7 Marzo 2021

Forza e Costanza Eccellenza, Longhi quantità e qualità in mezzo al campo per Foglio: «Non tiro mai indietro la gamba»

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Arrivato all’ultimo momento del mercato estivo tra le fila del Forza e Costanza Matteo Longhi, centrocampista classe 2001 si è subito ritagliato il proprio posto all’interno della giovane rosa a disposizione del tecnico Foglio. Con quattro punti conquistati nelle prime quattro giornate i bianconeri hanno già fatto vedere molte cose buone dimostrando quanto il girone sia interessante in ogni punto della classifica.

 

Che tipo di percorso ti ha portato ad arrivare al Forza e Costanza?
«Ho iniziato fin da piccolo a giocare nella squadra del paese, dopo qualche anno sono passato al Sarnico società nella quale ho militato per otto stagioni, poi sono passato alla Real Calepina, quando si chiamava Grumellese e la prima squadra giocava in Serie D, nell’anno del mio arrivo però ci furono problematiche varie e la squadra scese in Eccellenza, questo mi permise di passare l’ultimo anno e mezzo in prima squadra, esperienza che mi ha arricchito molto permettendomi di fare precocemente il grande salto da giovanili a prima squadra. Per questa stagione in realtà ho fatto la preparazione atletica con la Pro Palazzolo, poi però per vari motivi non sono riuscito a rimanere. La chiamata del Forza e Costanza l’ho vista come un’ottima occasione e ora sono molto felice di essere qui».

 

Quali sono le tue caratteristiche come giocatore?
«Sono un giocatore molto versatile faccio di intensità e gamba i miei cavalli di battaglia. Nelle varie stagioni ho spesso ricoperto diversi ruoli: ho esordito a Grumello come ala in un tridente offensivo, l’anno scorso invece ho giocato spesso nei quattro di centrocampo come esterno, in questa stagione invece sto ricoprendo il ruolo di mezz’ala. Sono insomma il tipo di giocatore che quando gioca non tira mai indietro la gamba, a volte magari sono troppo irruento, infatti prendo parecchi cartellini ma questo è il mio modo di giocare».

 

Come ti sei trovato nel nuovo ambiente?
«Fin da subito sono stato accolto bene da tutti. Qui ho un paio di vecchi compagni con cui avevo giocato nelle stagioni precedenti per cui è stato ancora più facile inserirsi. Anche con l’allenatore ho un buon rapporto, mi parla molto. Si conti che sono arrivato qui di venerdì e la domenica ho giocato, fin da subito ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda».

 

Siete una squadra molto giovane, come si traduce questo nelle dinamiche di spogliatoio e quali sono i vostri obbiettivi per la stagione?
«E’ vero siamo quasi tutti giovani in rosa, ma nonostante questo alcuni tra noi hanno già fatto esperienze importanti e sanno bene cosa vuol dire giocare per i punti puntando ad un obbiettivo che sarebbe una salvezza tranquilla. Ciò detto il nostro girone quest’anno è molto duro, le squadre che puntano al top si sono costruite davvero molto bene, ma anche le squadre che come noi puntano alla salvezza sono tutte toste, ogni partita è una battaglia».

 

Cosa ha funzionato bene e cosa non tanto in questo inizio di stagione secondo te?
«Di positivo sicuramente c’è una grande organizzazione di squadra, sappiamo quali sono i nostri compiti e abbiamo chiari concetti di gioco e questa cosa si è vista quando abbiamo affrontato avversari forti, magari abbiamo perso ma abbiamo giocato. Una cosa su cui dobbiamo migliorare è l’attenzione ai dettagli: fare fallo in una zona pericolosa, dimenticare una marcatura… errori di concentrazione che dobbiamo imparare ad evitare».

Hai un ricordo di questi primi anni di carriera a cui sei particolarmente legato?
«Quello che ricordo con maggiore affetto è il mio esordio con la prima squadra. Verso la metà della stagione ebbi l’occasione di partire da titolare, giocavamo contro l’Orsa di Igeo. Sull’ 1-0 per noi il mio terzino sale, così io rimango in difesa per coprirlo, solo che durante il contropiede avversario sono scivolato, complice il campaccio, e ho commesso fallo da ultimo uomo e dunque sono stato espulso. Mentre ero negli spogliatoi sento nell’arco di qualche minuto due forti boati: penso ovviamente che ci abbiano recuperato e che siano passati in vantaggio e già ero pronto a disperarmi. Quando entra in spogliatoio io ovviamente gli ho chiesto come fosse finita la partita: avevamo vinto 2-1 e grazie a quella notizia mi levai un grosso peso dallo stomaco. Diciamo che non è stato l’esordio che tutti sognano, ora a distanza di anni però ne rido volentieri con gli amici. Per l’espulsione venni rassicurato dal tecnico dell’epoca per fortuna, mi disse che se ero in quella posizione per coprire il compagno il concetto era giusto».


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