12 Maggio 2021

DiPo Prima Categoria, l’highlander Sergio Sala: «Qui per aiutare a risalire in Promozione»

Le più lette

Juventus-Torino Under 15 Femminile: la fotogallery

Anche le ragazze dell'Under 15 Femminile sono tornate in campo per i test match di fine stagione. Come lo...

Dopo oltre un decennio Roberto Prini saluta la Valceresio: «Decisione sofferta, resterò sempre il primo tifoso»

Se il settore giovanile della Valceresio negli ultimi anni è diventato uno dei migliori della provincia di Varese gran...

Juventus-Napoli Serie A Femminile: Maria Alves inventa per Girelli e BB, per le bianconere è lo Scudetto numero 4

Quattro sono gli anni dalla nascita del progetto della prima squadra della Juventus Women, quattro è il numero degli...

A rafforzare le ambizioni della DiPo in estate è arrivato Sergio Sala, difensore centrale classe 1983 con una lunga militanza in Serie D ed Eccellenza, dopo l’esperienza nel settore giovanile del Monza e un percorso che lo ha portato fino alle soglie della Serie B.

Come mai hai scelto di andare a Vimercate?
«Il tempo passa per tutti, ho 37 anni e una carriera spesa tra D ed Eccellenza, non la vedo come una retrocessione scendere. Lo avevo già fatto un anno e mezzo fa al Meda in Promozione e adesso in Prima Categoria nella Dipo: società organizzate con poco da invidiare a quelle di Eccellenza. Ci sono solo dinamiche diverse in squadra, ho capito che a ogni livello cambiano».

Per quanto tempo ti vedremo in campo?
«A questa età ragiono stagione per stagione. Non mi va di finire la carriera con due annate del genere, segnate dal Coronavirus; proverò ad aiutare la Dipo a risalire in Promozione e poi deciderò a seconda della condizione e della voglia, che è ancora tanta. Il calcio è la passione della vita, non è facile smettere».

Hai dei rimpianti?
«Un paio sì. Nel mio ultimo anno al Monza, io e qualche mio compagno della Primavera nel girone di ritorno eravamo stati aggregati alla Prima squadra che militava in Serie B, non fu una stagione bellissima, qualcuno esordì mentre a me questa possibilità non fu data. Magari sarebbe stata l’unica presenza tra i professionisti, ma l’avrei ricordata per sempre. Secondo, non aver osato di più in qualche occasione: a Mapello quando vincemmo il campionato di Eccellenza e rinunciai per lavoro alla Serie D, e quando non accettai la proposta di mister Cesare Albè di trasferirmi alla Giana, nella stagione in Promozione in cui comincio la cavalcata sino alla Serie C. Il mio compagno di allora alla Vimercatese, Daniele Pinto, andò, e adesso è il capitano della Giana».

Facciamo un salto indietro, dove nasce il Sala calciatore?
«All’oratorio, alla Stella Azzurra di Cinisello Balsamo; sono partito a 6 anni con il Giocasport del CSI e a 15 debuttavo in Terza Categoria con una deroga speciale poiché l’età minima per giocare con i “grandi” è 16 anni. E questo è stato il campionato più duro della mia vita, agonismo a non finire con avversari con più del doppio della mia età. Morando, allora osservatore del Monza poi all’Atalanta, scomparso poco tempo fa, mi portò a fare degli allenamenti al Monza e ne bastò uno per farmi esordire negli Allievi Regionali. Nella Stella Azzurra giostravo a centrocampo, a lui serviva un difensore che sapesse impostare il gioco e da allora sto in difesa. Di seguito gli Allievi nazionali e la Primavera con Andrea Icardi, ex Milan, allenatore, e la B sfiorata».

E da qui comincia la tua lunga avventura tra i dilettanti.
«Esordio in D all’Oggiono, tre stagioni e la rottura di un ginocchio, da lì Eccellenza con Usmate, Mapello con la vittoria del campionato, Mariano da difensore goleador con 17 reti e il record stagionale di 9, Arconatese e Lazzate dove avrei finito se non avessero cominciato ad allenarsi di pomeriggio. Meda e ora Dipo».

Compagni nei hai avuti a centinaia, riesci a scegliere il migliore?
«Ne dico due con cui non ho raggiunto traguardi sportivi, ma sono rimasti amici nella vita: Michele Rosa al Mariano, che da poco è diventato anche mio compagno alla Dipo, e Vincenzo Solenne. Era venuto qui per lavoro dalla Basilicata, compagni nell’Usmate e “adottato” dalla mia famiglia».

Passiamo agli allenatori.
«Sempre nel cuore Angelo Seveso all’Usmate e Marco Campi all’Ardor Lazzate che non ci sono più; sempre a Lazzate Giampaolo Chiodini e Primo Berlinghieri, ex giocatore del Pescara, con cui firmammo una salvezza impossibile».

C’è stato un avversario che ti ha fatto impazzire?
«Più di uno, il mio incubo, però, è stato Pasquale Foggia nella Primavera del Treviso. Ancora me lo sogno di notte! E alla fine voglio ricordare quando con la Nazionale Under 18 Dilettanti ho marcato Montella in un’amichevole prima del Mondiale di Corea e Giappone 2002».


Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli