7 Marzo 2021

Settimo Milanese Eccellenza, Pacchieni sulle orme di Rovella: «Tonani mi ha lasciato molto, qua a Settimo Milanese senza pressioni»

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Gabrio Pacchieni, classe 2002, arriva nell’estate 2019/2020 dall’Alcione, squadra nella quale ha militato per due anni e dove nel suo percorso ha avuto il piacere di incontrare il tecnico Tonani, uno dei maestri di Rovella, entrambi centrocampisti di qualità. Il primo anno in Eccellenza per Pacchieni è sfortunato, una pandemia interrompe il suo percorso di crescita proprio sul più bello, e proprio quando sembra poter riprendere quella strada arriva il secondo stop.

 

Comincio col chiederti come procede la preparazione in vista della ripresa?
«Da quando ci siamo fermati abbiamo seguito un protocollo personalizzato, messo su dal nostro preparatore. Sono programmi di allenamento che fanno riferimento a un’app, nella quale vengono registrati i nostri risultati e vengono tracciati di settimana in settimana. Fino ad oggi è quello che abbiamo fatto, purtroppo il campo ci manca».

 

Come sei arrivato al Settimo Milanese?
«E’ stata una scelta ponderata, ma decisa per lo più da motivi personali. Dovendo concludere il mio percorso scolastico ho scelto una squadra importante che fosse più vicino a casa e che mi permettesse di conciliare i due impegni».

 

Per un anno non hai incontrato un ragazzino che in Serie A sta rubando gli occhi a molti, parlo di Rovella. Ma anche tu, come lui, sei passato sotto la guida di Tonani, quanto è stato importante per la tua crescita?
«E’ sicuramente stato un tecnico importante nella mia formazione, che fa giocare le squadre a pallone, sviluppa la tattica e perfeziona l’aspetto tecnico. La palla chiaramente vuole che giri veloce e a terra, poche palle lunghe, ed è così che abbiamo vinto un campionato».

 

Ti aspettavi un inizio di stagione così difficile?
«No, perchè la squadra è valida e il gruppo c’è. Prima dello stop stavamo lavorando sullo sviluppo della nostra identità, e alcune cose in campo si vedevano. Penso stessimo portando avanti un buon calcio, non accompagnato però dai risultati. Però ti dico che voglia e gruppo ci sono, quindi gli ingredienti perchè esca una bella stagione ci sono tutti».

 

Questo avvio condiziona gli obiettivi di inizio stagione?
«Non abbiamo mai avuto ambizioni di vertice, il nostro obiettivo è giocare e divertire, arriveremo dove ci porteranno i risultati».

 

Quale pensi sia stato il tuo miglior momento in campo?
«La prima presenza in Eccellenza è indimenticabile, non solo per il debutto contro il Busto 81 ma per la prima rete realizzata e per la vittoria che poi è arrivata».

 

Che voto daresti alla tua prima stagione in Eccellenza?
«Ero ancora molto acerbo per la categoria, non mi sono trovato obbligato a salire, ma è stato un banco di prova importante e stavo cominciando a dare continuità alle prestazioni prima dello stop. Una sufficienza piena è quello che meriterei».

 

Ti vedi a lungo con questa maglia?
«Ora non penso a un salto di categoria, sono ancora giovane ma rimango aperto a qualsiasi possibilità. Qua però mi trovo bene, anche per la vicinanza a casa, finchè qua sto bene e il livello della squadra continua a essere di livello rimango qua».

 

In quale zona del centrocampo ti trovi meglio?
«Prima di salire in prima squadra ho sempre giocato da mezzala e davanti alla difesa. Salendo l’aspetto fisico assume un peso totalmente diverso, per questo qua gioco più sull’esterno, di certo corsa e tecnica non mi mancano. Nelle ultime gare ho anche giocato da terzino dato l’infortunio di un mio compagno, sto sfruttando ogni occasione al massimo in qualunque posizione del campo».


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