10 Aprile 2021

Vergiatese Eccellenza, Matteo Rossoni, il 10 alla guida dell’attacco: «Pensai di smettere, ora sogno la D»

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Matteo Rossoni, classe 2002, passa nel Dicembre 2018 dalla Sestese alla Vergiatese. Quello che inizialmente poteva sembrare un passo indietro si rivela essere una delle migliori scelte che potesse fare il ragazzo. E’ qua che accade la svolta tattica, dall’essere un mediano di costruzione si reinventa una seconda punta con un fiuto del gol che non lascia scampo alle difese avversaria. Nella passata stagione realizza 22 reti in 21 presenze con la Juniores Fascia B, questo gli vale la promozione in prima squadra, dove un modulo diverso lo obbliga ad adattarsi al ruolo prima punta. Poco male, il ragazzo dopo il periodo di adattamento, sfiora la sua prima rete coi grandi al debutto contro il Settimo Milanese, appuntamento al primo gol rinviato, covid permettendo.

 

Da dove sei partito? 
«Sono cresciuto a Sesto e ho giocato alla Sestese fino al 2018, poi nel Dicembre di quell’anno mi sono trasferito a Vergiate dove sono passato dalla categoria degli Juniores Fascia A a quella B».

 

Lo consideri un passo indietro? ha avuto un suo peso questa retromarcia in quella che poi è stata ad ora la tua migliore stagione dal punto di vista realizzativo?
«E’ stato un piccolo passo indietro, ma era già da un anno che sentivo di dover cambiare aria, a Sesto non mi trovavo più bene. Il tecnico Gabban mi ha voluto fortemente e il suo modulo ben si adattava a me. E’ sì stato un passo indietro inizialmente, ma guardando quello che ho fatto negli ultimi anni posso dire di averne fatti cinque in avanti».

 

21 gol su 22 presenze nella passata stagione, un bottino che avrà attirato le attenzioni di qualche club, immagino. Sono arrivate delle proposte che ti hanno fatto vacillare?
«Parte di questo bottino è merito di mister Gabban. Ha avuto lui l’intuizione di cambiare la mia vita tattica avanzandomi da mediano a seconda punta. E già al primo anno nel girone di ritorno ho realizzato 10 reti. La stagione successiva non inizia nei migliori dei modi, arrivano sei sconfitte di fila con il tecnico Plebani, che già conoscevo per il mio trascorso a Sesto. Quella stagione cambia quando il tecnico decide di giocare con due punte, e da lì è cominciata la mia scalata. Dal mercato so che c’è stato l’interessa da squadre di Promozione ed Eccellenza ma sono passate in mano al DS Cuscunà, io avrei rifiutato ugualmente».

 

Come hai affrontato il cambio di ruolo?
«Ho dovuto rivedere la mia mentalità e il mio modo di giocare. Mi sono sentito più carico di responsabilità, d’altronde la mole di gioco doveva trovare in me la sua realizzazione. Sul campo mi sono dovuto abituare a un gioco fatto di palle lunghe e tra le linee, ma questa responsabilità nel dare un senso al gioco mi piace».

 

L’avvio di questa stagione ricalca in parte l’annata passata, già 4 reti in 2 presenze con la Juniores. Da Febbraio 2020 sei poi stato aggregato in prima squadra. Ti aspettavi questo inizio o pensavi di soffrire una preparazione diversa dalle altre?
«Sono contento della promozione in prima squadra, già nella gara contro il Settimo Milanese ho sfiorato il gol al debutto. Sì, la preparazione estiva l’ho fatta interamente con loro e qua mi sono dovuto un attimo adattare a un nuovo modulo. La squadra in avanti gioca con due esterni e una punta, le prime due settimane sono state difficili, ma grazie a Franzese, prima che se ne andasse, e rivendendo il mio gioco mi sono adattato in fretta».

 

Quanto pesa questo secondo stop nel tuo percorso?
«Mi sento tanto penalizzato, il prossimo anno dovrò dare ancora di più».

 

Dove ti vedi fra qualche anno e quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
«Voglio arrivare in Serie C, ne ho le qualità. Il resto si vedrà».

 

C’è stata una figura più importante di altre nella la tua crescita?
«Mio padre ha creduto tanto in me, mi ha dato una grande forza soprattutto quando non giocavo a Sesto ed ero tentato dallo smettere lui. Anche ora mi segue a tutte le partite e quando mi alleno a casa è sempre pronto a darmi una mano anche perchè tecnico».


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