9 Agosto 2020 - 11:06:42

Mantova, Serie C sempre più vicina e il presidente Ettore Masiello è raggiante: «La promozione sarebbe assolutamente meritata»

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L’esito del Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, che ha proposto la promozione delle prime classificate di ogni girone in Serie C, avvicina ulteriormente il Mantova alla meritata vittoria del campionato. La squadra allenata prima da Brando e poi dalla coppia Garzon-Cuffa è stata protagonista di una stagione da dominatrice incontrastata, in testa al campionato dalla prima fino alla 24ª giornata, partita che coincide anche con la prima e unica sconfitta dell’intera stagione. Sono 51 i punti totalizzati fino a quel momento, frutto di 14 vittorie, 9 pareggi e una sola sconfitta. Il Mantova ha subito 31 gol e ne ha realizzati 59, di cui addirittura 46 messi a segno dal solo tridente offensivo composto dal capocannoniere del campionato Scotto, autore di 20 reti, da Guccione che ne ha realizzate 15 e Altinier a quota 11. Il Mantova è una società storica le cui origini risalgono al lontano 1911, una squadra che ormai sembra aver raggiunto il tanto voluto e sudato ritorno tra i professionisti.

Dopo le proposte emanate dal Consiglio infatti il Presidente Ettore Masiello può sorridere: «Manca la ratifica dalla Lega, però diciamo che le indicazioni che sono arrivate nel Consiglio di ieri vanno nella direzione che noi avevamo auspicato, che era quella delle cristallizzazioni delle classifiche che ci permettono il salto di categoria che tanto auspicavamo. Naturalmente per avere la certezza dobbiamo aspettare l’ok della Lega. Come ho detto stamattina ai tifosi, diciamo che il penultimo gradino lo abbiamo salito. Per Mantova è una promozione assolutamente meritata, perché siamo stati in testa dalla prima fino alla giornata in cui è stato sospeso il campionato con sette punti di vantaggio. L’anno scorso avevamo fatto 83 punti, un punteggio altissimo lottando fino all’ultimo con il Como, con tre sole sconfitte in tutto il campionato. Quest’anno abbiamo perso solo una volta. Abbiamo perso l’imbattibilità proprio prima dell’interruzione a causa della pandemia. Mantova merita sicuramente il professionismo perché è una società con una storia importante con sette anni di Serie A e uno stadio importante. Abbiamo circa 2mila abbonati e una media di 2500 tifosi per partita, che considerando che è una città di 48mila abitanti penso che sia la media in Italia più alta. In trasferta quest’anno eravamo 600/700 e molti stadi avevano fatto fatica a ospitarci perché non c’erano gli spazi. È un risultato super meritato per la città e per il sindaco che ci teneva molto come tutti noi».

Lo sguardo del Presidente è già rivolto all’avvenire: «Per il futuro innanzitutto vogliamo puntare molto sui giovani, rafforzando il vivaio. Poi faremo sicuramente una squadra per mantenere la categoria, perché noi siamo saliti in C, ma adesso vogliamo e dobbiamo restarci. Poi vedremo quello che riusciremo a fare, intanto l’importante è essere tornati tra i professionisti. Ci stiamo già organizzando, stiamo lavorando per rimodernare lo stadio, abbiamo fatto la foresteria per i giovani e stiamo già sistemando i terreni di gioco. Abbiamo delle ottime sinergie con il Verona, il cui patron è il nostro azionista di maggioranza, quindi abbiamo anche l’opportunità di valorizzare molto i giovani».

Le decisioni del Consiglio che per il Mantova potrebbero significare il ritorno tra i professionisti sono arrivate lo stesso giorno della scomparsa di Gigi Simoni, vecchia conoscenza della città: «Gigi Simoni è stato un nostro giocatore. Io ho 64 anni e sono tifoso del Mantova da quando ne avevo cinque e mio papà mi portava allo stadio. Conoscevo personalmente Gigi e me lo ricordo da calciatore in quella squadra fantastica che era il Mantova e poi l’ho seguito anche nella sua carriera da allenatore. Oltre che mantovano sono anche di fede interista, per cui me lo ricordo anche quando era allenatore dell’Inter. È stato veramente un signore. Non sono frasi di circostanza, Gigi era veramente una persona speciale. Forse sarà un segnale del destino che anche il suo Mantova è tornato tra i professionisti. Infatti mi hanno chiamato alcuni suoi compagni di allora e questo fa capire che storia c’è stata e come si segue il calcio a Mantova».

A questo punto le ambizioni del Mantova non hanno limiti: «La strada è quella di mantenere la categoria, stare tra i professionisti e poi cercare sempre di migliorarsi. Noi quello che è stato Mantova non ce lo dimentichiamo, non si sa mai che tra un paio d’anni… bisogna vedere come va il campionato e puntare sempre più in alto. Sicuramente è una squadra che in questo momento deve mantenersi tra i professionisti, che è la sua categoria, poi se più avanti riusciremo a fare… Sicuramente noi lavoreremo e siamo una società seria, siamo una società che fa solo calcio e pensiamo di aver fatto bene. Avevamo le idee chiare e adesso le abbiamo ancora più chiare. La città lo sa che può star tranquilla che noi lavoreremo per il futuro sperando che sia sempre più roseo per il Mantova».

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