25 Gennaio 2021

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Tiziano Crudeli
Tiziano Crudeli
Direttore Editoriale, opinionista, tifoso appassionato del Milan, esperto di calcio a tutto tondo, dalle giovanili alla massima serie

La Lazio, oltre la retrocessione, viene punita con cinque punti di penalizzazione e una multa di 10 milioni di lire con diffida. Le società di Bologna, Avellino,Perugia nel campionato 1980-1981 subiscono cinque punti di penalizzazione. Viene riconosciuta l’assoluzione per Juventus, Pescara e Napoli. Nella seconda metà del mese di luglio 1980 arriva la sentenza d’Appello definitiva e inappellabile che, per buona parte dei casi ha confermato quanto era stato deciso dal giudice di primo grado: inibizione a vita per Felice Colombo, squalificati rispettivamente Albertosi per4 anni, Morini 1anno, Stefano Chiodi 6 mesi. Altre squalifiche: Paolo Rossi, Bruno Giordano, Giuseppe Savoldi, Lionello Manfredonia, Ciccio Cordova. Sentenze che poi furono cancellate per l’amnistia che la FIGC concesse a tutti i giocatori a celebrazione della vittoria della Nazionale italiana ai Mondiali di Spagna. Uno dei giocatori coinvolti era Carlo Petrini, centravanti che aveva militato anche nel Milan nel 1968-69, squalificato per tre anni per il calcio scommesse, che nel suo libro dal titolo “Nel fango del Dio Pallone” in merito alla partita Bologna-Juventus del 13 gennaio 1980, ha scritto. «Le due società si misero d’accordo e chi non accettava non avrebbe giocato. Arrivò negli spogliatoi il direttore sportivo di quei tempi e disse: “Questa partita deve finire in pareggio”. Abbiamo scommesso tutti tranne Angelo Castronaro e Renato Sali». Gli inquirenti della giustizia sportiva e penale, però, non ne hanno tenuto conto. Il Milan in Serie B nella stagione 1980-1981. I rossoneri conquistano la promozione con 50 punti con 18 vittorie, 14 pareggi e 6 sconfitte. Gol segnati: 49. Gol subiti: 29. Nella stagione del ritorno in Serie A 1981-1982 arriva la seconda retrocessione per demeriti sportivi. Il Milan si classifica al terzultimo posto con 24 punti (7 vittorie, 10 pareggi, 13 sconfitte). Gol realizzati 21 in 30 partite. Gol subiti: 31. L’ acquisto boom del mercato Joe Jordan segna 2 gol. Il bomber della squadra è Roberto Antonelli con 4 reti. Nell’ultima giornata di campionato, il 16 maggio 1982, però accade un episodio molto discusso. Il Milan, terzultimo con 22 punti, in rimonta da 0-2 a 3-2 vince a Cesena, segna perfino Jordan dopo sei mesi e mezzo di astinenza. In concomitanza il Genoa, quartultimo con 24 punti, giocava a Napoli. In caso di sconfitta dei rossoblu, a causa della classica avulsa il Milan (che aveva vinto a Marassi 2-1) si sarebbe salvato. Nelle battute conclusive del match, quando da Cesena arriva la notizia che il Milan ha segnato il 3-2 con Antonelli, il Genoa stava perdendo 2-1 e si profilava la retrocessione in Serie B. Incredibilmente dagli spalti del Fuorigrotta si alza un unico incitamento: “Genoa, Genoa, Genoa”. Un minuto dopo, all’84’ il portiere partenopeo, Luciano Castellini che veniva chiamato il “Giaguaro” per la sua destrezza tra i pali e votato come miglior portiere del campionato, dopo aver bloccato un pallone lanciato in profondità invece di effettuare il rinvio con il braccio teso, sembra ripensarci improvvisamente: decide di riportare il pallone verso il petto, ma durante questo movimento la sfera gli sfugge dal guanto e ruzzola all’indietro. Goffamente Castellini tenta inutilmente di riacciuffarlo prima che rotolasse in calcio d’angolo. Dal corner parte un cross corretto di testa da Russo che smarca Mario Faccenda, entrato da pochi minuti, lasciato incustodito e quindi tutto solo (solissimo!!!!) a un metro dalla porta di Castellini nonostante l’area del Napoli fosse affollatissima. Il terzino rossoblu, in scivolata, mette dentro tra palo e portiere il gol del pareggio del Genoa. E’ il minuto 85’. Al termine della partita gioiscono i tifosi genoani insieme ai supporter azzurri. L’errore incredibile e indecifrabile, lo svarione, una vera e propria colossale papera commessa senza alcuna logica da un portiere ritenuto e votato come il migliore del campionato, ha lasciato tanti dubbi. Il Milan retrocede con 24 punti, il Genoa, punti 25, si salva. L’episodio, definito “Quel pasticciaccio brutto”, è così commentato dal portiere rossoblu: «Fu solo un banalissimo errore. Le braccia stavano andando ad una velocità ridotta rispetto alla testa. Non c’è stata malafede». Il Milan nel 1982-1983 affronta la sua seconda stagione in Serie B. Allenatore: Ilario Castagner.I rossoneri non faticano ad imporsi. Capoclassifica con 54 punti (19 vittorie, 16 pareggi e 3 sconfitte) con 8 punti di vantaggio sulla Lazio seconda. Gol segnati: 77. Gol subiti 36. Il Milan ritorna in Serie A. Le vicissitudini tecniche e dirigenziali continuano. Giuseppe Farina, nel 1982, aveva acquistato il Milan da Felice Colombo. Nel dicembre 1985 il Milan, pieno di debiti, è a un passo dal fallimento, evitato con un’ esposizione personale da Gianni Nardi di 7 miliardi di lire. Nel gennaio 1986 Farina scappa in Sudafrica. Dopo l’interregno di Rosario Lo Verde, Silvio Berlusconi, il 20 febbraio 1986, rileva ufficialmente il Milan compreso il credito che Nardi vantava nei confronti di Farina. Accordo perfezionato presso lo studio dell’Avvocato Vittorio Dotti, legale della Fininvest, con Paolo Berlusconi. Il 24 marzo 1986 Silvio Berlusconi diventa presidente a tutti gli effetti, ripiana i debiti lasciati dalla vecchia proprietà e si impegna fin da subito nella ricostruzione della società. In 31 anni vincerà 29 trofei( 8 scudetti e 5 Champions League, 1 Coppa Italia,7 Supercoppe italiane, 5 Supercoppe europee, 1 Mondiale per club, 2Coppe Intercontinentali). I tifosi rossoneri sono stati molto vicini alla squadra e non hanno mai fatto mancare il loro caloroso supporto. A San Siro sia il 7 novembre 1982 per Milan-Cavese 1-2 e sia il 27 febbraio 1983 Milan-Campobasso 0—0, c’è stata un’affluenza di pubblico straordinaria: 60 mila spettatori. Si è registrato un incredibile doppio sold out. Anche io e Carlo Pellegatti eravamo presenti, per incitare la nostra squadra del cuore e per le radiocronache di Radio Peter Flowers dei match del Milan nel torneo cadetto che commentavano con la passione di sempre.

 

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