4 Agosto 2020 - 12:33:37

Serie D, A.C Crema 1908 parla Ferrari: «Filippo Inzaghi è un vincente nato»

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Nicola Ferrari, anche noto come Nick Dinamite o Iron Nick, è un attaccante classe 1983 del Crema. Glaciale sotto porta, è impossibile sottrargli il pallone quando lo protegge col suo fisico longilineo. Punta centrale dotata di grande intelligenza tattica, è quasi infallibile dal dischetto: ha trasformato infatti 21 dei 25 rigori calciati in carriera. Dopo essere cresciuto nel settore giovanile del Lumezzane, ottiene le prime soddisfazioni calcistiche con il Salò durante la stagione 2003-2004, quando, oltre alla vittoria della Coppa Italia Dilettanti, propizia con 19 reti la vittoria del Girone C di Eccellenza. Dopo un campionato con il Crotone di Gasperini, neopromosso in Serie B, approda all’Albinoleffe allenato da Emiliano Mondonico durante una stagione illuminata dal successo casalingo contro il Napoli e dai pareggi contro la Juventus. La carriera di Ferrari continua a Verona dove, nel giro di tre stagioni con l’Hellas di Mandorlini, conquista la promozione in Serie B e quella in Serie A, che il club sognava da 11 anni. Dopo altri tre anni passati in Serie B nello Spezia, nel Modena e nel Lanciano si rende protagonista di una brillante annata con il Venezia. Durante il campionato di Lega Pro 2016-2017, infatti, la squadra allenata da Filippo Inzaghi riconquista la Serie B dopo 12 anni di assenza e vince la Coppa Italia Lega Pro per la prima volta nella storia del club. Nicola Ferrari mette a segno 6 reti e si aggiudica il titolo di capocannoniere della competizione. Dopo una stagione a Vicenza, Ferrari arriva nell’estate del 2018 a rinforzare il reparto offensivo del Crema. L’anno scorso il Crema ha fatto una buona stagione, posizionandosi al sesto posto della classifica. Quest’anno, invece, la squadra sta facendo un campionato al di sotto delle aspettative e si trova nella calda zona dei playout. Ferrari ha realizzato finora 4 reti in 8 presenze. Particolarmente importante è stata la doppietta nella nona giornata, che ha inchiodato il Mantova capolista sul 2-2 nella cornice dello stadio Voltini.

Dove nascono i tuoi soprannomi?

«I miei soprannomi sono nati nei tre anni di Verona. E’ iniziato tutto così, eravamo partiti male e non facevo gol, ma in mezzo alle difficoltà sono riuscito a emergere. Verona ce l’ho sempre nel cuore, sono stati gli anni più belli della mia carriera. Giocare lì era un sogno che avevo fin da bambino e ho ricevuto grandissimo affetto da parte dei tifosi».

Come sta andando quest’anno con il Crema?

«A inizio stagione le ambizioni erano diverse. Si puntava a fare un campionato di vertice. La squadra ha avuto un po’ di scossoni. Non ce n’è girata una, ma adesso vedo più solidità. L’infortunio al flessore di metà novembre mi ha tenuto fermo a lungo, ma ora sono tornato. Mentalmente è più difficile quando parti con un obbiettivo diverso e molti giocatori se ne vanno nel mercato invernale, ma l’allenatore è molto bravo e molto preparato. Se ci sarà la possibilità dimostreremo che non siamo da quelle zone di classifica».

Che ricordo ti porti dietro dagli esordi con il Salò?

«Salò mi ha lanciato nel calcio che conta. Ero un ragazzino con tanta fame e dovevo dimostrare tutto e subito. Era uno di quei bivi decisivi che ti trovi davanti. La voglia di sacrificio e la fame mi hanno fatto imboccare la strada giusta. Porto sicuramente nel cuore anche quell’esperienza. E’ dove sono potuto diventare un giocatore».

E degli anni all’Albinoleffe?

«Nel 2006 in serie B c’erano Genoa, Napoli e Juve. Abbiamo fatto un grande campionato e non abbiamo mai sfigurato. Dire che è stato un bell’anno è poco. Avevamo la fortuna di avere uno stratega come Mondonico, era un vero mago delle strategie e sapeva come arginare i big. Mi ha insegnato tanto e penso che sia stato uno dei più grandi strateghi tra gli allenatori».

Cosa ti è rimasto della promozione con il Venezia?

«Filippo Inzaghi è un vincente nato, pensa solo alla vittoria. Quell’anno avevamo uno squadrone e il mister è riuscito a trasmetterci la sua mentalità vincente. Basta vedere quello che sta facendo a Benevento. Non riuscivi a renderti conto di quante partite stessi vincendo, perché pensavi subito a quella successiva».


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