14 Aprile 2021

Breno Under 19, Trovadini festeggia le prime convocazioni in Serie D ma non dimentica la Juniores: «Non vedo l’ora che riparta il campionato»

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Arrivato al Breno tre anni fa dalla Camunia, Andrea Trovadini ha festeggiato le prime convocazioni in Serie D subito prima della sosta natalizia per le partite contro Caravaggio e Seregno. Già aggregato alla prima squadra durante la preparazione estiva, quando è andato in panchina per la sfida di Coppa Italia contro il Padova, l’attaccante classe 2002 ha poi continuato la sua stagione con l’Under 19 fino alla sospensione del campionato causa Covid, per poi tornare ad allenarsi agli ordini di Mario Tacchinardi.

 

Anche se non sei sceso in campo, la prima convocazione con la Serie D può essere un’importante iniezione di fiducia alla ricerca del tuo primo gol stagionale?
«Decisamente si, anche perché sono ancora fermo a zero dopo tre partite con la Juniores. A Bolzano ero uscito dal campo molto arrabbiato perché, pur avendo vinto per 5-1 disputando una bella prestazione, una punta vuole sempre segnare. Adesso invece il morale è alle stelle. Sono cresciuto in una realtà abbastanza piccola, pertanto arrivare a questi livelli è già un bel traguardo».

 

Quali sono le tue caratteristiche principali come attaccante?
«Per la fisicità richiesta in Serie D faccio fatica se bisogna fare le sponde o difendere la palla, mentre sono più a mio agio se c’è da attaccare la profondità, potendo sfruttare la mia velocità. Anche nel finalizzare dentro l’area sono a mio agio. Con la Juniores, invece, me la cavo nel lavoro spalle alla porta, anche perché quest’anno giochiamo col baricentro molto alto e c’è poco spazio da sfruttare alle spalle della difesa».

 

In prima squadra hai trovato un gruppo abbastanza giovane. Che consigli ti danno Tacchinardi e i compagni più esperti?
«Il mister e il suo staff mi ripetono sempre di calciare in porta, anche durante il più banale esercizio d’allenamento, perché una punta non deve mai perdere l’abitudine a fare gol. I compagni, invece, mi aiutano molto suggerendomi i movimenti da fare e i tempi giusti per farli. Tante volte non è immediato capire quando accorciare o attaccare la profondità. Il clima nello spogliatoio è bellissimo e noi giovani veniamo spronati continuamente. Con le giovanili la differenza è evidente perché non ci sono mai pause in cui puoi permetterti di rilassarti, e se perdi un’occasione può anche darsi che non te ne capita un’altra.

 

Com’è il morale tra i tuoi compagni dell’Under 19? Siete fiduciosi di ripartire col campionato a gennaio?
«Si, sia i compagni sia il mister sono abbastanza ottimisti. Purtroppo ci hanno fermato dopo la bella vittoria di Bolzano quando avremmo preferito sfruttare il momento positivo, però questo ci ha dato grande carica per continuare a lavorare anche durante il periodo natalizio. Arrivando da uno stop abbastanza lungo nessuno sa esattamente cosa aspettarsi dalla prima partita, ma noi vogliamo farci trovare pronti appena ci verrà concessa l’opportunità di tornare in campo. La ripresa del campionato Under 19 è fondamentale anche per chi, come me, è stato aggregato alla serie D e non si è mai fermato. Giocare una partita ti permette di prendere quel ritmo che il solo allenamento non ti consente di trovare».

 

Come ti trovi con Giorgio Carbone, arrivato quest’estate sulla panchina dell’Under 19?
«Il mister mi piace tantissimo perché ci fa esprimere un calcio molto offensivo, vuole che siamo sempre padroni del gioco e questo rende le partite divertenti. La prima giornata abbiamo fatto un po’ di fatica ad assimilare alcuni concetti, ma già dalla successiva siamo migliorati creando diverse occasioni da gol».


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