9 Marzo 2021

PDHAE – Lavagnese Serie D: Varvelli e catenaccio, Cretaz riparte

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Maschia, rozza, brutta, sofferta. Il PDHAE porta a casa la quinta vittoria in cinque partite casalinghe con una gara prettamente difensiva, ma che dà un’iniezione di fiducia di enormi dimensioni dopo la debacle di Gozzano. A pagare dazio è una Lavagnese arrembante e padrona del campo, ma che non riesce a superare il fortino arancione, mancando quindi la seconda rimonta in tre giorni (1-2 a Tortona in settimana).

Nucera squalificato dà le ultime indicazioni prima della partita

Roberto Cretaz deve rinunciare 9 elementi, tra cui 3 difensori centrali e si affida a un 4-3-1-2 con Lauria e Varvelli davanti, dietro di loro Gambino. In difesa la zona centrale è affidata a Ferrando e Maffezzoli, mentre in porta è il turno di Gini (assente Vinci). La Lavagnese risponde col classico 4-3-3. Rispetto alla gara di mercoledì però, tra le due mezzali è Cantatore a svolgere maggiormente il ruolo di raccordo col reparto offensivo, rispetto ad un Alluci più inquadrato.

Sin dai primi minuti sono i bianconeri a fare la partita: manovra ragionata, attenta e mirata a liberare gli esterni al cross. Di contro, i valdostani non riescono a impostare con regolarità. Mezze azioni nervose in fase di passaggio, impostazione dal basso spesso imprecisa o comunque facilmente leggibile dalla esperta e ben piazzata retroguardia di Nucera (in tribuna per squalifica). La Lavagnese controlla ma ottiene solo qualche cross che merita al massimo l’etichetta di “insidioso” dalla destra. Niente di più. Il PDAHE cerca le solite sponde del gigante Varvelli, ma l’opzione migliore rimane quella di agire di rimessa, come al 15’ quando su un lancio di Ferrando e la classica ribattuta di Rossini, Filip e Lauria riescono a trovare il passaggio giusto per lanciare sopra Varvelli. Smarcamento di fisico e sinistro alto. La rimessa e la verticalizzazione funziona e se in casa il PDHAE è irrefrenabile è perché gli uomini di Cretaz sanno leggere il momento. Appunto con la lettura di Filip nasce l’1-0: verticalizzazione, Filip legge l’indecisione di Rossini e grazie al suo pressing vince un rimpallo ed entra in area in posizione leggermente defilata sulla destra. Punta Boschini e si allarga sulla linea di fondo, per poi mettere una palla bassa tra portiere e palo che lo stesso Boschini tocca appena. Troppo facile per Varvelli a porta sguarnita e a pochi centimetri dalla linea di porta. 1-0.

Filip ruba palla a Rossini e guadagna l’azione che porta all’1-0

Varvelli esulta andando dall’assistman Filip

Qui il PDHAE acquista fiducia e si concentra a mantenere intatto un risultato che, dati i presupposti, sembrava difficile da ottenere. Pressing altissimo e massima attenzione nel accorciare i reparti qualora la Lavagnese superasse la prima linea di pressing; poco palleggio e più attenzione al sodo e primi cenni di furbizia e malizia sul nascondere il pallone. Avellino e compagni provano a non scomporsi e continuano con lo stesso (buon) ritmo di prima, ma continuano anche a non trovare soluzioni offensive interessanti. L’unica occasione da segnalare è infatti una conclusione di Basso da fuori area diretta all’angolo basso alla destra di Gini, il quale però si distende e neutralizza.

La ripresa non cambia l’andazzo dando vita a 45’ di assedio sterile e una lunga collezione di cartellini a partire dal tecnico valdostano Cretaz, reo di aver preso a calci un pallone in panchina (per un passaggio banalmente sbagliato da Filip in mezzo al campo) che dopo un paio di rimpalli è finito in campo. Nucera dalla tribuna ordina i cambi e con l’ingresso di Orlando per Perasso passa a un 4-2-3-1 con Basso e Alluci in mediana, Cantatore trequartisa, Bei a destra e, appunto, Orlando a sinistra. Una trazione più anteriore che subito sembra portare benefici (al 16’ cross basso di Bei che in un modo o in un altro arriva a Orlando sulla sinistra; tocco a premiare la sovrapposizione di Di Vittorio e tiro di poco alto), ma Ferrando e reparto di ricompongono e tornano ad alzare le palizzate. Cretaz tiene dentro Varvelli (utile, oltre che nel far salire la squadra, anche nei piazzati in difesa) e Lauria per tentare qualche ripartenza veloce, ma l’unica è a firma Gambino che ruba il pallone a Basso a metà campo e lancia il 10 orange a destra. Cross sul secondo palo e conclusione di prima di Borettaz da posizione defilata sui piedi di Boschini. I primi cambi dei padroni di casa arrivano alla mezzora ed escono proprio i protagonisti della suddetta ripartenza: fuori Lauria per la freschezza di Jeantet e dentro il centrale Paris che va a piazzarsi in mezzo al campo al posto di Gambino.

Tattica, malizia e sacrificio, il PDHAE riesce a scamparla nonostante l’uomo in meno dal 40’ della ripresa (espulso per doppio giallo Filip), nonostante un fortissimo vento contrario che ostacolava non poco i rinvii di Gini e le “sparecchiate” di Tanasa, nonostante i 10’ di recupero, nonostante le due ultime occasioni clamorose per la Lavagnese (piazzato di Basso dal limite sopra l’incrocio e botta sicura di Bacigalupo respinta dal miracolo di Gini al 48’). Tre punti d’oro che rilanciano il Pont Donnaz e che mantengono una certezza di questo girone: in valle, tra i monti i leoni fanno da padrone e dalla loro tana si torna sempre a mani vuote.

PDHAE-LAVAGNESE 1-0
RETI: 21′ Varvelli (P).
PDHAE (4-3-1-2): Gini 7.5, Scala 7, Maffezzoli 7, Tanasa 6.5, Ferrando 7, Montenegro 7, Filip 6.5, Borettaz 6.5 (39′ st D’Onofrio sv), Varvelli 7 (44′ st Bernasconi sv), Lauria 6 (27′ st Jeantet 6.5), Gambino 6 (28′ st Paris 6.5). A disp. Thomain, Sassi, Cena, Molinaro, Benedetto. All. Cretaz 7.
LAVAGNESE (4-3-3): Boschini 5.5, Oneto 6.5, Di Vittorio 6.5 (19′ st Profumo 6), Avellino 6, Basso 6, Rossini 5, Cantatore 6.5, Perasso 5.5 (9′ st Orlando 6), Buongiorno 5.5, Alluci 5 (19′ st Bacigalupo 5.5), Bei 6 (37′ st Ozuna sv). A disp. Bova, Queirolo, Romanengo, Di Lisi, Bagnato. All. Nucera 5.5.
ARBITRO: Di Nosse di Nocera Inf. 5.5.
AMMONITI: 18′ Scala (P), 35′ Borettaz (P), 42′ Varvelli (P), 5′ st Filip[02] (P), 26′ st Gambino (P), 29′ st Oneto (L), 52′ st Bacigalupo[99] (L).
ESPULSI: 40′ st Filip (P).

PAGELLE PDHAE

PDHAE - Lavagnese Serie D Cretaz
PDHAE – Lavagnese Serie D: Cretaz dopo l’espulsione si arrampica sul recinto

All. Cretaz 7 Aveva bisogno di una reazione dopo la prestazione di Gozzano. L’ha ottenuta con una prestazione di unghie, esperienza, il giusto catenacciara. Anche così si fanno punti e si va avanti: terzo posto.
Gini 7.5 Man of the match con le due parate nel finale che valgono tutti gli sforzi difensivi della squadra. Risponde presente dopo l’esordio titubante a Gozzano.
Scala 7 Ordine. Ha da fare con l’esterno più in forma dei liguri (Bei) e riesce ad uscirne concedendo solo pochi cross che finiscono nel vuoto.
Maffezzoli 7 Si smezza la marcatura di Buongiorno con Ferrando e la porta a termine impedendogli di girarsi a concludere per tutto l’arco della partita.
Tanasa 6.5 Difensore aggiunto che con la sua esperienza e il suo carisma porta la nave in porto. Battaglia come un gladiatore ed è una torre essenziale del castello valdostano.
Ferrando 7 Sparecchia quando deve, mentre quando può cerca di indirizzare i suoi lanci verso Varvelli. Il vento contrario nel finale lo costringe agli straordinari perché la palla non ne vuole sapere di andare nell’altra metà campo. Baluardo.
Montenegro 7 «Montenegro velocizziamo». Di Nosse lo stuzzica ma lui riesce a comunque a guadagnare tempo. In fase di marcatura sbaglia poco e nel primo tempo prova anche ad affacciarsi in zona cross.
Filip 6.5 Tra quelli che prova a strappare di più e il pressing sul gol è frutto di una giusta lettura. Nonostante l’estro rimane ordinato anche in fase di pressing e copertura. Il fallo da rosso rischia di rovinare l’architettura, ma tutto è bene ciò che finisce bene.
Borettaz 6.5 Capitano chiamato a gestire a livello tecnico e umorale una partita maschia. Prova di maturità. 39′ st D’Onofrio sv
Varvelli 7 Non può sbagliare quel gol, ma poteva non essere lì. I due pericoli a marca arancione arrivano da sue conclusioni. Solita preziosità a prendere e dare sportellate e solita furbizia a guadagnare tempo. 44′ st Bernasconi sv
Lauria 6 Ha meno spazio di manovra rispetto al solito, ma riesce comunque a distribuire un paio di palloni geniali. Cerca più volte di scappare sulla linea del fuorigioco, ma riceve pochi suggerimenti utili. 27′ st Jeantet 6.5 Entra per completare l’opera e provare a portare la palla il più lontano possibile. Esegue il mandato alla perfezione.
Gambino 6 Partita leggermente in ombra in cui non riesce mai a farsi trovare tra le linee. Sta a uomo su Basso e quello vale la sufficienza, specie se aggiunto al break lanciato nel finale che poteva valere il 2-0. 28′ st Paris 6.5 Un difensore centrale che entra per sostituire un trequartista: mossa forte ma che porta frutto, tanto che è lui a dare aria con una ripartenza verso l’angolino.

 

PAGELLE LAVAGNESE

All. Nucera 5.5 Partita dominata sul piano del possesso, del dominio territoriale e delle occasioni, che però rimangono molte poche. Tre punti persi e seconda rimonta consecutiva mancata.
Boschini 5.5 Una parata coi piedi a coprire sufficientemente lo specchio, tanti palloni tra i piedi gestiti non male, ma non coprire il primo palo sul gol del vantaggio è una leggerezza che pesa.
Oneto 6.5 Spinge, spinge e spinge. Regista largo che dà benzina alla manovra, ma se non si arriva alla conclusione non è colpa sua. Anzi un paio di cross interessanti li sforna.
Di Vittorio 6.5 Anche lui è chiamato a spingere non disdegna il compito. Protagonista anche in una delle occasioni più importanti arrivando al tiro in rincorsa che sfiora l’incrocio. 19′ st Profumo 6 Poco tempo e campo per incidere, non commette errori.
Avellino 6 Il gol arriva su uno svarione del compagno di reparto. La sua prestazione è pulita e condita da qualche incursione centrale per fare superiorità numerica.
Basso 6 Regia pulita, ma poco brillante sul piano dell’invettiva. Di positivo c’è che prova più volte a togliere le castagne dal fuoco cercando il tiro da fuori.
Rossini 5 Matita rossa sull’1-0. Dalla sua esperienza non ce lo si aspettava e la Lavagnese paga dazio. Non è l’unico responsabile, ma rimane un errore grave.
Cantatore 6.5 Connettore più costante e volitivo tra mediana e attacco. Gli spazi li cerca insistentemente, ma non trova il guizzo giusto.
Perasso 5.5 Mai pericoloso e mai così ispirato da intentare uno strappo. Nascosto. 9′ st Orlando 6 Tocca pochi palloni e prova a organizzarli con giocate scolastiche.
Buongiorno 5.5 Mai domo sul piano dell’impegno, ma le sportellate con Ferrando e Maffezzoli non le vince.
Alluci 5 Serve qualità, ma non risponde all’appello. Un po’ sulle gambe e poco brioso rispetto al suo standard. 19′ st Bacigalupo 5.5 Spreca un paio di palloni con giocate e giochini forzati. Può riscattare la sua prestazione con un tiro insidioso da fuori, ma Gini gli dice di no all’ultimo secondo.
Bei 6 Nel primo tempo l’out di destra è il più caldo e lui si rende protagonista puntando sempre Scala. Tra i più propositivi. 37′ st Ozuna sv 


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