16 Maggio 2021

Sestese Eccellenza, l’evoluzione di Caraffa: da uomo assist a bomber versatile, con l’obiettivo di tornare in Serie D

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Suona quasi come un appuntamento con il destino soltanto rimandato quello tra Davide Caraffa e la Brianza Olginatese, avversario di vecchia data dell’attaccante ora in forza alla Sestese, fermata nel weekend dall’ATS per un caso di positività. Nonostante la giovane età, il classe 1998 ha infatti già incontrato sul suo cammino i bianconeri in una sfida più che delicata nella stagione 2016/2017, la prima nel calcio dei «grandi», ovvero la finale Playout del Girone B di Serie D. Un match deciso da un suo gol in pieno recupero che condannò l’allora Olginatese alla retrocessione in Eccellenza. «A Lecco ho fatto tre anni in cui si era instaurato un bellissimo rapporto con i tifosi – racconta Caraffa – poi all’ultima stagione avevo rifiutato delle offerte sempre in Serie D perché mi era stato promesso uno spazio che a cinque giorni dalla chiusura del mercato non mi è più stato garantito».

 

L’attaccante scende dunque in Eccellenza e centra subito la salvezza tra le fila della Castanese, prima di approdare nella stagione 2019/2020 a Sesto Calende. Dopo lo scorso campionato interrotto con tre gol all’attivo, Caraffa è partito con il piede sull’acceleratore mettendo a segno lo stesso numero di reti in appena tre partite. Un avvio sopra le righe frutto del lavoro svolto durante lo stop del campionato, come spiega l’ala del tecnico Ferrero: «Sinceramente mi aspettavo di fare queste prestazioni perché non ho mai smesso di allenarmi. Staccavo da lavoro e andavo a correre, quindi mi sentivo bene dal punto di vista fisico. Ora voglio continuare a segnare per me stesso e per la squadra, per portare più punti in questo torneo». L’obiettivo del classe 1998 è infatti quello di riprendersi la Serie D a suon di gol: «Io sono sempre stato un uomo assist, in questa prima parte della mia carriera mi hanno sempre dato del giocatore forte, ma che segna poco. Adesso sto lavorando molto sulla fase realizzativa perché la mia voglia è di tornare in D e per farlo bisogna passare anche dai gol».

 

La dimostrazione arriva direttamente dal campo con la rete siglata su calcio di punizione contro il Milano City e la doppietta messa a segno in casa del Gavirate, con una marcatura frutto di un inserimento sulla fascia destra concluso con un pallonetto e con un timbro di testa. Una varietà di colpi sotto porta che rispecchiano anche la duttilità di Caraffa nella fase offensiva. «A Lecco ho fatto un anno da seconda punta e ho giocato anche da esterno di centrocampo, ma davanti sono stato impiegato in tutti e tre i ruoli. – spiega l’attaccante – Quest’anno mi è stato chiesto di giocare molto largo perché le mie caratteristiche sono la velocità e il puntare l’uomo, quindi sfido sempre il terzino nell’uno contro uno per creare a me o ai miei compagni delle situazioni pericolose».

 

Un legame in particolare è quello creatosi con Giovanni Lombardo, come racconta Caraffa: «Abbiamo un ottimo rapporto sia fuori dal campo che dentro. Lui è molto utile alla squadra e mi diverto a scambiarci la palla. Giochiamo insieme da due anni e sappiamo le nostre caratteristiche, ci viene spontaneo cercarci durante la partita». Un duo rivelatosi fondamentale in questo avvio di campionato sia nella vittoria contro il Milano City, con un gol a testa, che nel pareggio contro il Gavirate, con Lombardo a direzionare il corner insaccato da Caraffa. Due risultati positivi seguiti dalla prima sconfitta in campionato, quella arrivata nel recupero contro l’Ardor Lazzate. «A livello di squadra siamo giovanissimi – spiega l’attaccante – manchiamo di esperienza ma compensiamo con grinta e corsa. Abbiamo subito a livello mentale la botta contro il Gavirate, però poi abbiamo reagito bene, mentre con l’Ardor siamo partiti male, l’abbiamo raddrizzata e pensavo pure che l’avremmo vinta, ma abbiamo preso gol nel finale. Dobbiamo compensare con la determinazione ciò che ci manca dal punto di vista dell’esperienza. Mi ricordo che ai tempi del Lecco Tacchinardi ci diceva che dalla Serie D in giù i nomi importanti non ti fanno vincere, servono cattiveria e determinazione».

 

Uno spirito combattivo che riflette anche l’ideale di gioco del tecnico Ferrero, come rivela l’attaccante: «Siamo improntati all’attacco, vogliamo provare a fare il nostro gioco e affronteremo ogni avversario a viso aperto perché non abbiamo nulla da perdere». L’obiettivo societario, infatti, non è un posizionamento specifico: «Vogliamo arrivare il più in alto possibile, poi nel calcio non si sa mai, soprattutto in un campionato strano come questo, dove potrebbe vincere anche chi è ripartito senza voler puntare alla promozione».


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