martedì 2 Giugno 2020 - 09:57:28

Eccellenza, Castiglione: a tu per tu con Maccabiti, trascinatore dei Mastini

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«Sono tornato perché mi ha convinto il nuovo progetto del Castiglione, molto serio ed entusiasmante . Adesso ci sono persone diverse rispetto all’ultima volta, ma alla chiamata di una piazza in cui ero stato bene, non ho saputo dire di no». Così si raccontava a Giugno alla Voce di Mantova Luca Maccabiti, attaccante classe 1991 tornato dopo cinque stagioni a vestire la maglia del Castiglione. Una scelta non scontata visto l’interessamento della corazzata Lumezzane, un’altra vecchia conoscenza di “Big Mac” che, però, ha deciso di seguire il suo cuore per rilanciarsi in quella piazza che già l’aveva visto protagonista in passato. A distanza di 21 giornate di campionato, con il Castiglione agganciato al treno dei playoff e distante un solo punto dal terzo posto, si può dire che Maccabiti abbia vinto la scommessa di inizio stagione. Ne sono una riprova anche gli 8 gol fin qui siglati dal bomber bresciano e che costituiscono il 44% delle reti totali realizzate dalla formazione mantovana (18). La stagione dei Mastini, però, non è stata solo rose e fiori. Dopo l’ottimo inizio di campionato, infatti, la mancanza di risultati tra fine Ottobre e inizio Novembre è costata la panchina a Marco Piovanelli.

La squadra come ha vissuto il passaggio di consegne da Piovanelli a Pelati?

«Il gruppo era con il mister, non ci sono state diatribe di spogliatoio, ma abbiamo avuto una fase in cui i risultati sono venuti a mancare e nel calcio si sa che quando le cose non vanno bene, anche se l’allenatore non ha particolari colpe, è lui a pagarne le conseguenze. E’ dispiaciuto a tutti, a me in primis perché lo conosco bene, però è arrivato un allenatore che stimo ulteriormente e con cui ci stiamo trovando bene tutti».

Ora siete agganciati al treno dei playoff, ma rispetto a inizio stagione come si è evoluto il vostro obiettivo?

«Abbiamo iniziato con una grande incognita, non sapendo bene cosa potessimo permetterci di ottenere. A inizio stagione abbiamo trovato dei risultati importanti che ci hanno permesso di stare lì, ma il campionato è lo stesso degli anni scorsi e serve continuità per fare bene, cosa che ci è un po’ mancata. Alternavamo grandi parti di partite e spezzoni poco positivi, ricordo per esempio un primo tempo da retrocessione contro il Valcalepio e un secondo tempo da primo posto in campionato. La classifica poi è talmente corta che basta un periodo di appannamento per uscire dai playoff, se invece fai bene per un paio di partite ti riattacchi al treno. A Dicembre ci siamo rinforzati dal punto di vista numerico, avevamo più alternative e si è alzata anche l’età media visto che abbiamo tanti ragazzi al primo anno in Eccellenza. Nel girone di ritorno abbiamo iniziato bene, anche se ora stavamo cercando di riprenderci da due sconfitte e c’era in programma lo scontro diretto in casa con il Forza e Costanza, ma credo che difficilmente il campionato riprenderà. Penso che il Castiglione abbia fatto un bel percorso di crescita. A inizio stagione ci hanno chiesto di salvarci e a Gennaio eravamo già abbastanza tranquilli. Se l’anno prossimo dovessimo ripartire credo che potremo fare un passo in avanti e fare qualcosa in più. Abbiamo fatto un bel campionato, a tratti siamo stati la miglior difesa e siamo stati sempre una squadra tosta da affrontare nonostante una rosa corta e giovane che sulla carta difficilmente poteva puntare ai primi posti».

Un aspetto in cui avete dimostrato qualche difficoltà è la fase realizzativa. A parte i tuoi 8 gol non c’è mai stato qualcuno in grado di “farti da spalla”, come mai secondo te?

«Siamo stati una squadra non bellissima da vedere, ma che ha finalizzato le poche occasioni che aveva e la maggior parte delle volte è capitato a me. Questo però prova che la squadra era comunque sul pezzo e non giocava solo per difendersi. Non è facile in questo campionato molto equilibrato vincere tre o quattro a zero e noi non eravamo una corazzata. Certo, potevamo fare qualcosa di meglio in fase realizzativa visto che nel girone d’andata abbiamo fatto un solo gol in trasferta, ma nonostante tutto giravamo a due punti dalla prima a Natale. Facendo qualcosa in più in trasferta chissà dove saremmo ora. In casa però abbiamo sempre fatto bene, quindi diciamo che alla fine tutto si compensa».

A proposito delle prestazioni in trasferta, lontano dal Lusetti avete collezionato pochi punti. Quale pensi che sia la causa di questo trend negativo?

«A Castiglione abbiamo un campo grande, quindi in trasferta andiamo sempre a giocare con squadre che difendono in campi piccoli e che, invece, da noi vanno più in difficoltà. In casa abbiamo anche un gran pubblico, c’è seguito e molto entusiasmo. I tifosi sono tutti ragazzi giovani e c’è un buonissimo rapporto, ogni domenica vengono a divertirsi, ci fanno divertire e noi speriamo di divertire loro. Spero anche che sia una cosa che possa crescere se in qualche annata dovessimo lottare per i primi posti. Giocare in casa per noi è stimolante e il contesto è più bello, ma non può essere una scusa. Se si vuole fare il salto che la società vuole, e che si merita, dobbiamo migliorare in trasferta ed è quello su cui stiamo cercando di lavorare».

Parlando della società è innegabile che il Castiglione stia puntando molto anche sui social e dall’esterno si vede che siete molto attivi, che c’è tanta passione nel progetto.

«Si anche io sto vedendo un grande entusiasmo che non vedevo da anni e fa molto piacere. Hanno capito che anche i social possono essere una chiave per avere maggiore visibilità e lo stanno facendo nel modo giusto. La società sta lavorando a 360° con tanta voglia, anche il concetto di Mastini è una cosa simpatica e ti fa capire ancor di più quanto questa piazza tenga al calcio e al puntare a palcoscenici ancor più importanti. Sappiamo che le ambizioni delle società sono alte e qui mi hanno stimolato fin da subito. Hanno progetti importanti e noi abbiamo il compito di andare in campo per dare loro queste soddisfazioni. Spero di poter far parte del salto di qualità, ma sono sicuro che lo faranno anche senza di me».


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