Colico Derviese, l’Eccellenza? Oggi no, ma…

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Alex Mattaboni, Colico Derviese

L’Eccellenza oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente… Parafrasando Giorgio Gaber, questa sembra essere una frase dipinta addosso ad una squadra lunatica, scostante, capace di grandi imprese e sconfitte memorabili come la Colico Derviese di questi ultimi anni.

Promozione, girone B, l’habitat ormai naturale dei lecchesi, che ogni anno danno l’impressione di potercela fare, di rendere quel dopodomani una certezza del presente, quel futuro imprendibile finalmente una realtà attuale. Sì, perché il bacino d’utenza gialloblù è di quelli da far invidia a tante, con una prima squadra che ha sempre voluto attingere soprattutto ad esso per costruire le proprie rose, con tutti i pro e i contro che una scelta del genere comporta.

All’alba della stagione 2016-2017 ci fu una micro rivoluzione, largo sempre più ai giovani, con Simone Pozzi nel ruolo di ds e Giuseppe Perziano in panchina, scelta di coraggio, di chi non ha paura. E allora ecco una stagione costellata di alti e bassi, dove però il Colico solito a rientrare almeno nella zona playoff, si accontenta di una salvezza, troppo poco per chi è abituato a ben altri risultati. Altra rivoluzione allora?

Macché, Perziano rimane saldo al suo posto e il mercato resta low profile, almeno sulla componente quantitativa, ma registra il ritorno di un ex, di colui che forse meglio rappresenta l’andamento di questa squadra: Alex Mattaboni. Funambolo, qualitativamente assolutamente al di sopra della media dei giocatori in Promozione (per distacco), che dopo l’esperienza a Sondrio vuole tornare a Colico, perché quella è casa, perché è venuto per lui il momento di prendere per mano i suoi e portarli in alto, e provare a centrare quell’Eccellenza maledetta. Risultato?

Ancora il solito alternarsi di risultati, batoste incomprensibili (1-4 con il Biassono) e prove di assoluto valore (la vittoria sulla Di Po capolista) fino a domenica scorsa, nella sfida playoff con la Pro Lissone. E’ qui che esce allora tutta il valore di questo Colico, sorretto dalle spalle larghe di Ghislanzoni ma soprattutto dalla classe di Mattaboni, due gol e quella facilità, quella serenità, che solo chi ha dei piedi così può permettersi. Sarà il momento giusto, l’anno buono?

E’ presto per dirlo, ma se si dovesse trovare continuità e finalmente un’identità ben definita, allora tutti dovranno fare davvero i conti con questo Colico.