21 Aprile 2021

Atletico Castegnato Eccellenza, Il tecnico Preti: «Qui bel connubio tra giovani ed esperti, abbiamo ampi margini di miglioramento»

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Sulla panchina dell’Atletico Castegnato, piccola realtà bresciana che nel giro di due anni è passata dalla Prima categoria all’Eccellenza, siede da agosto Stefano Preti. I Viola sotto la sua guida hanno conquistato cinque punti nelle prime quattro giornate dimostrando di avere buoni margini di crescita per gli sviluppi del campionato.

 

Ci racconta qualcosa delle sue precedenti esperienze da allenatore?
«Ho giocato per molti anni a calcio ma dopo il ritiro mi sono allontanato dall’ambiente per parecchio tempo, solo negli ultimi anni ho deciso di intraprendere  questa nuova avventura nei panni di tecnico. Ho iniziato il mio percorso come allenatore in seconda nelle giovanili del Brescia, l’anno seguente ebbi il mio primo incarico come allenatore dell’Under 16. Dopo un paio di anni lo Sporting Franciacorta mi ha affidato l’Under 19 per due anni e mezzo, l’anno scorso avevo in gestione l’Under 17 della Feralpisalò ma a causa degli eventi non abbiamo potuto terminare l’anno. Quando è nata l’occasione di una nuova avventura con l’Atletico Castegnato sono stato molto felice di accettare».

 

 

Come ha vissuto il cambiamento da settore giovanile a prima squadra?
«Devo dire di non stare soffrendo il classico “cambio di mentalità” da settore giovanile a prima squadra: con gli adulti si porta avanti un discorso che ruota prevalentemente intorno ai risultati solitamente, mentre a livello giovanile si punta alla  formazione e miglioramento dei ragazzi per aumentare la qualità e il capitale a disposizione della società. Qui a Castegnato ho trovato un bel connubio tra tanti giovani di prospettiva interessante e giocatori più esperti, questo secondo me in condizioni normali ci avrebbe portato a lavorare bene con ampi margini di miglioramento. Per ora non è stato possibile vedremo come si evolverà la situazione».

 

 

Un bel ricordo che le è rimasto particolarmente impresso tra le sue varie esperienze?
«Non ho un ricordo specifico, però in periodi come questo in cui si è costretti a fermarsi, ci si rende conto del tempo che passa  e si ricordano con affetto tutti i momenti da giocatore e da allenatore, quelli belli e quelli brutti. Quell’adrenalina data dalla partita è sicuramente un qualcosa che manca  a noi uomini di calcio. Questa voglia di giocare si farà sicuramente vedere al momento della ripartenza: se penso alla preparazione atletica di quest’estate abbiamo anche fatto allenamenti pesanti, mai nessuno si è lamentato o non ha spinto al massimo perché dopo sei mesi fermi tutti avevano la volontà di dare tutto. Questo sentimento sarà ancora più forte al momento della seconda ripartenza».

 

In ottica ripartenza il suo presidente si è schierato tra le società a favore, lei come la vede? Se la ripartenza fosse opzionale non teme di essere “schiacciato” tra le società attrezzate per la promozione?
«Il nostro presidente vorrebbe giocare in ogni caso, anche nel caso di questa partecipazione opzionale, noi ovviamente siamo con lui e saremmo felici di giocare anche se il caso fosse questo. Giocare un torneo con le squadre più ambiziose del girone sarebbe sicuramente elemento di ulteriore stimolo per me e i ragazzi. E’ chiara  l’esigenza di ripartire per fornire neopromosse alla Serie D, ma bisogna farlo nel modo più realistico possibile e rimanendo nell’anno calcistico per evitare problematiche di scadenza contratto o banalmente per non dover ricominciare subito dopo a settembre».

 

 

Come giudica il vostro inizio di stagione?
«Sono parzialmente soddisfatto: siamo andati in crescendo sotto il punto di vista dei risultati. Persa la prima abbiamo poi pareggiato, vinto e ancora pareggiato, eravamo sicuramente in un buon momento al momento dello stop. Sono soddisfatto in parte perché ho la consapevolezza che avremmo potuto fare meglio viste le nostre qualità».

 

 

Si identifica in una specifica idea di calcio?
«Sono un tecnico che si adatta molto in base ai giocatori a disposizione, il  mio metodo consiste nel provare a trasmettere più che altro i vari principi di gioco perché sono quelli a rimanere nel corso del tempo. All’interno dello spogliatoio penso inoltre sia fondamentale acquisire credibilità nei confronti della squadra, essere seguito con convinzione. Rimango molto soddisfatto quando ho a che fare con ragazzi provenienti dai professionisti che con grande umiltà e voglia di fare si mettono a disposizione di squadra e allenatore per lavorare per il gruppo e migliorarsi ulteriormente».

 

 


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