17 Maggio 2021

PDHAE-Folgore Caratese Serie D: Bertozzi ipnotizza Lauria dal dischetto, reti bianche a Montjovet

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Raramente si può dire che un pareggio per 0-0 accontenti tutte e due le squadre, ma forse questo può essere l’eccezione che conferma la regola. Da un lato la Folgore Caratese, che arrivava da una settimana complicata dopo la sconfitta con il Bra e tutto il trambusto legato alle squalifiche del tecnico Emilio Longo, del Dt Giacomo Diciannove e del presidente Michele Criscitiello, ma che ha saputo reagire sul campo andando a cogliere un punto importante su un campo difficile. Dall’altra parte il PDHAE di Roberto Cretaz, che ha saggiamente impostato la partita sul contropiede per poi guadagnarsi la chance di portare a casa i tre punti, se non fosse che Lauria si è fatto ipnotizzare da Bertozzi su calcio di rigore. Per i Leoni sarebbe stata la terza vittoria consecutiva dopo le belle e convincenti prove con Caronnese (in casa) e Sestri levante (in trasferta), ma Cretaz professa come sempre umiltà e alla fine mette un altro mattoncino fondamentale sulla sorprendete stagione dei Valdostani.
Muro arancione. Come detto, già da subito si intuisce quanto Cretaz abbia lavorato sulla preparazione del match in settimana: difesa bassa e squadra compatta ad evitare rischi inutili, per poi appoggiarsi su Varvelli e provando a ripartire sfruttando la velocità di Masini e Jeantet. L’approccio dei padroni di casa si rivela efficace: la Folgore infatti fa sì tanto possesso palla, ma che si rivela poco produttivo con il passare dei minuti, con Ngom, Macrì e Silvestro che faticano a fare breccia tra le serrate fila della retroguardia arancione, guidata dal solito impeccabile Ciappellano. Non a caso la prima occasione della partita arriva da calcio piazzato e porta la firma di Bini, che va vicinissimo a segnare il vantaggio con una punizione velenosa che però sfiora solo il palo alla destra di Vinci. Per buona parte del primo tempo la sfida è tutta a centrocampo: Filip e Cena si fanno in quattro per star dietro ai continui movimenti e cambi di posizione di Troiano e Di Stefano, mentre Masini cerca con le sue folate di seminare il panico nella difesa Brianzola, ingaggiando un godibile duello con Buono. E anche la palla gol più nitida di tutto il primo parziale nasce da calcio da fermo, stavolta per i padroni di casa: al 35′ Lauria crossa in mezzo, Bertozzi esce male e, dopo un paio di batti e ribatti sulla linea di porta, il pallone arriva sulla testa di Ciappellano che colpisce a botta sicura, trovando però sulla sua strada un miracoloso intervento a salvare i suoi di capitan Marconi.
Dischetto maledetto. In quanti avrebbero scommesso su un errore di Lauria dagli undici metri? Sicuramente in pochissimi. Ma l’errore del numero 10 valdostano è solo l’ultimo di una serie di eventi strani che hanno caratterizzato questo calcio di rigore. Partiamo dal principio. È il 6′ della ripresa quando l’arbitro, il signor Mirabella di Napoli, prende un abbaglio clamoroso, indicando il dischetto per un presunto fallo di mano di Marconi, quando invece a prendere la palla di mano era stato Ciappellano, salito nell’occasione per provare nuovamente a trovare il gol di testa. Proteste vibranti dei Brianzoli, che provano a coinvolgere uno dei due assistenti, il signor Alessandrino della sezione di Bari, il quale, nonostante sia in ottima posizione per valutare l’episodio, non fa nulla per cambiare la decisione del direttore di gara. A risolvere tutto ci pensa però il portiere ospite Bertozzi, che con i piedi respinge il rigore di Lauria e facendo rimanere il risultato fermo sullo 0-0. La delusione sui volti dei Leoni è chiarissima, tanto che Cretaz preferisce, a questo punto della contesa, ricompattare la squadra e provare a portare a casa il pareggio. L’ingresso di Sassi per Jeantet è lampante in questo senso: i padroni di casa rinunciano alle folate dell’esterno classe ’97 per rischiare di meno in fase difensiva, cosa che puntualmente accade. Nonostante l’ingresso di D’Antoni e di Tronco infatti, gli ospiti non trovano comunque il modo di sfondare la muraglia arancione; a parte un tiro da fuori di Ciko che non va lontano dallo specchio, non si registrano altre occasioni nitide, nè da una parte nè dall’altra. La partita termina dunque sullo 0-0, punteggio che, come detto, accontenta tutte e due le squadre: la Folgore torna a muovere la classifica dopo la sconfitta con il Bra, mentre il PDHAE continua il suo sorprendente campionato e rosicchia un punto sia al Gozzano capolista (sconfitto in casa dalla Lavagnese) che al Bra terzo (tonfo casalingo con il Casale), ora distante solamente quattro punti, che potranno diventare anche meno in caso di risultato utile nel recupero di domenica prossima con il Legnano.

IL TABELLINO

PDHAE-FOL.CARATESE 0-0
PDHAE (4-4-2): Vinci 6, Scala 6.5, Montenegro 6, Cena 6, Ferrando 6.5, Ciappellano 7, Filip 6.5 (42′ st Gambino sv), Masini 7, Varvelli 6, Lauria 5, Jeantet 5.5 (23′ st Sassi 5.5). A disp. Gini, Ruatto, D’Onofrio, Paris, Sterrantino, Benedetto, Borettaz. All. Cretaz 6.5.
FOL.CARATESE (4-3-3): Bertozzi 7, Bini 6.5, Ciko 6.5, Monticone 6, Ngom 5.5, Macrì 5.5 (32′ st Tronco sv), Silvestro 6.5 (21′ st D’Antoni 5), Marconi 7, Buono 6.5, Troiano 6, Di Stefano 6 (44′ st Paoluzzi sv). A disp. Pizzella, Alabiso, Valagussa, Drogba, Derosa, Cacciatori. All. Migliaccio 6.5.
ARBITRO: Mirabella di Napoli 5.
AMMONITI: 3′ st Bini (F), 10′ st Di Stefano (F), 43′ st Sassi (P).

LE PAGELLE

PDHAE
Vinci 6 Non deve quasi mai sporcarsi i guantoni, se non per alzare sopra la traversa un tiro dalla lunghissima distanza di Silvestro, che poteva però rivelarsi insidioso.
Scala 6.5 Macrì lo costringe ad una gara di grande attenzione in fase difensiva, cosa che non trova impreparato il duttile classe ’91. Con dedizione e concentrazione, dalle sue parti non si passa.
Montenegro 6 Ha fiato e gamba per spingere, ma a sto giro non riesce a sfruttarli a dovere. I grattacapi maggiori arrivano dalla sua zona, ma nel complesso regge l’urto e se la cava.
Cena 6 Non è facile sostituire Tanasa in mezzo al campo, ma il classe ’99 non si lascia sovrastare dall’importanza del ruolo. Si dedica di più alla fase di copertura con la giusta lucidità.
Ferrando 6.5 Sostituisce lo squalificato Balzo e lo fa egregiamente: vince il duello con Ngom e si rende protagonista anche in avanti quando prova a spingere in rete un pallone su cross insidioso di Lauria.
Ciappellano 7 Solito dominio sui palloni alti, ma quella ovviamente non è una sorpresa. Solo un miracolo di Marconi gli nega la gioia del gol, sempre su colpo di testa. Bravo ma soprattutto scaltro nell’indurre l’arbitro a fischiare il rigore per i suoi.
Filip 6.5 Un vero e proprio mastino di centrocampo: corre e rincorre tutti ininterrottamente, fino a dover lasciare il campo per crampi. (42′ st Gambino sv)
Masini 7 Il suo estro e le sue folate rappresentano i pericolo maggiore per la difesa Brianzola. Prende botte a non finire ma non per questo si scoraggia, anzi alza ancora di più il livello e porta a casa una prestazione encomiabile.
Varvelli 6 Si danna l’anima in fase di pressing, ed è naturalmente il punto di riferimento su cui provare a ripartire: viene cercato spessissimo per il suo lavoro di sponda, ma non sempre le sue spizzate vengono seguite dai compagni.
Lauria 5 Stavolta il mancino è spento. Certo, dal suo piede sinistro nasce la più ghiotta occasione della partita, ma il rigore sbagliato pesa come un macigno sulla sua valutazione. Tutti sbagliano i rigori, ma con un piede delicato come il suo poteva fare sicuramente meglio.
Jeantet 5.5 Le sue sgroppate se le concede come sempre, ma a mancare è la freddezza giusta negli ultimi venti metri.
23′ st Sassi 5.5 Avrebbe l’occasione per puntare Marconi in velocità, ma il suo atteggiamento è troppo rinunciatario, come gli viene giustamente sottolineato anche dai compagni di squadra.
All. Cretaz 6.5 Preparazione ed interpretazione della gara sono azzeccate: sa quando abbassare la squadra e quando provare a colpire. Rosicchia un punto a Bra e Gozzano, che non fa mai male.

FOLGORE CARATESE
Bertozzi 7 Riscatta un’uscita poco riuscita nel primo tempo parando con i piedi il rigore di Lauria. In una sfida così bloccata, il suo intervento risulta ancora più decisivo, specialmente considerando che Lauria è uno specialista del settore.
Bini 6.5 Accetta la sfida fisica con Varvelli, e non sono in molti a poter dire lo stesso. Ci prova su punizione ma la sua conclusione passa vicinissima al palo.
Ciko 6.5 Fulcro del centrocampo brianzolo, dai suoi piedi partono spesso lanci che per poco non diventano pericolosi. Ci prova anche dalla distanza nel finale, facendo correre qualche brivido ai Leoni.
Monticone 6 Dà una mano a Bini in marcatura su Varvelli, spazzando via il pallone quando serve senza tanti fronzoli.
Ngom 5.5 Non riesce quasi mai a rendersi pericoloso, nè da prima punta nè da ala sinistra dopo l’ingresso di D’Antoni. Se non altro nel primo tempo si abbassa per dare una mano in fase di impostazione.
Macrì 5.5 Fumoso e poco concreto. Scala si dimostra un osso troppo duro da rodere, e dopo un’ora Migliaccio lo sostituisce. (32′ st Tronco sv)
Silvestro 6.5 Il più propositivo del tridente offensivo messo in campo da Migliaccio. Il tiro che Vinci alza sopra la traversa è più scenografico che altro, ma rimane l’unica occasione in cui il portiere arancione si sporca i guanti. Prodigioso un intervento in scivolata con cui ferma un contropiede pericolosissimo del PDHAE nel primo tempo.
21′ st D’Antoni 5 Migliaccio lo sceglie per abbattere il muro dei padroni di casa, ma non si vede praticamente mai dal suo ingresso in campo. Viene letteralmente sovrastato da Ciappellano e Ferrando.
Marconi 7 Si immola da capitano vero sulla zuccata a botta sicura di Ciappellano. Con l’esperienza non dà mai occasione a Jeantet di lanciarsi in velocità. Sfortunato in occasione del rigore: la palla con le mani lui non l’ha proprio toccata.
Buono 6.5 Bellissimo il duello con Masini, che non a caso i maggiori pericoli li crea quando non transita dalle sue parti. Salva capra e cavoli sempre su Masini lanciato a rete nella ripresa.
Troiano 6 Movimento perpetuo a sfiancare il centrocampo del PDHAE, senza però trovare il guizzo giusto per innescare Ngom.
Di Stefano 6 Dialoga molto bene con Troiano e Ciko specialmente nel primo tempo, per poi calare vistosamente alla distanza. (44′ st Paoluzzi sv)
All. Migliaccio 6.5 La squadra aveva un unico obiettivo dopo la brutta sconfitta con il Bra e la squalifica di Longo, Diciannove e Criscitiello: reagire. I segnali arrivati in Valle sono confortanti: il gruppo c’è, anche se a livello di occasioni pure non c’è molto da registrare.

Mirabella di Napoli 5 Abbaglio clamoroso in occasione del rigore concesso ai padroni di casa: a prendere la palla di mano è infatti Ciappellano in proiezione offensiva, non Marconi. Qualche dubbio anche sulla gestione dei cartellini: nel primo tempo sia Buono che Montenegro avrebbero meritato il giallo.

LE INTERVISTE

Cretaz vede il bicchiere mezzo pieno al termine della gara: «Quando si sbaglia un rigore devi essere bravo a portare a casa qualcosa, soprattutto contro una squadra che ha fatto così tanti punti in trasferta. L’avevamo preparata così e non abbiamo rischiato niente dietro, mentre le occasioni più nitide per vincere le abbiamo avute noi. Se si guardano le statistiche è vero, sicuramente la Folgore ha fatto più possesso palla, ma alla fine della fiera ripeto, non abbiamo corso nessun rischio e se avessimo segnato il rigore con Lauria le chances di portare tre punti a casa sarebbero state molto alte. Portiamo a casa un ulteriore punto importante, siamo ancora quarti e abbiamo la possibilità di accorciare ancora di più le distanze nei confronti di ch ista davanti con il Legnano domenica prossima, e dobbiamo stare attenti perchè sarà una gara molto simile a quella di oggi». Dello stesso avviso anche Andrea Ferrando, centrale dei Leoni classe 1998: «La Folgore è, a parer mio, la squadra che gioca meglio di tutto il girone, e oggi il nostro obiettivo era semplice: dovevamo essere bravi a rimanere compatti dietro per ripartire in contropiede, e così è stato. Peccato per il rigore e per l’occasione nel primo tempo in cui non si è capito bene cos’è successo, bastava un niente per buttare la palla dentro ma va bene così».
Soddisfatto anche Vincenzo Migliaccio, chiamato a sostituire lo squalificato Emilio Longo: «Abbiamo provato a vincere, questo è l’importante. Ci ha un po’ stupito in avvio l’atteggiamento in campo del PDHAE, ma con le nostre qualità abbiamo provato a scardinare la loro strategia. Dispiace dover commentare un altro errore grossolano dell’arbitro: mi chiedo come si possa fischiare un rigore così. Al di là di questo, siamo contenti perchè, dopo la settimana non proprio tranquillissima che abbiamo vissuto come società, siamo stati bravi a ricomporci e a reagire subito in campo, cosa che assume ancor più valore se si pensa a quanto è giovane il nostro gruppo. Portiamo a casa un punto da un campo difficilissimo e da qui dobbiamo ripartire per il futuro prossimo».


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