10 Aprile 2021

Carlo Tavecchio nella call di Eccellenza: «I soldi per i tamponi non arriveranno prima della fine»

Le più lette

Giovanili e ripartenza, Tisci: Riprendere è una priorità, già a maggio e giugno. E per il futuro blocco delle categorie?

La parole del Presidente del Settore Giovanile e Scolastico della Figc, Vito Tisci: «Ripartire gradualmente con tutte le attività...

Ceresium Bisustum, la filosofia di crescita della società raccontata dalla responsabile del settore giovanile Paola Florio

Mettersi continuamente alla prova al fine di migliorarsi: è questa la strada tracciata dal Ceresium Bisustum, società varesina che...

Orsa Iseo: Luciano Quetti il nuovo direttore sportivo, e Coradi replica a Corini

In attesa dell’ufficializzazione di Luciano Quetti come nuovo direttore sportivo, prevista nel pomeriggio di martedì 6 aprile, il presidente...

A cinque giorni dal ritorno in campo dell’Eccellenza il Comitato Regionale Lombardia ha organizzato una call con tutte le trentatré società che hanno aderito alla ripartenza per valutare la situazione e analizzare gli aspetti legali e sanitari del protocollo con l’avvocato Cesare Di Cintio, il dottor Marco Bologna e il vice-presidente vicario Sergio Pedrazzini. Chiarimenti importanti che sono arrivati alle società, anche se i dubbi restano a partire dal Return to Play, ovvero le tempistiche della visita di idoneità dopo il Covid. Devono passare 30 giorni dalla guarigione o si può dopo aver ricevuto il tampone negativo? La risposta è arrivata prima della fine da Carlo Tavecchio dopo aver interpellato il dottore della LND Carlo Tranquilli: gli atleti asintomatici o senza ospedalizzazione possono effettuare la visita già l’indomani del tampone di negatività.
Si è parlato, ovviamente, anche di numeri e di quattrini ed è stato il presidente del CRL Carlo Tavecchio – in apertura di serata – a farlo. Settimana scorsa il Comitato ha inviato alle società che hanno aderito alla convenzione con Federlab (la stessa della Serie D) la richiesta di versare 4.500 euro in unica rata o due rate di pari importo da 2.250 euro: «Per quanto ci riguarda abbiamo chiesto alla Regione Lombardia delle provvidenze così come fatto da altre regioni del nord. A noi volevano offrirci dei tamponi non a norma, non il massimo da parte di chi deve vigilare sulla salute. Nessuno si preoccupi perché, a chi ha aderito volontariamente alla convenzione, è stato chiesto un acconto e poi verrà pagato il saldo alla fine in base al numero effettivo dei tamponi – ha detto Tavecchio che, nel finale, è stato diretto: – Le provvidenze non arriveranno prima della fine del campionato. Vi auguro di giocare queste dieci partite con un grande spirito e di fare bene».

Ad analizzare l’aspetto legale del protocollo in vigore è stato il legale Cesare Di Cintio che – nell’illustrare il concetto di responsabilità – ha rassicurato i club riguardo la responsabilità del legale rappresentante riguardo eventuali contagi che dovessero avvenire nel proprio impianto. «A inizio anno c’era un po’ di confusione su questo tema ma bisogna stare tranquilli che, a parte l’elemento nuovo del Covid dove deve esserci legame tra malattia e contesto di svolgimento, resta tutto come prima». Aspetto che ha necessitato di approfondimento è stato il concetto di «gruppo squadra» e «lista dei 40 ingressi»: il tampone entro le 48-72 ore va effettuato solo al «gruppo squadra» mentre il gruppo extra (dirigenza e collaboratori del club) dovrà presentare solo l’autocertificazione al momento dell’arrivo all’impianto.

Per quanto riguarda gli aspetti medici del protocollo è stato il dottor Marco Bologna ad entrare nello specifico. Due le situazioni che – ancora oggi – non sembrano chiare a molte società: le conseguenze sugli allenamenti (e gare ufficiali) in caso di positività e il ritorno all’attività degli atleti dopo la guarigione.
Cosa avviene quando si verifica una positività? «Va premesso che i giocatori è come se stessero in una bolla e devono fare il massimo per rispettare le prescrizioni. Nel caso si verificasse una positività, stando al protocollo, l’atleta va escluso e gli allenamenti proseguiranno regolarmente. L’ATS può dare il via al tracciamento dei contatti e decidere per l’isolamento ma, in alcuni casi, è servita una mail del medico sociale dove si certificava il rispetto del protocollo per vedere sospeso l’isolamento». Riguardo il ritorno in campo il dottor Bologna ha affermato l’obbligo di effettuare la visita agonistica trenta giorni dopo la guarigione ma, dinanzi al quesito del ds del Codogno Michele Marseglia, si sono verificati dei dubbi che ha dovuto risolvere Carlo Tavecchio dopo una telefonata col dottor Tranquilli.

Oltre ai due «gruppo squadra» il rispetto delle normative anti-Covid spetta anche agli arbitri che – da domenica 11 – vedranno cinque designazioni di arbitri centrali sulle quindici complessive effettuate dal CAI. Alessandro Pizzi, presidente del CRA, ha elencato tutti gli obblighi del protocollo (appello, ingresso in campo, posizionamento dei fotografi…) e affermato che: «Gli arbitri stanno tutti bene».

Questo articolo è gratis, non hai dovuto pagare nulla per leggerlo, questo perché c’è chi sostiene il giornale. Fallo anche tu, scopri come puoi contribuire andando a questo link

SCARICA LA NOSTRA APPLICAZIONE


Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli

nativery.com, 601bdb002ee3c4075ca20115, DIRECT appnexus.com, 11707, RESELLER, f5ab79cb980f11d1 google.com, pub-4529259506427490, DIRECT, f08c47fec0942fa0