16 Maggio 2021

Albinoleffe Serie C, Jacopo Manconi raccontato da Alessandro Ferraioli: «Nelle giovanili faceva magie»

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È una scintilla improvvisa che ha portato all’esplosione di Jacopo Manconi, classe ’94 originario di Vizzolo Predabissi, oggi capocannoniere del Girone A di Serie C con 14 reti in 32 presenze. L’attaccante in forza all’Albinoleffe, infatti, non è sempre stato il bomber assoluto che conosciamo. Nell’ormai lontano 2007, infatti, quando ancora vestiva la maglia del Cimiano, faticava a trovare spazio nell’ottima formazione Giovanissimi di Cristiano Callegaro. Giocava, allora, come centrocampista e il suo fisico un po’ gracile non gli permetteva di eccellere. La sua fortuna, paradossalmente, fu quella di trasferirsi alla Vigejunior, società che gli concesse più utilizzo, permettendogli di esprimere al meglio le sue qualità. Ricorda bene la primissima partita di Jacopo con la nuova maglia Alessandro Ferraioli, attuale tecnico dell’Enotria Under 15 con un passato in via Sant’Abbondio: «Notai fin da subito le doti tecniche che riusciva a esprimere in mezzo al campo. L’anno successivo ebbi la fortuna di allenarlo, era un ragazzo sveglio con un carattere molto vivace, capace di farsi volere molto bene dal gruppo». L’allenatore, inoltre, ricorda bene il momento in cui fece il vero e proprio salto di qualità. Disputava la categoria Allievi e, una volta ritornato dalle vacanze estive, cambiò improvvisamente. Qualcosa scattò dentro di lui: si mise a lavorare fuori dal campo, integrò degli allenamenti a casa e un programma specifico in palestra. Da quel momento nessuno riusciva a staccargli la palla dai piedi ed era difficile persino schiodarlo dal campo d’allenamento quando era ora di tornare a casa. Dopo due anni in cui comunque faceva la differenza in un gruppo molto forte come la Vigejunior di quell’annata, divenne dominante in campo contro qualunque avversario. Ferraioli ricorda con emozione la crescita di Jacopo: «Io lo porto spesso come esempio con i ragazzi che alleno. Ha meritato i risultati che ha conquistato in carriera, li ha ottenuti grazie alla sua costanza, all’applicazione che ha messo in un periodo di crescita». La sua tecnica in corsa, in particolare, lo rese un vero e proprio leader e i compagni stessi provavano a valorizzare il suo talento. Ferraioli ricorda come, in particolare, come una volta un compagno si fosse offerto, in un incontro molto difficile, di coprire un centrocampista avversario molto forte per concedere a Jacopo più libertà. Tutti sentivano che il suo valore poteva fare la differenza. Lo stesso Ferraioli teneva tanto a lui e simbolica fu l’ultima partita che disputarono nella stessa squadra. Era un’importante finale di un torneo contro la Lombardia Uno e Jacopo sembrava un po’ spento. A fine primo tempo il vice-allenatore lo stuzzicò un po’ e il ragazzo allora rispose: «Mister, non si preoccupi. Adesso torniamo in campo e risolvo la partita». Una volta rientrati la Vigejunior battè il calcio d’inizio, la palla arrivò sui piedi di Jacopo e tre secondi dopo scivolò in fondo alla rete. L’allenatore ricorda questa storia con una risata: «Adesso non mi crede nessuno quando lo racconto, ma quella volta Jacopo prese palla a centrocampo, fece tutto da solo e lasciò chiunque a bocca aperta». La differenza fra lui e gli altri giocatori era sicuramente nell’impegno, nella costanza che agli occhi degli altri si manifestava come una magia. Ferraioli lo sa e vuole lanciare un messaggio a tutti i giovani calciatori: «In un momento difficile come questo posso solo dirvi di resistere, quando si potrà tornare ad allenarsi non limitatevi alle sei ore di allenamento a settimana. Date sempre di più, vivete con la palla tra i piedi e i risultati arriveranno!»


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