José Sanchez Tetti Rivalta, l’ex Espanyol torna e prende i 2005

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Sanchez Tetti Rivalta
José Sanchez Tetti Rivalta

Uno degli allenatori con caratura più internazionale del panorama piemontese torna a sedersi in panchina. Il matrimonio è Sànchez Tetti Rivalta. L’ex Espanyol e Bruinese, aspettava l’occasione più stimolante, a patto di ottenere continuità: «Sarò sempre lì al Tetti Rivalta. Ho detto chiaro e tondo che torno in panchina se prendo i 2005 e possibilmente me li porto fino alla Juniores. Il DS ha visto quanto ci tenevo e ha accettato di darmi l’incarico. Dopo la delusione della Bruinese del 2017 non avevo più voglia di allenare, poi mi ha chiamato il Tetti, ho spiegato loro cosa volevo, li ho aiutati nella parte di preparazione dei portieri e nel frattempo ho ricevuto tantissime chiamate in giro per la zona torinese e pinerolese, però avevo una parola da mantenere. Finché i ragazzi saranno contenti di me, finché mi vorranno, resterò».

Una squadra, i 2005 del Tetti, che ha vissuto sulle proprie spalle una stagione durissima da digerire: «Lo scorso anno abbiamo preso 270 gol senza segnarne nemmeno uno. C’è stata un’incomprensione con la Federazione, alla fine eravamo under 13 a giocarcela con gli under 15. Quest’anno sarà la nostra rivincita, l’anno scorso ad inizio anno avevo 5 ragazzi. Sono andato a bussare casa per casa, in un anno abbiamo fatto un bel lavoro, quest’anno siamo già a quota 17 con arrivi da Volvera, Beinasco, Borgaretto e non abbiamo intenzione di riposarci. Mentre gli altri sono già in vacanza, noi ci stiamo allenando e faremo delle amichevoli in questi giorni. Capitava, affrontandole, che tutte le squadre che ci riempivano di gol andassero a confortare e a caricare i ragazzi e che a più riprese mi chiedessero di ritirare la squadra ma io mi sono opposto in tutti i modi e sono sicuro che tutto questo è servito. Abbiamo fatto 13 amichevoli quest’anno, anche con squadre molto attrezzate, i ragazzi sono stracarichi. Sapevo che queste squadre erano fortissime, però volevo che i ragazzi imparassero cosa volesse dire la parola “orgoglio”. Pian piano iniziano a capire e ad ottenere qualche ottimo risultato con belle squadre come Vianney, San Giorgio e Pro Druento. Io ho solo una richiesta: voglio la continuità. Sono abituato a lavorare così a livello sudamericano e anche in altre esperienze. Però qui in Italia ne ho trovata poca. Se tu pensi solo a vincere, se pensi solo ai punti, sappi che io non sono un chirurgo, che pensa ai punti. Io sono un allenatore e devo pensare a rendere questi ragazzi degli uomini, ad educarli e a farli giocare a calcio. Dobbiamo insegnare loro a crescere, ho avuto dei ragazzi molto problematici in passato e ho sempre puntato sulla loro educazione, a far capire anche ai genitori che prima di tutto lo sport deve farti crescere come persona. Questo sarà il mio obiettivo, a lungo termine».

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Guido Lesen
Chiedetemi ciò che volete sul Settore Giovanile/Scuola Calcio di Pinerolo. Passato recente sulla Prima Categoria e sui 2004 provinciali, ora a pieno ritmo sui gironi Regionali dei Giovanissimi FB ;)