (due allo stesso Dzeko, ndr) nella vittoria in casa del Wolverhampton per 5-2». In quella stagione i Citizens trionferanno in Premier League dopo ben 44 anni di digiuno. L’addio alla panchina inglese del tecnico ex Inter chiude l’esperienza di Scapuzzi in Inghilterra e così eccolo di nuovo in Italia. 6 mesi al Varese in B, gli permettono di farsi notare. Su di lui piomba il Siena, appena retrocesso dalla Serie A e con calciatori di assoluta esperienza nella massima serie italiana. Da D’Agostino a Rosina, passando da Valiani e Pulzetti. Appena riesce a ritagliarsi il suo spazio in bianconero ecco la rottura del crociato, lo stesso che lo aveva frenato a Portogruaro. Ad aggiungersi all’infortunio il fallimento del Siena e lo svincolo. Da infortunato e senza contratto arriva la chiamata del Como. Alle prese con le difficoltà post-crociato Scapuzzi fatica a entrare nelle rotazioni, ma i Lariani trionfano e salgono in B. «La stagione successiva in B trovo spazio verso la fine del campionato, ma la società fallisce e quindi mi sono ritrovato nuovamente svincolato. Mentre stavo ancora analizzando le offerte che mi arrivavano, ho l’opportunità di allenarmi con la Pro Sesto. Dopo due giorni con i biancazzurri, la società mi chiama e mi fa una proposta. Decido di accettarla molto volentieri, ma l’inizio è in salita perchè al primo anno mi rompo nuovamente, per la terza volta, il crociato. Per fortuna nella mia esperienza a Sesto è stato l’unico momento in cui non ho potuto dare il mio contributo. In questi anni, dal 2016 a oggi, sono riuscito a trovare quella continuità che mi era un po’ mancata nelle mie precedenti esperienze. Da quest’anno ho l’onore di indossare la fascia di capitano di questa gloriosa società e spero di poterlo fare anche in Serie C l’anno prossimo».


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