8 Maggio 2021

Club Milano Eccellenza, Vitali non ha dubbi: «Noi come l’Hellas Verona e Scalise è il nostro Juric, un giorno farà il grande salto»

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Quattro gol in 5 partite con il Club Milano, sempre titolare in Coppa e Campionato, questo l’ottimo inizio di stagione di Simone Vitali, che ora non vuole fermarsi. Cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, dove ha militato per dieci anni, è successivamente passato alla Tritium in Serie D. Ora la cura Scalise ha rimesso in spolvero l’attaccante classe ’88, che adesso punta la doppia cifra.

Che cosa ci dici della tua prima esperienza nel calcio dei grandi?
«Ai tempi le rose di molte squadre avevano un’età media decisamente superiore a quella di oggi. L’impatto dal calcio giovanile a quello adulto è stato come entrar in un altro mondo. Con il tempo il mio modo di leggere la gara è cambiato, capisci quando è il momento di risparmiare le forze e di andare forte. Più vai avanti più prevale l’aspetto mentale, l’avanzare dell’età toglie e dà al calciatore».

Che prime impressioni hai avuto da questa tua nuova avventura?
«Sicuramente positive. Sin dall’inizio mi è stato prospettato un progetto chiaro, quello di costruire una squadra giovane e dare spazio a tanti ragazzi interessanti. Qua il mio apporto diventa fondamentale, so bene di alzare l’età media della rosa, ma la dirigenza mi ha subito detto che il mio ruolo sarebbe stato quello di chioccia per i giovani. Da questo punto di vista la società ha messo tutto il gruppo nelle migliori condizioni. Pilastro essenziale di questo progetto è sicuramente il nostro tecnico Scalise. Affidare la squadra a un ragazzo giovane con idee propositive e avanti per la categoria in cui ci troviamo è stimolante».

Come ti stai trovando con l’allenatore?
«Benissimo, ho una grande stima per lui come tecnico e penso che arriverà nel calcio professionistico. Ha delle idee molto moderne, è un’allenatore da categoria superiore. Di certo aver avuto dei mentori in passato come Allegri, Sarri e Juric gli dà un valore aggiunto, non solo oggi ma anche un domani».

Chi rivedi maggiormente in lui?
«Guardando l’attuale Serie A non posso che non pensare a Ivan Juric e al suo Hellas Verona, dall’aggressione in avanti al tener sempre alta l’intensità. Chi ha visto dal vivo il Club Milano può confermare».

Che inizio di stagione è stato per la squadra?
«Dispiace per lo stop, sia perché stavo vivendo un buon momento di forma sia per la squadra che era in netta crescita. Essendo un gruppo giovane era necessario passare da delle difficoltà, ma più giocavamo più miglioravamo. Abbiamo lasciato per strada 3 punti alla prima contro il Verbano, ma c’è ancora un percorso di crescita da fare all’interno dei novanta minuti. Penso che se si fosse continuato il campionato regolarmente avremmo lasciato qualche punto, ma nel ritorno avremmo fatto molto di più».

Quali sono gli obiettivi stagionali?
«La squadra è totalmente nuova, non abbiamo un obiettivo chiaro e definito come la vittoria del campionato o la disputa dei playoff, ma abbiamo il dovere di fare un campionato di livello, di divertirci e di far divertire i tifosi».

Ti aspettavi di giocare così tanto?
«L’età potrebbe penalizzarmi, ma so gestirmi nei novanta minuti e stando bene fisicamente posso giocare ogni 3 giorni tutta la partita. So quello che posso dare alla squadra e più passano le stagioni più imparo a gestirmi, anche per questo penso di potermi ancora divertire parecchio e a lungo».

Quali sono le tue principali qualità?
«Sono un giocatore di qualità che può ricoprire più ruoli in avanti, che vede la porta. Con gli anni un aspetto su cui ho lavorato è il temperamento, il dare tutto in campo senza mai risparmiarsi».

Hai già in mente dei numeri che vorresti raggiungere a fine stagione?
«Ogni volta che scendo in campo voglio vincere e segnare per la squadra. Quest’anno però vorrei arrivare a quota 10 gol».

Cosa non è funzionato alla Tritium nella passata stagione?
«Arrivai alla Tritium nel mercato di riparazione 2018/2019 e in quei primi 5 mesi ho fatto la mia parte nel passaggio in Serie D, ma nel complesso sia dal punto di vista realizzativo sia personale non è andata molto bene. A volte nel calcio non riesci ad esprimerti per quello che potresti dare, ma è anche colpa mia se non sono riuscito a dare quello che avrei voluto. Qui grazie a Scalise sono tornato a dare il massimo. Un giocatore quando percepisce la fiducia rende di più e in più le mie caratteristiche tecniche si sposano a meraviglia con le idee del tecnico, dove un calcio di qualità è al primo posto, dove c’è una ricerca costante della costruzione dal basso, da tutto questo traggo beneficio. Lui è il nostro top player».

Come state gestendo questo periodo di fermo forzato?
«Guardiamo avanti con fiducia, pur non allenandoci c’è un confronto costante con il tecnico e il preparatore atletico. Abbiamo delle tabelle e gli allenamenti avvengono via zoom, ma essendo giovani penso che ci faremo trovare subito pronti anche dal punti di vista mentale».


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