16 Maggio 2021

Barzago Promozione, Arrigoni: «Far ripartire l’Eccellenza è stata una forzatura, speriamo serva da apripista per tutto il calcio dilettantistico»

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Tra le squadre che nutrono dei rimpianti per la sospensione del campionato Promozione c’è il Barzago, partito con l’obiettivo di salvarsi ma, dopo tre giornate, in testa a punteggio pieno. Roberto Arrigoni, alla seconda stagione sulla panchina gialloblu, ha tracciato un primo bilancio fornendo anche qualche anticipazione sulla programmazione in vista del prossimo campionato.

Questa è la sua seconda stagione a Barzago, anche se le partite disputate sono state meno di venti. È possibile tracciare un primo bilancio?
«Direi di si, molto positivo. Anche se la scorsa estate ci sono stati parecchi cambiamenti in rosa, quindi è difficile poter dire con certezza di conoscere il reale valore e potenziale della squadra dopo sole tre giornate. Resta che eravamo partiti molto bene, col passaggio del turno in coppa e tre vittorie in altrettante partite in campionato: per una squadra che ambiva alla salvezza rappresentavano un bel po’ di fieno in cascina, che ci avrebbe permesso di affrontare le successive sfide con la giusta tranquillità».

Com’è il morale della squadra dopo una stagione sostanzialmente persa?
«Quando hanno interrotto il campionato si respirava un po’ di timore per la pericolosità dell’epidemia. Dopo tanto tempo fermi, invece, non vediamo l’ora di poter tornare in campo, anche perché la passione per il calcio è grande e rinunciarvi non è facile. Penso che ciò che manchi di più, prima ancora dell’aspetto sportivo, sia la sfera sociale dell’attività calcistica: allenarsi insieme, fare spogliatoio, divertirsi. Ad oggi non conosciamo ancora tempistiche e modalità di ripresa, è una situazione di incertezza che fa male a tutto il sistema calcio».

Dopo la sospensione di fine ottobre avete continuato ad allenarvi?
«In un primo momento abbiamo assegnato allenamenti individuali da svolgere per conto proprio. Da quando abbiamo capito che il campionato non sarebbe ripreso, purtroppo, non ce n’è stato più bisogno. Mi auguro comunque che i ragazzi, che continuo a sentire, si tengano in movimento per non presentarsi alla ripresa dopo un periodo di inattività troppo lungo. È da ottobre che non riusciamo più a lavorare in gruppo».

Guarderete con curiosità alla ripartenza del campionato Eccellenza?
«A mio modo di vedere è una forzatura, infatti l’adesione delle squadre non possiamo certo definirla un plebiscito. Sarà un mini torneo di dieci partite per determinare una promozione. Speriamo almeno che sia una sorta di apripista per tutte le categorie dilettantistiche, anche se capisco che non è facile adeguarsi ai protocolli. L’importante è che tutto venga fatto in maniera responsabile, senza un aggravio dal punto di vista sanitario, in modo che questo possa rappresentare un punto di ripartenza per il calcio».

Avete già cominciato a pianificare la prossima stagione? C’è il rischio che, dopo tanti mesi fermi, i ragazzi più giovani vogliano strafare andando incontro ad infortuni muscolari?
«Sicuramente la programmazione andrà valutata con grande attenzione. Già l’anno scorso, alla ripresa degli allenamenti, si arrivava da una situazione anomala dopo alcuni mesi di stop. Quest’anno il problema sarà certamente più accentuato, quindi servirà prudenza nelle prime sedute andando man mano ad intensificare il lavoro. Oltre all’aspetto fisico ci sarà l’incognita anche del gesto tecnico, perché è normale che dopo tanto tempo senza toccare il pallone ci sia un po’ di ruggine che porta a commettere errori insoliti per ragazzi di questa categoria».

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