Arcellasco, il miracolo di Ottolina

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C’è chi i favori del pronostico li ha rispettati da subito (Castellanzese girone A) e viaggia a ritmi da assoluto record, chi resta impantanato nelle sue incertezze (Magenta girone F) e chi, di domenica in domenica, sta ritrovando se stesso. Sono sei le vittorie consecutive dell’Arcellasco di Ottolina, un record, eguagliando quelle cinque di tre anni fa, con Jack Curioni (ora al Pontisola) alla guida. Un segnale di continuità, certo, ma anche un forte punto di rottura, come a dire, indietro non si torna. Perché questa squadra, nasce con Curioni e con un’idea di gioco, di collettivo, con il quale il giovane tecnico aveva plasmato le Poiane, senza però riuscire a fare quello step in più, rimanendo un’eterna promessa. Ed è allora che i novanta minuti di Lissone (campo tra l’altro storicamente avverso ai biancorossi) devono essere l’inizio di un qualcosa di grande, qualcosa di compiuto. Perché il ritorno in Eccellenza dell’Arcellasco, dopo l’esclusione dai ripescaggi estiva (non ditelo ad Ottolina), quest’anno è quasi un’imposizione, e con le imposizioni non sempre si riesce a centrare l’obiettivo, il rischio di ansia da prestazione è altissimo. Ma la squadra è forte, questo è innegabile, e il calcio può avere tutte le varianti di questo mondo, ma alla lunga, se sei il più forte, devi vincere, e non ci sono ansie che tengono, altrimenti hai fallito.

Andrea Zoccolan