Bra – Savona Serie D: Giovannini beffa i giallorossi

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Assaggiato il profumo della zona bianca, il Bra deve sfatare anche il tabù interno e l’ospite non è dei più semplici. La sconfitta con la Lucchese non può e non deve macchiare un periodo d’oro (sul piano dei risultati) del Savona che riabbraccia i muscoli e l’esperienza di Obodo in mediana. Per festeggiare De Paola decide di affiancare a Obodo Disabato nel ruolo insolito di mezzala di fantasia.
Il Bra risponde con la solita difesa a 3, ma a ricoprire il ruolo di Tos c’è un Brancato che deve dar manforte a Ciccone per arginare un Giovannini pericoloso anche se a tutta fascia.
La partita comincia col botto… ma quello dei tifosi ospiti lanciato in campo all’ingresso in campo a testimonianza di una rivalità mai sopita tra le due società. La prima frazione è all’insegna dell’equilibrio con i giallorossi che per lunghissimi tratti della gara spadroneggiano nei contrasti in mediana e, affidandosi alla regia di Capellupo provano a cercare la chiave ancora nascosta per la porta di Vettorel. La prima e maggiore occasione è dopo 6’ con Capellupo che trova sul secondo palo la torre di Spera: da qui una mischia dove spunta il piedone di Campagna, ma la palla finisce addosso a Vettorel. Abbiamo detto predominio giallorosso in mezzo e la dimostrazione è al 23’ quando Cuoco scippa un pallone buono sulla linea di centrocampo e lo affida all’architetto. Verticalizzazione per Campagna che dal limite non trova la giusta coordinazione e spara alto.
De Paola fuori dal campo è un leone in gabbia e, dopo essersi scambiato le generalità con un tifoso giallorosso, tuona contro i suoi due attaccanti e mezzo (Siani, Stronati e Givannini) rei di non attaccare con cattiveria la porta di Bonofiglio. Sensazione giusta perché di rischi il Bra non ne ha corsi e se proprio ci si vuole impegnare, si può rilevare un allungo di Giovannini su suggerimento di Siani dove però Rossi annulla il gap di velocità con l’esperienza e il fisico e spegne il fiammifero prima che diventi incendio.


All’intervallo De Paola toglie uno spento Dinane per gettare nella mischia Brignone e passare dunque a una difesa a 4 con Venneri a destra, Tossone e Ghinassi centrali e appunto Brignone sul lato sinistro. Con la mediana che rimane a tre, l’attacco si ufficializza col tridente Giovannini, Siani e Stronati. La prima battuta della ripresa sembra non far cambiare registro: Capellupo con la sua punizione manda Spera sull’out di sinistra e cross per Casolla che manda alto da buona posizione. È solo un’illusione però, perché come spesso accade all’Attilio Bravi i giallorossi regalano e questa volta scompaiono sul proprio fianco destro. Il Savona sale e dal 7’ in avanti affondano con una facilità disarmante dal lato di Giovannini. Punizione di Disabato che non trova il tap in di Obodo sul secondo palo, discorso simile per Siani su cross ancora di Obodo e cross basso di Venneri che attraversa tutta l’area piccola, così come il tiro di Giovannini su assist di tacco di Siani.
Il Bra non riesce ad uscire e patisce terribilmente un Savona arrembante che dà un’altra avvisaglia, ancora a destra. Disabato lascia partire un missile di punizione che impegna Bonofiglio. La respinta però è corta e sulla ribattuta Tissone ci prova di prima centrando il palo. Appuntamento col gol rimandato per pochi secondi perché gli stricioni passano pochi secondi dopo con una girata di testa di Giovannini su cross ancora da un’out sinistro del Bra che prende acqua.
Ci vuole lo shock (e il pallone che torna a girare dai piedi di Capellupo) perché i giallorossi tornino a guadagnare metri e almeno accennare una reazione e infatti il regista di Daidola torna a innescare. Spera in profondità, sponda per Brancato che torna a sporcare i guanti di Vettorel. Il portierone ligure a sua volta prova a dare una mano ai cuneesi lisciando un’uscita (guarda un po’) su lancio di Capellupo. Spera non si aspetta il buco e si ritrova il pallone alle spalle con la porta sguarnita.
Niente da fare, la fiamma non si accende neanche con un incursione da slalomista improvvisato di Rossi (filtrante per Marchisone appena lungo) o con un tiro da fuori di Campagna che impaurisce i tifosi biancoblù, ma una deviazione fa terminare la palla di poco a lato. Il Savona si conferma nella parte tranquilla della classifica nonostante il grosso handicap dei mancati pagamenti da ottobre (come rimarcato da De Paola a fine partita), mentre il Bra si vede risorpassato dalla Lavagnese e torna in zona playout.

 

BRA-SAVONA 0-1
RETI: 22′ st Giovannini (S).
BRA (3-5-2): Bonofiglio 6, Olivero 6.5, Ciccone 6 (44′ st Tabone sv), Rossi 7, Cuoco 6.5 (25′ st Marchisone 6), Corticchia 5.5 (18′ st Tuzza 6), Brancato 5.5, Capellupo 7 (44′ st Ghidinelli sv), Casolla 6, Campagna 5, Spera 6.5. A disp. Pietropaolo, Kharoubi, Magnaldi, Masina, Reale. All. Daidola 6.
SAVONA (3-5-2): Vettorel 6.5, Tissone 6.5, Dinane 5 (1′ st Brignone 6.5), Venneri 6.5, Ghinassi 6.5, Obodo 6.5, Giovannini 7.5 (48′ st David sv), Amendola 6.5 (35′ st Fossati 6.5), Siani 5.5 (17′ st Rovido 6), Disabato 6.5, Stronati 6. A disp. Guadagnin, Balla, Lazzaretti, Albani, Kacellari. All. De Paola 7.
ARBITRO: Virgilio di Agrigento 7.
AMMONITI: Stronati (S), Venneri (S), Dinane[01] (S), Vettorel[00] (S).

BRA


All. Daidola 6 L’approccio è quello giusto e infatti la squadra non subisce assolutamente niente per tutta la prima frazione. Manca peso là davanti per concretizzare, ma le assenze pesano.
Bonofiglio 6 Un paio di parate (buona la parata sulla punizione di Disabato) le fa e strappa la sufficienza, ma la fortuna lo aiuta. Sia sul palo di Tissone che sulle due uscite a vuoto che non portano beneficio al Savona.
Olivero 6.5 La linea a tre tiene e il lato dolente non è il suo.
Ciccone 6 Ogni tanto prova qualche sprint in avanti in cui manca sempre e solo l’ultimo tocco. Patisce insieme a Brancato i 15′ buoni dei liguri.
Rossi 7 Se la cava su Giovannini in velocità, disinnesca qualche palla al limite dell’area e dispensa consigli e sicurezza. Quando le cose non girano davanti prova delle cavalcate alla Lucio con discreto successo.
Cuoco 6.5 La fase di interdizione è eccellente, specialmente nella prima frazione quando recupera un’infinità di palloni per metterli al servizio di Capellupo. In impostazione non è così preciso e verticalizza male due o tre volte. 25′ st Marchisone 6 Dà qualche spunto e scatto sull’out di destra, ma, come dice Daidola in conferenza stampa, gli manca quel briciolo di malizia per guadagnare qualcosa in più.
Corticchia 5.5 Nè carne, né pesce. Non fa grossi errori, ma non si impone in nessuna delle due fasi di gioco. 18′ st Tuzza 6 Un po’ di lavoro sporco gli fa strappare una sufficienza, ma potrebbe dare qualcosa in più per fare scattare la scintilla.
Brancato 5.5 La prima frazione è pulita e ordinata. Però l’ondata ligure arriva dalla sua parte e per 15′ non riesce in alcun modo ad arginare le offensive.
Capellupo 7 L’unica fonte di gioco pericoloso. Fa girare palla a piacimento e verticalizzare premiando movimenti e spazi guadagnati dai compagni.
Casolla 6 Abbandonato a far reparto da solo si batte come un leone per guadagnare piccoli centimetri.
Campagna 5 Dovrebbe fungere da boa di accompagnamento a Casolla, ma gli riesce troppe poche volte. Perde i duelli fisici con la trincea biancoblù.
Spera 6.5 È spesso lui a dettare i lanci di Capellupo. Manca la pennellata o il tocco con la magia dentro, ma almeno impensierisce il Savona.

SAVONA


All. De Paola 7 Ingabbiato fuori dal campo per squalifica dà spettacolo (nel senso buono e cattivo del termine). Affida a chi ha a tiro il compito di svegliare i più addormentati e sprona i suoi verso l’ennesimo risultato. Nell’intervallo deve aver toccato le corde giuste perché la scelta di spingere a destra vale 3 punti.
Vettorel 6.5 Il mezzo neo non rovina una partita all’insegna della sicurezza. Spesso sono tiri telefonati, ma serve essere rocciosi anche lì.
Tissone 6.5 Oltre al palo, una prestazione ordinata in perfetta coordinazione col reparto, sia nella difesa a tre che in quella a quattro.
Dinane 5 Non spinge, non copre bene, sempre in ritardo. 45′ di difficoltà. 1′ st Brignone 6.5 A differenza del compagno sostituito conferisce affidabilità.
Venneri 6.5 Gestisce con esperienza numerose situazioni diverse, dalle quali esce sempre positivo. Proverbiale la “mazzata tecnica” a Marchisone appena entrato, al quale segue però un gesto di fair play.
Ghinassi 6.5 Leader e architetto di una difesa che regge anche quando la pressione è maggiore.
Obodo 6.5 Torna e sostituisce al meglio Albani. Rispetto al compagno in panchina è meno preciso nel giropalla, ma i suoi muscoli pesano.
Giovannini 7.5 Dopo un avvio oscuro e nascosto esplode in tutta la sua potenzialità. Taglia dentro, si allarga, fa, disfa. Tutto come piace a lui, tutto bene. A fine partita si gode con giovane timidezza i cori degli ultras.
Amendola 6.5 Non è l’uomo copertina, ma non lo è mai stato. Ma silenziosamente ed esponenzialmente fa accrescere i palloni recuperati. 35′ st Fossati 6.5 Perfettamente inserito nei ritmi e negli spazi della squadra, non muta gli equilibri.
Siani 5.5 Il grande assente della gara. Spesso fuoriposizione, poche sponde positive e in ritardo in “zona tapin”. 17′ st Rovido 6 Più dinamico. Non crea pericoli, ma almeno si muove bene.
Disabato 6.5 Si adatta come mezzala e dà la qualità necessaria per uscire dai momenti di difficoltà. Spazia con intelligenza.
Stronati 6 Come Siani si perde spesso in un bicchier d’acqua, ma almeno la prestazione è in crescendo sul piano dell’intensità.